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Coronavirus, tutti in farmacia alla ricerca di mascherine
Scorte esaurite. «C'è chi le invia a pacchi ai figli al Nord»

Paura e panico starebbero prendendo piede anche a Palermo. Malgrado qui non ci sia alcuna emergenza. Per il dottor Mario Bilardo, presidente dell'ordine dei farmacisti, si tratta di «un allarme immotivato e sopra le righe»

Silvia Buffa

«Le scorte sono esaurite, non ci sono più mascherine». La paura del Coronavirus comincia ad attanagliare anche Palermo, malgrado in città e nel resto dell'Isola non sia stato registrato finora alcun caso positivo e non si registri alcuna situazione emergenziale, come invece sta accadendo in altre regioni. I maggiori controlli da un lato e le rassicurazioni dall'altro, però, non sembrano placare un panico sempre più crescente. Al punto che alcune farmacie della città sarebbero letteralmente state sommerse di richieste per ottenere l'agognata mascherina. Com'è accaduto, ad esempio, alla farmacia Tedesco di via Dante Alighieri: «C'è una forte richiesta di questi presìdi, ma i depositi ormai non hanno più scorte e ci troviamo in difficoltà», conferma una dottoressa.

«Che poi la mascherina in sé non serve per non contrarre il Coronavirus - precisa il medico -, la dovrebbe indossare in realtà chi ha già il problema, quindi chi ha già contratto il virus, per evitare che con uno starnuto o con la tosse vengano nebulizzate nell'ambiente delle gocce di saliva o comunque di secrezioni che possano andare a contagiare un'altra persona. Invece qui la gente cerca di proteggersi a priori, a prescindere dalla presenza o meno della patologia». I medici non possono che tentare di tranquillizzare le persone, ma ognuno sembra avere le proprie ragioni. «Molta è gente che si muove, che magari si sposta, altri ancora hanno i figli che studiano fuori e quindi mandano lì i pacchetti». Dal canto loro, le farmacie stanno cercando di attrezzarsi come possibile, provando a rifornirsi. «Abbiamo cercato di reperirle, anche con ordini online, però al momento non ci danno disponibilità. Non si può che aspettare - dice la dottoressa della farmacia Tedesco -, sperando che nel frattempo la situazione si possa chiarire e tranquillizzare, senza creare panico inutile, serve mantenere la mente lucida in questi casi».

Ma non è facile. Specie se in una sola settimana, da lunedì scorso ad oggi, in un'altra farmacia sono state vendute addirittura fino a 500 mascherine. È il caso della farmacia Bilardo di via Montepellegrino, presa d'assalto da file di persone. «Il "che si fa adesso?" è un discorso relativo - dice subito il titolare dell'esercizio, il dottore Mario Bilardo, presidente dell'ordine dei farmacisti di Palermo -. Intanto questa richiesta di mascherine è un allarme nei nostri territori, secondo me, immotivato allo stato attuale della situazione. Perché là dove ci dovessero essere allarmi come nelle regioni dove ci sono i focolai può avere un senso e una logica, può averne anche per chi deve fare viaggi lunghi, magari spostandosi in quei posti, ma per chi rimane nelle nostre zone l'allarme lo trovo in questo momento immotivato, lo ripeto». Nel frattempo, tutte le strutture sanitarie stanno correndo ai ripari, facendo scorta, per quanto possibile, dell'improvviso oggetto del desiderio dei cittadini più in allarme.

«In Italia non ci sono molte aziende che le producono direttamente - spiega il dottor Bilardo -, chiaramente devono avere il tempo di farle e devono prima fornire le zone e le strutture sanitarie dove l'allarme c'è ed è opportuno che ci sia questo tipo di presidio. Quindi qualche giorno sicuramente passerà. Esistono,poi, diverse specifiche di mascherine, quelle efficienti hanno la sigla Fp2 ed Fp3, e servono soprattutto per coloro i quali dovessero essere portatori per evitare che contagino gli altri. La resa e l'efficacia, finalizzata al fatto che servano per difendersi, è tra virgolette secondaria. Tant'è che nel decalogo del Ministero della Salute, che è stato pubblicato per tutti i cittadini, la raccomandazione primaria è quella di lavarsi le mani, quelle attraverso cui tocchiamo praticamente tutto, questa è una norma efficace per evitare di contrarre qualunque tipo di infezione, specie in questo momento. Ma, lo ribadisco, la mascherina là dove non si sono registrati focolai è una precauzione sicuramente sopra le righe».

Più controllata la situazione subito fuori Palermo. Come nel caso di Monreale, dove non ci sarebbe stata alcuna ressa o fila fuori dalle farmacie. Ma le richieste non sono mancate neppure là: «Stamattina si è riscontrata anche qui da noi una grande ricerca di queste mascherine da parte di molta gente, abbiamo ricevuto molte telefonate e molte richieste - racconta il dottor Antonio Zuccaro, titolare dell'omonima farmacia in via Veneziano -. In tempi non sospetti noi avevamo già fatto degli ordini, speriamo che il materiale arrivi quanto prima. Noi abbiamo cercato in questi giorni di tranquillizzare tutti, perché si sta creando un certo panico. Purtroppo c'è uno strumento che non si può controllare, che sono i social, dove si legge di tutto, comprese le fake news. Noi continuiamo a fare il nostro mestiere, rassicurando come prima cosa le persone che si rivolgono a noi, cercando di portare un po' di calma in questa grande confusione. Purtroppo tv e media non aiutano, la notizia principale per ora è questa ed è un bollettino di guerra». 

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