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Chiude Rinascente, polemiche, scioperi e un sit-it
In campo anche le autorità: «C'è tensione sociale»

La deadline è fissata per il 31 ottobre. Secondo i sindacati «l'obiettivo di Fabrica Immobiliare, titolare dell'immobile, sembrerebbe l’acquisizione della licenza commerciale senza i dipendenti. Intanto i dipendenti scioperano, prevista manifestazione alle 12

Gabriele Ruggieri

La Rinascente di via Roma ha comunicato ai propri dipendenti la data entro la quale, se non si sbloccherà la questione relativa all'immobile di via Roma, chiuderà i battenti. La deadline è stata fissata per il 31 di settembre, quando l'azienda getterà definitivamente la spugna dopo un anno di trattativa volta a ottenere la riduzione di un affitto ritenuto troppo caro, ben oltre il valore di mercato dell'immobile: due milioni e 400mila euro all'anno, canone che è rimasto invariato dal 2011 a oggi. Oggi e domani i lavoratori, circa un centinaio di persone, saranno in sciopero, ma non sono gli unici ad avere a cuore il problema.  

Alle 12 infatti è previsto anche un sit-in in piazza san Domenico, a cui prenderanno parte anche le istituzioni, con il presidente del consiglio comunale, Totò Orlando e il presidente della commissione Attività produttive Ottavio Zacco che ieri hanno invitato formalmente tutti i colleghi di sala delle Lapidi a unirsi alla manifestazione. Intanto Leoluca Orlando ha scritto a Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico e Nunzia Catalfo, ministra del lavoro, per chiedere la convocazione di un tavolo congiunto di crisi che riesca a mettere d'accordo Rinascente e Fabrica Immobiliare Sgr, società romana che si occupa di gestioni di proprietà immobiliari per conto di terzi, tra cui Inarcassa.

«Si è determinata, un'ansiogena tensione sociale - scrive il sindaco - poiché le conseguenze di questo mancato accordo hanno delineato la trama di un possibile disimpegno del Gruppo Rinascente dalla città, facilitato dalla crisi che colpisce il settore commerciale a seguito della pandemia».

E da Roma si muove anche Davide Faraone, capogruppo in Senato di Italia Viva, che ha presentato un'interrogazione al governo, oltre a chiedere anche lui la costituzione del tavolo tecnico a Patuanelli. «Dalle parole dell'amministratore delegato di Rinascente, Pierluigi Cocchini, si evince la disponibilità a cercare ancora un possibile accordo prima della formale scadenza del contratto - dice Faraone - Occorre quindi mettere tutti attorno a un tavolo e trovare una soluzione che consenta al gruppo di poter continuare ad operare a Palermo e dare quindi certezze ai lavoratori. Sarebbe paradossale assistere alla chiusura di grandi gruppi a Palermo proprio mentre il governo mette in atto politiche di sostegno per Sud. Imprese e lavoratori stanno al centro delle nostra ricetta per far ripartire il Sud ed è per questo che faremo di tutto affinché questa vertenza si risolva positivamente». 

Ma secondo i sindacati, dietro alla possibile chiusura, ci sarebbe di più. «L'obiettivo di Fabrica Immobiliare - dicono da Filcams Cgil e dalla Uiltucs Sicilia - sembrerebbe l’acquisizione della licenza commerciale senza i dipendenti, siamo consapevoli che la chiusura della Rinascente, inevitabilmente dequalificherebbe la zona di via Roma con pesanti ripercussioni sia sulle attività commerciali limitrofe e sia su quelle turistiche e alberghiere, attività che in questi anni sono state sicuramente valorizzate dalla presenza dello store Rinascente che funge da volano commerciale per l’intera zona di Via Roma e dintorni». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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