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Coronavirus, positivo tra i dipendenti dell'ex Provincia
Esposto della Cgil: «Ritardi nell'attivare smart working»

Si tratta di un uomo che ieri, dopo diversi giorni di febbre ha fatto il tampone, risultando positivo. Nei locali dell’ex provincia era stata già disposta la sanificazione. Il coordinatore dell'Area sviluppo sociale replica: «Maggior parte del personale è già in lavoro agile»

Stefania Brusca

Primo caso di coronavirus all’ex provincia di Palermo. Si tratta di un uomo che ieri, dopo diversi giorni di febbre ha fatto il tampone, risultando positivo. Il dipendente della Città Metropolitana di Palermo, «già a casa dal 13 marzo scorso, prima per ferie personali poi per malattia, ha comunicato all’Ente, nel tardo pomeriggio di oggi, tramite email, di essere risultato positivo al Covid-19», fa sapere in una nota diffusa in serata Filippo Spallina coordinatore Area Sviluppo Economico, Sociale Turismo Gare e Contratti. Informati dell'accaduto il sindaco metropolitano Leoluca Orlando e il direttore generale. 

«In merito ritengo doveroso precisare che si sono informati subito gli organi sanitari competenti per la attivazione dei protocolli a tutela della salute di chi è contagiato e di quanti sono stati in contatto con lo stesso - ha aggiunto Spallina - che gli uffici dove il dipendente aveva svolto il proprio lavoro sino al venerdì 13 marzo mattina, sono stati sanificati prontamente, come peraltro già a suo tempo programmato dall’Ente e come previsto in merito dalla recente normativa dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e che il personale dipendente dell’ufficio oggetto della sanificazione, per turnazione, rientrerà in sede il lunedì 30 marzo».

L’ufficio dove lavora l'uomo è stato oggetto di una polemica con la Cgil, che aveva chiesto di adottare lo smart working. Il 18 marzo scorso la Fp Cgil aveva scritto al sindaco metropolitano, al prefetto e al segretario generale «invitando e diffidando a dare puntuale applicazione alle norme del Dpcm applicando e attivando le modalità di lavoro agile per tutte le lavoratrici e i lavoratori non esplicitamente esclusi con l’avvertenza». La richiesta dei sindacati però non ha avuto risposta e ieri è scattato l’esposto alla procura della Repubblica. Oggi il caso del dipendente risultato positivo. «C'erano stati problemi per attuare il lavoro agile e per tutta la settimana scorsa erano rimaste in ufficio diverse persone - afferma Saverio Cipriano, coordinatore Rsu Cgil alla città metropolitana di Palermo - per questo abbiamo presentato l'esposto». 

Rispetto a «presunti ritardi nell'attivazione del lavoro Agile da parte dell’Ente, sostenuto da rappresentanti della Cgil - aggiunge Spallina -  si rende noto che dopo l'approvazione del Lavoro Agile da parte della recente normativa emanata dal Governo Nazionale in merito, l’Ente, tramite le sue Direzioni, nonostante le difficoltà di adeguate tecnologie a supporto, ha utilizzato ferie residue, turnazioni per lavori indifferibili e avvio di lavoro agile che, in alcune direzioni, peraltro, con molteplici competenze ha richiesto un minimo esame di fattibilità, sia organizzativa sia di contenuti, oggetto delle stesse di concerto con i Capiservizio ed il dirigente che comunque nei casi possibili è stato attivato».

E infine ha concluso: «Per quanto sopra esposto si evidenzia che la maggior parte del personale è già in Lavoro Agile e come già detto tranne per assenze dovute a ferie residue del 2019, istituti come la legge 104,151 o per patologie ordinarie o per dovuta, quanto inderogabile, turnazione per attività come da vigente normativa dichiarata indifferibile es: stipendio del personale, pagamenti ad imprese per servizi erogati alla pubblica amministrazione».

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