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Rifiuti, dopo la protesta Musumeci riceve i sindaci
Si punta su nuovi impianti, stasera vertice con Rap

Altre novità grazie all'arrivo di sette milioni dalla Regione per superare la crisi di Bellolampo. «Abbiamo cercato di individuare soluzioni a medio termine» spiega la sindaca di Misilmeri. Alla richiesta hanno aderito Carini, Bagheria, Altofonte e Belmonte

Stefania Brusca

Foto di: Antonio Melita

Foto di: Antonio Melita

Si cercano soluzioni per dare risposte alle enormi difficoltà che stanno incontrando i Comuni della provincia per il conferimento dell'organico. Una ventina di sindaci si sono dati appuntamento questa mattina davanti a Palazzo D'Orleans per cercare di riaprire un dialogo con la Regione sul tema spinoso della sostenibilità della raccolta differenziata. Non è trascorso molto tempo dall'inizio della manifestazione che subito sono stati ricevuti a un tavolo dove erano presenti anche il presidente della Regione Nello Musumeci, l'assessore regionale ai Rifiuti Alberto Pierobon e il dirigente generale del dipartimento acque e rifiuti Salvatore Cocina. Da almeno 15 giorni devono fare i conti con la chiusura a singhiozzo degli impianti, già pochi, per lo smaltimento dell'organico e alcuni di loro sono stati costretti a ridurre la quota di raccolta differenziata mischiando l'umido all'indifferenziata. Le conseguenze immediate sono multe salate da parte degli impianti per il conferimento non conforme dei rifiuti e da parte della Regione per il mancato conseguimento delle quote previste per ciascun Comune. Una situazione insostenibile per i sindaci che denunciano come questo rischia di ripercuotersi sui cittadini in termini di aumento della Tari e ancora di più di condizioni igienico-sanitarie per un'eventuale stop alla raccolta dell'organico. 

«Abbiamo cercato di trovare delle soluzioni sul medio periodo che riguardano l'individuazione di altri siti in provincia dove attivare degli impianti di compostaggio - spiega la sindaca di Misilmeri Rosalia Stadarelli- a questa richiesta hanno aderito il sindaco di Carini, Bagheria, Altofonte e Belmonte Mezzagno e stasera ci sarà un riunione con la Rap per verificare se a breve termine si può trovare soluzioni al problema utilizzando i loro impianti di Bellolampo o un impianto mobile all'interno della discarica». Proprio per quanto riguarda la discarica gestita dalla Rap oggi sono arrivate importanti novità. Il governo Musumeci ha approvato la norma che stanzia sette milioni di euro per superare la crisi di Bellolampo. La giunta regionale ha condiviso, infatti, la proposta dell’assessore all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, di erogare un importo a titolo di anticipazione per l’asportazione del percolato. Il disegno di legge passerà, adesso, al vaglio dell’Assemblea regionale siciliana prima del via libera finale. Al contempo, il Comune del capoluogo potrà dotare la Rap di risorse per fornire soluzioni alla vicenda del sito intasato di rifiuti e per lo sblocco dell’impianto per l’umido, che prima della chiusura serviva diversi centri del Palermitano, oggi in difficoltà.

Una decisione salutata con favore proprio dall'assessore all'Ambiente Giusto Catania: «È stato un iter lungo e complicato che ho seguito personalmente. Devo dare atto che la collaborazione istituzionale, manifestata dall'assessore Pierobon e dal presidente Musumeci, ha sortito un risultato importante per la città. È evidente che ha prevalso l’interesse pubblico e che la volontà di tutelare l’ambiente e la salute dei palermitani ha prevalso su logiche di schieramento. Continueremo la collaborazione con la Regione perché ci attendono passaggi decisivi che dovranno, nelle prossime settimane, definire il percorso di progettazione della settima vasca e aumentare la raccolta differenziata». La somma sarà restituita in dieci anni, attraverso la riduzione delle assegnazioni previste in favore del Comune.

Si spera quindi che si riescano a dare risposte a una situazione potenzialmente esplosiva che farebbe compiere passi indietro alla raccolta differenziata proprio in quei Comuni dove questa sta riscuotendo più successo. Un danno per l'ambiente e per gli sforzi compiuti da enti locali e siciliani per cambiare rotta e adeguarsi agli standard degli altri Paesi. 

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