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Parco della Favorita teatro di discariche a cielo aperto
Assessore: «Impossibile videosorvegliare tutta l'area»

Rifiuti ingombranti e organici si accumulano in alcuni punti del polmone verde. La situazione, che durerebbe già da mesi, è stata denunciata dalla consigliera del M5s Amella. «Telecamere unica soluzione». «Decideremo come agire», replica Marino. Guarda le foto 

Carmelo Lombardo

Foto di: Concetta Amella

Foto di: Concetta Amella

Rifiuti ingombranti, un salotto fatto a pezzi con divano letto, infissi, materiale di risulta e organico. Da una prima descrizione appare come il ritratto di una delle tante discariche a cielo aperto che capitano sotto gli occhi. Cumuli di immondizia che, oltre a rappresentare un pericolo per la salute pubblica, non sono certe delle belle cartoline da vedere, ovunque si trovino. L'indignazione aumenta quando, come in questo caso, l'abbandono indiscriminato avviene in un parco pubblico come quello della Favorita. Il più grande polmone verde di Palermo da tempo è vittima dell'abbandono di materiali che vanno dalla mobilia a quello da cantiere. Poco importa che si trovi all'interno dell'area naturale protetta del Monte Pellegrino o che da più parti sia stato considerato uno dei parchi più grandi e importanti d'Europa: chi ha da disfarsi dei rifiuti continua a farlo lì già da qualche mese. Alcuni cumuli si presentano circoscritti con i nastri dissuasori dei Rangers, l'associazione che svolge volontariato all'interno del parco. Il perdurare dell'abbandono di materiale di vario genere è confermato dalla consigliera comunale Concetta Amella

La componente del Movimento Cinquestelle, in questi giorni, ha cercato di mettere i problemi del parco della Favorita al centro dell'attenzione dell'amministrazione guidata dal sindaco Leoluca Orlando. «Da tempo, vedo sacchi neri colmi di spazzatura e oggetti che vanno dai divani, alle finestre - spiega a MeridioNews - Bisogna dire che i rifiuti si trovano in qualche angolo isolato del parco, ma sicuramente danno nell'occhio e, soprattutto, rappresentano un pericolo per la salute pubblica. Non si può lasciare tutto lì: denota un completo abbandono e mette a rischio i tanti che frequentano il posto, sportivi compresi». Secondo Amella qualcuno, probabilmente, accede all'interno del polmone verde indisturbato. «Ci sono dei varchi con delle sbarre metalliche attraverso cui accedere con facilità - continua - così, qualcuno si introduce all'interno e butta quello che vuole. L'unica soluzione possibile è quella di mettere delle telecamere in alcuni varchi, così da disincentivare questo fenomeno. Ho già scritto sia al sindaco che agli assessorati competenti. Inoltre ho indirizzato un avviso a Rap e a Reset (rispettivamente le ditte che si occupano della raccolta di rifiuti e della manutenzione del verde, ndr): mi aspetto che si faccia subito qualcosa». 

Quella che fu la reale tenuta voluta da Federico III di Borbone occupa un'area di quattro chilometri quadrati che, da Monte Pellegrino, passando dalla contrada di Resuttana, si estendono fino a Mondello. Stando a quanto racconta Amella, anche gli altri anni si sono registrati abbandoni indiscriminati di rifiuti in alcuni punti del polmone verde. Il parco tuttavia «sarebbe un'area troppo vasta per essere coperta dal sistema di video sorveglianza», come replica l'assessore alle Aree protette a all'Ecologia Sergio Marino. «Alcuni utilizzano la Favorita in maniera impropria e ci vogliono più controlli - ammette l'assessore - Probabilmente chi scarica rifiuti lo fa nelle ore notturne. Si tratta di incivili, che non si curano del fatto che siamo in un'area naturale protetta. Adesso, l'unica cosa da fare è armarsi di buona volontà e andare a pulire». Il componente della giunta Orlando assicura che nei prossimi giorni coinvolgerà le ditte preposte per far rimuovere tutto. «L'area è immensa: dobbiamo fare i conti con poco personale a disposizione per poterla controllare - risponde Marino - Non possiamo chiedere ai tre volontari dei Rangers di visionare tutto il parco. Decideremo l'azione da intraprendere, ma bisogna puntare sempre di più all'educazione dei cittadini». 

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