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Pd e M5s studiano da alleati e si tengono stretto Fava
A Palermo si apre a Sinistra Comune: «È nel perimetro»

Un primo incontro informale ha aperto la stagione delle intese per le Amministrative nel capoluogo di Regione. Ancora nessun nome, si parla di programmi. Resta il nodo primarie per le Regionali, con Barbagallo che dichiara: «Per noi vanno bene sempre»

Gabriele Ruggieri

«Un incontro positivo». Una battuta comune a tutte le parti coinvolte nel tavolo che ha visto insieme Partito democratico e Movimento 5 stelle per ragionare anzitutto di Amministrative, con un occhio sempre alle Regionali, che saranno l'impegno immediatamente successivo per la coalizione del campo largo. Un campo largo che, l'hanno ricordato più volte i protagonisti dell'intesa, sta lavorando per definire il suo perimetro e che al momento pensa a rafforzare il gruppo puntando sugli argomenti in grado di unire le varie anime che lo compongono. «Siamo concentrati sui temi, sulla piattaforma programmatica», dice a MeridioNews il segretario regionale dei democratici, Anthony Barbagallo, presente alla riunione insieme al segretario provinciale Filoramo.

«Si è trattato di un primo incontro informale, per capire quali essere i punti e la volontà comune e fatto un po’ di premesse - fa eco Viviana Lo Monaco, capogruppo pentastellato al consiglio comunale di Palermo - Abbiamo apprezzato l’approccio che hanno avuto. Si è partiti con una certa umiltà da ambo le parti, con l’idea di avere un foglio bianco davanti e di scrivere un percorso e con un’eventuale alleanza con liste civiche, che definiremo se si potrà realmente realizzare solo dopo essere entrati nel merito di parecchie cose». Nessun nome sul tavolo, ma anche nessun veto, se non su Palermo dove i grillini vorrebbero un cammino che non ricalchi le orme dell'amministrazione Orlando che, per citare ancora Lo Monaco, «ha avuto parecchie pecche e ha portato Palermo in una situazione difficile». 

Sempre riguardo al perimetro della coalizione, a Palermo arriva l'apertura all'area più a sinistra dello scacchiere, dove a livello comunale c'è da sciogliere il nodo legato a Sinistra Comune. «L’idea è quella di essere inclusivi nei confronti di tutte quelle forze del panorama politico progressista - prosegue la capogruppo pentastellata - Non ho elementi per dire se l’idea di Sinistra comune sia quella di una coalizione, però immagino di sì. Certamente è un partito che a Palermo è rimasto coerente dall'inizio alla fine, anche in termini numerici. Il partito più coerente di questa consiliatura. Non abbiamo ancora formalizzato incontri, ma - assicura - l’area è quella. È chiaro che anche lì bisogna fare dei ragionamenti, perché c’è il peso di un’eredità e di una presenza un po’ ingombrante e bisognerà fare un po’ di riflessioni, ma non ci sono veti». Il riferimento è a Giusto Catania, assessore orlandiano spesso criticato dai cinquestelle, anche se, come ammette ancora Lo Monaco, «è stato portato a prendere decisioni impopolari».

Nessun dubbio invece sul fronte regionale, dove l'area di Claudio Fava resta stabilmente all'interno dei confini del campo largo. Tesi confermata da Barbagallo, che parlando dei rapporti con il presidente della commissione Antimafia dice che «sono e saranno sempre buoni, si trova nel perimetro naturale della coalizione e la sua è una candidatura di grande spessore». Anche dal fronte dei Cento Passi arrivano parole rassicuranti, pur non desistendo dall'idea di ricorrere allo strumento delle primarie qualora non si trovasse un candidato d'intesa comune in grado di far fare un passo indietro allo stesso Fava. Proprio sul tema delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione, che all'interno del Movimento 5 stelle sta creando non poche discussioni tra chi non vuole proprio saperne, chi accetterebbe di buon grado e chi si dice possibilista, il segretario del Pd chiosa: «Per noi vanno bene sempre. Noi siamo la casa delle primarie. Decideremo insieme con tutti gli alleati se ricorrervi e le modalità».

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