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Strade provinciali, dopo il maltempo fango e buche
«Non si fa in tempo a rimuovere i detriti che piove»

A seguito delle intense piogge e del forte vento che ha imperversato in Sicilia, lo stato delle provinciali resta pessimo nonostante gli interventi dell'Anas e dell'ex provincia. «Restano le frane, il problema è strutturale. Per questo abbiamo chiesto un tavolo tecnico»

Andrea Turco

Sotto quel fango e quei detriti ci deve essere pure dell'asfalto. È la sensazione che devono aver provato ieri due turisti, che da Roccamena avrebbero voluto raggiungere Campofiorito percorrendo la sp44. La coppia, però, non aveva fatto i conti con il pessimo stato delle strade provinciali. Così, dopo il maltempo che tra domenica e lunedì ha sferzato l'intera Sicilia, la sp44 si è ridotta per l'ennesima volta a un acquitrino, con ampi tratti che restano inaccessibili. A soccorrere i turisti ha provveduto Biagio Montalbano, che quelle strade le conosce bene grazie alla sua passione per i fuoristrada. «Stavo andando verso Bisaquino - racconta - quando ho incontrato questa coppia di turisti, che si è ritrovata impantanata perché stavano seguendo le indicazioni del navigatore. Li ho aiutati a uscire dal fango e si sono rimessi in marcia tra mille difficoltà. Meglio non riportare quello che hanno detto riguardo la strada che stavano percorrendo ... ma devo dire che hanno pienamente ragione».

Quella dei turisti, però, è solo l'ultima delle disavventure che è capitata a chi è costretto a ricorrere alla strade provinciali. Il cui stato pietoso resta tale da anni, nonostante gli appellile iniziative: dalle Madonie fino al confine con l'agrigentino e il nisseno, dai Monti Sicani al corleonese, le sp hanno visto rapidi interventi di Anas e dell'ex provincia (anche nella notte tra l'11 e il 12 novembre, durante il forte temporale di quelle ore). Interventi che comunque al momento hanno affrontato le emergenze e garantito la viabilità - tranne la ss118 tra Palazzo Adriano e Bisaquino, che resta chiusa al transito. Ma si tema già la prossima ondata di maltempo, prevista per il weekend anche se con modalità meno intense.

«Restano le frane» commenta il sindaco di Contessa Entellina Leonardo Spera, che negli scorsi giorni si è fatto promotore di un'iniziativa per migliorare lo stato della sp21, coinvolgendo i colleghi della zona. «Il problema è strutturale, ad ogni pioggia si riversa fango sulle strade che in questa stagione non si fa manco in tempo a rimuovere del tutto che poi piove di nuovo e si deve ricominciare. Per questo abbiamo chiesto un tavolo tecnico, mentre la provincia ha promesso di trovare i soldi per fare i progetti sulle strade. La prossima settimana noi sindaci del comprensorio dovremmo nuovamente incontrarci per concordare i prossimi passaggi, e successivamente fisseremo un appuntamento con il sindaco della città metropolitana di Palermo Leoluca Orlando e con l'assessore alle Infrastrutture Marco Falcone. Puntiamo anche ad avere un incontro con il sottosegretario ai Trasporti Salvatore Margiotta, per mettere dunque insieme provincia, regione e governo nazionale».

La mobilitazione dei sindaci sulle strade provinciali, d'altra parte, non è l'unica che arriva dal territorio. Stanchi di buche, interruzioni a più riprese e ammortizzatori in fumo, i cittadini del corleonese la scorsa domenica hanno fondato un comitato che chiede una strada dignitosa che li colleghi a Partinico. Ieri la vista di una pala meccanica sulla sp4 che stava rimuovendo i detriti è stata salutata come un miraggio. «Gli interventi fatti, seppur positivi, non sono certamente sufficienti visto che è stato scelto del materiale sabbioso che alle prossime piogge scivolerà via» racconta Pippo Cardella, che in sostanza ha dato il via alla mobilitazione partendo da un post indignato su Facebook. Al momento il comitato conta già quasi un centinaio di aderenti, e promette di crescere ancora. «Quella della sp4 è una storia antica - osserva Cardella - ma ultimamente si è aggravata. La strada ora è veramente pericolosa, e invece sarebbe di vitale importanza. In questo momento noi siamo isolati, perché la sp4 da Corleone ci conduce verso la fascia costiera e gli aeroporti. Penso poi alle difficoltà per raggiungere l'ospedale di Partinico, anzi non capisco come le ambulanze riescano a percorrere quei tratti. La sp4 poi ha un'interruzione di soli tre chilometri, ma la strada aperta: chi arriva all'interruzione a quel punto sceglie a suo rischio e pericolo di proseguire. Le provinciali sono tornate a essere le vecchie trazzere».

Il comitato cittadino annuncia che domenica pomeriggio a Corleone ci sarà un'ulteriore manifestazione. «Siamo in fase di organizzazione - aggiunge Cardella -, abbiamo invitato anche i sindaci del comprensorio. E secondo me sarà necessario allargarsi ancora. Tutta la viabilità provinciale non funziona, nella sp4 ad esempio il problema è strutturale perché a monte si dovrebbe lavorare sul sistema del raccoglimento delle acque. E poi se si dovessero sistemare le provinciali ci sono poi strade come la statale Palermo-Agrigento dove la gente muore. Il successo del nostro comitato ci ha fatto capire che su questo tema c'è un'attenzione molto forte, perché siamo totalmente abbandonati. Non chiediamo assistenza, vogliamo che venga garantito un nostro diritto».

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