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Crisi in maggioranza, nessuno è rimasto sorpreso
Ora bisogna trovare i numeri per arrivare al 2022

Leoluca Orlando sembra non fare drammi dopo l'uscita dalla maggioranza di Italia Viva. Il vero problema tuttavia sarà riuscire a portare a termine la legislatura, con i consiglieri dalla parte del sindaco ridotti a non più di una decina

Gabriele Ruggieri

Non più di una decina. Resta poco della corposa maggioranza con cui Leoluca Orlando si era presentato a Palazzo delle Aquile nel 2017. Eppure la scissione di Italia Viva non ha sorpreso nessuno, se non nelle tempistiche. Una fiducia a tempo quella concessa al sindaco dai renziani, che pure avevano più e più volte provocato il professore con votazioni anomale, per utilizzare le parole di Orlando, e astensioni. Al fianco del primo cittadino sono rimasti solo Pd, Sinistra Comune e quello che resta delle liste che sostenevano direttamente Orlando. Con i tre consiglieri cinquestelle, che pure spesso hanno votato delibere proposte dalla maggioranza, che hanno ribadito il loro interesse nel votare solo quelle norme ritenute positive per la città, ma soprattutto la ferma intenzione di non essere la stampella di nessuno. 

Intanto Italia Viva raccoglie dissenso tanto dalla maggioranza quanto dall'opposizione. «La vicenda del bilancio, che aveva visto il nostro gruppo uscire dall’aula al momento del voto, aveva già svelato il tentativo di formare alleanze trasversali con l’unico intento di affossare scelte strategiche per il cambiamento della nostra città - dichiarano i consiglieri di Sinistra Comune - Un evidente scontro di visione ha determinato l’atteggiamento irresponsabile in Consiglio Comunale e la gestione inaccettabile dei lavori d’aula di una forza politica che, mentre continuava ad occupare posti di potere strategici, dal SUAP ai rifiuti, dal bilancio ai cimiteri, boicottava puntualmente atti importantissimi per la città. La bocciatura del consolidato e del piano triennale delle opere pubbliche, con le conseguenze gravi per lavoratori e lavoratrici e per l’intera comunità palermitana, sono soltanto la punta dell’iceberg». 

Secondo i consiglieri dell'area più a sinistra dello schieramento, da tempo si riscontravano «contraddizioni profonde, nell’azione politica di IV, che hanno frenato l’attività di governo. Adesso bisogna pianificare una strategia comune tra la giunta e le forze politiche che vogliono proseguire il percorso programmatico condiviso, perché riteniamo fondamentale raggiungere gli obiettivi di mandato e superare le criticità nella gestione della città». E non ci vanno leggere neanche le opposizioni quasi al completo, che in una nota a firma delle varie anime del centrodestra prendono atto «del tardivo pentimento di Italia Viva che ha causato ingente danno alla città e che si sarebbe potuto evitare con il voto di sfiducia già presentato in aula. Ribadiamo che il progetto politico del centro destra continua ad essere diametralmente opposto a quello di chi sino ad adesso ha sposato e sostenuto la folle politica Orlandiana. Prenda atto il Sindaco che la città è in ginocchio, vive innumerevoli emergenze quali cimiteri, rifiuti, trasporti, infrastrutture, servizi essenziali inesistenti, scuole, e che in aula non vi è più una maggioranza per continuare la sua esperienza».

A gettare acqua sul fuoco ci prova Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito democratico all'Assemblea regionale siciliana. «Penso che questo sia il momento di parlare di vaccini - dice - Abbiamo tempo, oggi ci dobbiamo concentrare sulla vicenda della pandemia. Mi dispiace, perché i cittadini hanno bisogno di sentire parlare di vaccini e non di crisi politica. L'obiettivo è raddoppiare gli hub vaccinali in Sicilia e portare i vaccini da 20mila a 50mila. La crisi morde, le aziende chiudono, purtroppo muore ancora troppa gente, ci dobbiamo concentrare su di questo, non pensare alle prossime elezioni. Per il resto è tutto da vedere e c'è tempo». 

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