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La rivolta dei sindaci contro lo stato delle strade
«Se la provincia non funziona tocca alla Regione»

Sulla sp2 si è tenuta la manifestazione che, partendo da Contessa Entellina, intende denunciare la pessima situazione delle strade provinciali. «In questo modo ci è negato il diritto alla mobilità» dice il primo cittadino Leonardo Spera. Nel pomeriggio altro incontro a Corleone

Andrea Turco

«Vogliamo strade dignitose»: è la richiesta che in Sicilia potrebbero fare un po' tutti. Ma nella zona interna del palermitano questo grido viene sollevato direttamente dai sindaci del territorio. A lanciare l'allarme su una situazione nota da tempo, e che riguarda soprattutto le strade provinciali, è stato il sindaco di Contessa Entellina Leonardo Spera. Il sindaco 37enne, recentemente eletto coordinatore regionale dell'Anci giovani della Sicilia e insediatosi alla guida del piccolo Comune palermitano da poco più di un anno, nei mesi scorsi ha scritto a tutte le istituzioni. Ed è stato tra i principali promotori dell'iniziativa che si è tenuta ieri, con un corteo di protesta che è partito da via Barbato ed è proseguito lungo la sp21, per documentare lo stato penoso della provinciale tra buche enormi, pezzi di strada senza asfalto e un perenne rischio frane.

Erano presenti anche i primi cittadini di Giuliana, Corleone, Bisacquino, Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani, Campofiorito. Nonché il deputato regionale all'Ars Giuseppe Lupo (PD) che ha ribadito: «Servono interventi immediati, chiederemo un incontro urgente alla commissione parlamentare, all’assessore ai trasporti e all’Anas, per avere risposte urgenti». Il punto di partenza, ancora una volta, è lo stato comatoso in cui versa l'ex provincia di Palermo, tra il bilancio 2018 che non è stato ancora chiuso e i contributi non versati ai dipendenti. A farne le spese, poi, sono i piccoli Comuni del comprensorio.

«La situazione è paradossale - afferma il sindaco Spera - Sulla sp12, ad esempio, non si interviene da anni. Il maltempo di questi giorni ci mette ulteriormente a disagio, perché rischia di bloccare le vie d'uscita che nel nostro paese sono tutte strade provinciali. In certi punti la carreggiata si è ristretta talmente tanto che il passaggio dei mezzi pesanti è un rischio, penso ad esempio al pullman scolastico che ogni giorno porta i nostri studenti a Corleone. Addirittura capita che alcuni fornitori non vogliano venire, per non incorrere in qualche frana o distruggere gli ammortizzatori». 

Il problema, poi, non riguarda la sp12 ma anche la sp4 e da qui fino alla Palermo-Sciacca. «In questo modo ci è negato il diritto alla mobilità - continua il primo cittadino - La Regione ha stanziato dei fondi nel 2015 per queste strade, ma la provincia non ha avuto né le risorse umane né quelle economiche per poter fare la progettazione. Noi chiediamo che vengano effettuati gli interventi sostitutivi innanzitutto per sbloccare queste somme, e che poi venga trovato il modo per effettuare interventi strutturali su tutta la viabilità. Qui tocca alla Regione e allo Stato. E' vero che la competenza delle strade è della provincia, ma quella sulle province è della Regione. Per cui se la provincia non funziona tocca alla Regione». La speranza ulteriore è quella di un tavolo tecnico dove tutte le forze politiche siano presenti, insieme a tutti gli attori istituzionali coinvolti. «Vogliamo che a questo tavolo ci siano i sindaci, per monitorare la situazione» conclude Spera.

Quella di ieri, però, non è l'unica iniziativa. Oggi pomeriggio alle ore 18, nei locali del centro sociale santa Lucia di Corleone, si incontreranno sindacati, organizzazioni professionali, associazioni civiche, imprenditori e semplici cittadini. L'intento è quello di mettere su, come si legge nell'evento facebook che lancia l'iniziativa,  «un comitato che si batta per migliorare la viabilità del nostro territorio, a cominciare dalla sp4 e sp2 Corleone-San Cipirello-Partinico». Ancora una volta, dunque, il problema riguarda le tanto bistrattate strade provinciali che però restano essenziali per i collegamenti interni.

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