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Il calcio di base: «Il nostro lavoro sia tutelato»
Protesta a Palermo del mondo dilettantistico

La manifestazione, autorizzata e promossa dal Centro Studi Allenatori di Calcio, si è tenuta al Parco Vincenzo Florio accanto allo Stadio delle Palme. Allenatori, giocatori e dirigenti di società preoccupati dalle prospettive di un settore penalizzato dalla recente chiusura sancita dall'ultimo dpcm

Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

«Diciamo basta». Un semplice slogan, espresso a voce e in maniera pacifica, è il succo della protesta che questa mattina, a Palermo, ha caratterizzato la manifestazione del calcio dilettantistico. Autorizzata e promossa dal Centro Studi Allenatori di Calcio. Appuntamento al Parco Vincenzo Florio, accanto allo Stadio delle Palme, dove diversi rappresentanti delle varie categorie del calcio di base (allenatori oltre a giocatori, presidenti di società, dirigenti e anche procuratori sportivi) si sono fatti sentire esprimendo le loro preoccupazioni per le prospettive di un settore penalizzato dalle recenti chiusure sancite dall’ultimo dpcm e – lamentano attraverso un coro unanime – tenuto in scarsa considerazione.

«Il nostro è il calcio genuino che fa rima con passione e amore – sostengono i promotori della protesta – non può e non deve sparire. Pur comprendendo il difficile momento che sta vivendo il mondo a causa della pandemia, noi non siamo un giocattolo a batteria che si spegne con un semplice clic». Sul prato del parco Florio erano presenti, tra gli altri, anche i tecnici Pietro Ruisi Corrado Mutolo, l’ex attaccante rosanero Giancarlo Ferrara (allenatore del Cus Palermo, squadra che milita in Eccellenza), l’attaccante della Pro Favara, Salvatore Cocuzza, dirigenti come Nicola Ferrante e il presidente della Don Carlo Misilmeri (squadra di Eccellenza nella quale gioca anche l’ex centrocampista rosanero Luigi Mendola), Antonio Cottone. L’obiettivo di coloro che hanno partecipato alla manifestazione è quello di fare fronte comune, riunire tutte le categorie del calcio di base e darsi una veste ufficiale creando un canale di comunicazione con le istituzioni per farsi ascoltare.

«Occorre – sottolinea il vicepresidente del Centro Studi Allenatori di Calcio, Michele Lo Verso - creare una sorta di sindacato, uno strumento per la tutela del nostro lavoro. Chiudere tutto è la soluzione più semplice che non tiene conto di tutto ciò, e mi riferisco anche all’indotto, che permette al calcio dilettantistico di andare avanti». Cosa vogliono, in concreto, gli operatori del calcio dilettantistico? La richiesta trova d’accordo tutti: far sì che la somma stanziata a fondo perduto dal Governo a favore del calcio di base e servita finora soprattutto per dare maggiore sostanza ai rimborsi spesa dei giocatori venga indirizzata alle società affinché possano organizzare dei protocolli, concordati con le istituzioni calcistiche, adeguandosi al calcio professionistico. Per ripartire sì ma in sicurezza e con dei criteri compatibili con le esigenze di un settore che avrà bisogno, comunque, di un po’ di tempo per 'ricarburare' prima di mettersi nuovamente in carreggiata.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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