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Libero Grassi, nel giorno dell'anniversario si parla del Parco
La figlia: «Pronto da sette anni e mai consegnato alla città»

Oltre alla commemorazione, con la vernice rossa sparsa su via Alfieri, dove l'imprenditore venne ucciso, siglato un protocollo d'intesa tra Comune e associazione Parco Libero. L'area, nel completo abbandono, va bonificata. Cittadini e associazioni di categoria si muovono per i finanziamenti

Gabriele Ruggieri

Foto di: alice grassi

Foto di: alice grassi

Oggi, come 29 anni fa, via Alfieri a Palermo si è tinta di rosso. A spruzzare la vernice Alice e Davide Grassi, figli dell'imprenditore Libero che proprio in quel luogo, il 29 agosto del 1991, fu ucciso con quattro colpi di pistola dai killer di Cosa nostra. Libero Grassi non aveva solo deciso di ribellarsi al racket delle estorsioni, ma aveva scelto di portare alla luce una pratica che fino a quel momento rimaneva sepolta sotto al silenzio di negozianti e commercianti che pagavano il pizzo come fosse una prassi tanto dolorosa quanto inevitabile. 

Contestualmente alle commemorazioni, con la sfilata delle autorità, il rito simbolico della vernice a rappresentare il ravvivarsi della pozza di sangue in cui fu trovato l'imprenditore, l'affissione, ora come allora, di un manifesto che ne commemora il coraggio e le gesta, il Comune di Palermo ha siglato con l'associazione Parco Libero un protocollo per quel parco che, per riprendere le parole di Alice Grassi, «è un regalo per mio padre e mia madre». 

Un parco, quello voluto fortemente dalla famiglia Grassi e da un gruppo di cittadini, che da anni è in cerca di pace. L'area di Acqua dei Corsari, subito dopo la spiaggia di Romagnolo, è una zona che a Palermo rappresenta la memoria tangibile di un'altra grossa ferita causata dalla mafia alla città, quella del sacco di Palermo, con le colline di sfabbricidi e materiali di risulta dei tanti scempi edilizi compiuti tra gli anni '50 e '60 con le firme degli allora amministratori Salvo Lima e Vito Ciancimino, tra gli altri. Un'area più volte bonificata, ma mai tenuta in vita, che oggi giace sommersa da sterpaglie e rifiuti. 

«Purtroppo quell'area, che non posso chiamare parco, perché non lo è. È stata intitolata a mio padre nel 2013, finita ufficialmente nel 2007, ma mai consegnato alla cittadinanza - denuncia Alice Grassi - L'anno scorso dopo le analisi si è scoperto che è inquinata e va bonificata. Il nostro sogno è che mentre si fa la bonifica si riesca a sviluppare un progetto esecutivo in collaborazione con paesaggisti di fama anche internazionale. Per fare questo stiamo organizzando un workshop in primavera, in modo che il Comune abbia un progetto esecutivo di un parco multifunzionale e di ampio respiro soprattutto. Oggi è un'area abbandonata priva di servizi e noi riteniamo che un parco che si occupi di arte, cultura, ambiente sia una cosa molto importante per il quartiere. Speriamo di riuscirci, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti». 

E al fianco dell'associazione Parco Libero, che nonostante la firma del protocollo cerca finanziatori, essendo un ente di puro volontariato, si schiera Confcommercio Palermo. «Da imprenditori dobbiamo sempre avere presente il sacrificio di Libero Grassi - dice la presidente Patrizia Di Dio - un collega che non solo si oppose al pagamento del pizzo ma condusse una vera e propria campagna contro chi, tra i suoi stessi colleghi imprenditori, si piegava alla mafia. L'invito è quello di sostenere concretamente, ognuno per le proprie possibilità, l'attività dell'associazione Parco Libero, erogando un contributo attraverso l'iniziativa di raccolta fondi tramite Banca Etica, all'Iban IT97E0501804600000016955932, intestato ad Associazione Parco Libero con la causale Donazione Associazione Parco Libero». 

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