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Pino Maniaci è stato assolto dall'accusa di estorsione
Per il tribunale il fatto non sussiste. «Fatta giustizia»

Il direttore di TeleJato sei anni fa finì coinvolto in un'inchiesta che lo vedeva indiziato di avere chiesto denaro al sindaco di Borgetto in cambio di un trattamento di favore sul proprio telegiornale. L'accusa aveva chiesto undici anni. La soddisfazione del legale Antonio Ingroia

Danilo Daquino

Foto di: silvia buffa

Foto di: silvia buffa

Dopo una lunga camera di consiglio, il giudice monocratico del Tribunale di Palermo ha pronunciato la sentenza del processo di primo grado a carico di Pino Maniaci. Il direttore di Telejato, difeso dagli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, è stato assolto per il reato di estorsione ai danni degli ex sindaci di Borgetto e Partinico, Gioacchino De Luca e Salvo Lo Biundo, perché il fatto non sussiste, mentre è stato condannato a un anno e cinque mesi per diffamazione. «Giustizia è fatta - ha scritto su Facebook Ingroia - dopo sei anni di un indecente linciaggio mediatico finalmente è arrivata la sentenza che ha assolto Pino Maniaci da tutte le accuse di estorsione che lo avevano ingiustamente inchiodato e distrutto in questi sei anni». 

La pm Amelia Luise aveva chiesto per il giornalista la condanna a undici anni e mezzo di carcere. Richiesta duramente contestata dagli avvocati difensori, che «solitamente si riserva ai delinquenti più spregevoli - ha aggiunto Ingroia - ma Pino Maniaci ha diritto non solo che gli venga risarcito il danno subito, ma che gli vengano restituiti sei anni di vita distrutta, l’onore e la reputazione professionale indegnamente cancellata. Quella di oggi è una sentenza che riconcilia i cittadini con la giustizia del tribunale di Palermo, ma sei anni di gogna mediatica restano e sono troppi e costituiscono un atto di accusa contro chi lo ha accusato, alcuni con leggerezza, altri con strumentalità, altri ancora in malafede - continua il legale -. Ne è una dimostrazione il fatto che il Tribunale, assolvendo oggi Pino Maniaci, ha anche ordinato la trasmissione alla procura di un verbale dibattimentale di uno dei suoi accusatori che si era costituto parte civile contro di lui. Una cosa è certa - taglia corto Ingroia – i guai di Pino Maniaci sono iniziati dal momento in cui ha cominciato ad indagare sulle distorsioni del tribunale Misure di prevenzione di Palermo, quando questo era presieduto da Silvana Saguto». 

Proprio sulla ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, i legali si erano soffermati nel corso dell’arringa difensiva dello scorso 9 febbraio: «La deposizione dei carabinieri Genco e Tummina all’udienza del 25 febbraio 2020 ha dimostrato che la dottoressa venne più volte presso la caserma dei carabinieri di Partinico che stava indagando su Pino Maniaci», aveva spiegato Ingroia, ricordando le intercettazioni della Procura di Caltanissetta che oltre cinque anni fa ha registrato l’interesse dell’ex magistrata affinché le indagini nei confronti del direttore di Telejato arrivassero presto a destinazione. «Loro ci stanno lavorando - diceva Saguto durante una conversazione telefonica - me lo hanno assicurato. Lo Voi (Procuratore capo di Palermo, ndr) mi ha detto: “Prenditi i calmanti e statti quieta, non c’è bisogno di fare niente con Maniaci, stai tranquilla”». Per poi prendersela, in un’altra telefonata, con gli stessi colleghi. «Se questi si spicciassero a fare le indagini che stanno facendo, noi non avremmo bisogno di fare niente. Quello che non capisco è per quale ragione ancora nessuno si muove contro questo stronzo di Telejato». Oggi la decisione del giudice Mauro Terranova, che lo ha prosciolto con formula piena dall’accusa più infamante, quella che nel 2016 lo ha visto coinvolto in una retata insieme ad alcuni mafiosi di Borgetto, che poi furono processati in separata sede.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
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