Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Palermo

Comune, che pasticcio con le scadenze economiche
«Il Consiglio è interpellato sempre all'ultimo minuto»

Una lamentela che non conosce confini di maggioranza e opposizione quella sollevata da diversi consiglieri, stanchi di ricevere atti importanti da approvare  a ridosso delle scadenze. Un fatto che finisce col mettere a rischio manovre da milioni di euro e posti di lavoro

Gabriele Ruggieri

Foto di: gaspare ingargiola

Foto di: gaspare ingargiola

Cosa succede all'interno di palazzo delle Aquile? Se lo chiedono in molti negli ultimi giorni. Niente di nuovo secondo alcuni, ma di fatto c'è una frattura, la solita, neanche troppo celata tra la giunta e il consiglio comunale. Una frattura fatta di strategie politiche logoranti, specie quando sul tavolo ci sono documenti economici e finanziari da approvare e che puntualmente vengono passati al Consiglio con strettissimo anticipo rispetto alla scadenza, tanto che molti consiglieri, non solo tra le fila dell'opposizione, lamentano il rischio che un organo dalle responsabilità così marcate (come appunto il Consiglio) si trasformi in un mero organismo di ratifica, pronto a firmare i provvedimenti così come gli vengono proposti a causa del poco tempo a disposizione. 

È successo anche con l'affare Reset. A settembre l'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione, aveva preso in carico il caso dell'azienda sorta dalle ceneri di Gesip e aveva sentenziato il bisogno a stretto giro di una revisione dello statuto, pena l'esclusione dal novero delle partecipate e il conseguente fermo dei circa 1500 lavoratori e dei relativi servizi offerti al Comune. A sbottare in questo caso è stato Toni Sala, capogruppo di Palermo 2022, compagine della maggioranza orlandiana. «L'Anac per iscrivere la Reset nell'elenco delle aziende in house prevedeva una modifica statutaria e aveva dato 60 giorni. Tutto questo non è ancora avvenuto - afferma Sala - non sappiamo le reali motivazioni per cui non sia successo e apprendiamo di questa criticità dalla stampa. Così come vengo a conoscenza di una nota che Perniciaro, presidente Reset, ha mandato al sindaco chiedendo l'istituzione di un tavolo tecnico per dirimere la questione insieme anche ai presidenti delle altre partecipate, che sono in qualche modo anch'esse socie dell'azienda».

Per approvare il nuovo statuto, secondo il parere del segretario generale del Comune, ci vuole il voto del Consiglio e pare, secondo voci di corridoio, che la delibera sia già pronta per approdare in sala delle Lapidi, ma a oggi questo non è accaduto e ci sono tempi tecnici che anche ridotti al minimo non consentono certo un'approvazione immediata. Intanto il tempo stringe. «Siamo stanchi di arrivare sempre all'ultimo minuto per approvare atti che dovrebbero essere ponderati - continua Sala - Uno su tutti è la variazione di bilancio che doveva essere approvata entro il 30 novembre. L'atto pare sia stato già approvato dalla giunta, ma in Consiglio neanche l'ombra e anche qui c'è il rischio di mettere in difficoltà serie realtà che dipendono da questo, come i due teatri pubblici, Massimo e Biondo, a cui dobbiamo stanziare fondi». 

«Il consiglio ha le spalle larghe, ma non vogliamo essere messi alle strette» conclude il consigliere. Un parere che a sala delle Lapidi viene condiviso a molte latitudini. Sarebbero infatti questi ritardi alla base di una riunione piuttosto concitata ieri in commissione Bilancio in cui si è parlato proprio dell'urgenza di approvare le modifiche ai vari stanziamenti previsti. «Hanno proposto quasi quattrocento variazioni di bilancio - dice il forzista Andrea Mineo, che della commissione è vice presidente - e oggi l'assessore pretendeva di sollecitare l'approvazione richiamando i consiglieri a un atto di responsabilità. Ho replicato che bisogna trovare una mediazione su questo punto, sono tantissime variazioni e molto importanti, anche solo per spiegarle tutte ai vari gruppi consiliari ci vorrebbero almeno due giorni, non possiamo muoverci in tempi così brevi». Anche per Mineo, dunque, la prassi dell'ultimo minuto non può portare a niente di buono: «Il bilancio consolidato doveva essere approvato entro settembre e ancora non è arrivato in Consiglio, così come tanti altri provvedimenti più o meno urgenti, non ultimi quello che riguarda la Reset e quello sulla Rap, che di fatto ha sottolineato la crisi dell'azienda».

Alle parole di Mineo e Sala fanno eco quelle di Ugo Forello, del gruppo misto. «Al 25 di novembre, nonostante ci sia paventato un assestamento di bilancio di svariati milioni di euro - spiega - il testo definitivo non è stato proposto al Consiglio, non c'è il parere dei revisori dei conti e anche se questo dovesse arrivare domani, dopodomani, ci ritroveremo con una patata bollente: dovere approvare qualcosa di così importante in due o tre giorni. Ci pongono di fronte a situazioni assurde. Abbiamo a che fare con un'amministrazione lenta, che non è mai sul pezzo e cerca di addossare tutte le colpe sul consiglio comunale. Ma il Consiglio è quello che si assume le responsabilità dei provvedimenti che approva e le carte si devono studiare». 

Forello, membro anche lui della commissione Bilancio, pone l'accento anche su diverse criticità che ha potuto riscontrare sulle quattrocento proposte di variazione: «Ho trovato assurdo, per esempio, aumentare di un milione di euro il contributo alla Rap per le derattizzazioni a novembre, probabilmente si vuole dare liquidità a un'azienda che si trova in crisi. Ci sono inoltre assestamenti pesanti dal lato dei tributi. Si tratta di modifiche molto importanti, i consiglieri devono avere il tempo di studiare bene le carte. Se ci assicurano tempi congrui sono disposto anche a fare le nottate, ma rimane il fatto che non è un comportamento sano. Più volte siamo stati costretti a lavorare in queste condizioni, soprattutto quando si è trattato di documenti economico finanziari». 

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

Elezioni Politiche 2018

Il 4 marzo si vota per il rinnovo di Camera e Senato. In Sicilia possibile testa a testa tra centrodestra e M5s

Elezioni regionali 2017

Un gioco di incastri traballante: senza alleanze e candidature certe, a due mesi dal voto. La possibilità è che la campagna elettorale abbia gli stessi protagonisti di cinque anni fa: Giancarlo Cancelleri (M5s), unico candidato certo; l'uscente Rosario Crocetta, Nello Musumeci e forse anche Claudio ...

Elezioni comunali 2017 in Sicilia

Si vota l'11 giugno 2017 in 132 Comuni in tutta l'Isola, che dovranno eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Tra le sfide più importanti Palermo e Trapani. Nel Messinese occhi puntati su Cesarò e Lipari, nell'Agrigentino su Sciacca, nel Catanese su Paternò e ...

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews