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Palermo W Palermo in anteprima al Teatro Biondo
Un docufilm omaggio alla memoria di Pina Bausch

A trent’anni dalla messa in scena dello storico Palermo Palermo, questo docufilm riprende spezzoni del girato originale, dietro le quinte e interviste legate allo spettacolo creato e voluto dall’artista, scomparsa dieci anni fa, come tributo al capoluogo siciliano

Francesco Lodato

«Questo progetto non appartiene né al Comune né al Teatro Biondo, bensì all’intera città». Non nasconde l'emozione Leoluca Orlando annunciando il 3 novembre, al teatro Biondo, verrà proiettato in prima mondiale il docufilm Palermo W Palermo, un omaggio alla memoria della grande Pina Bausch. A trent’anni dalla messa in scena dello storico Palermo Palermo, questo docufilm riprende spezzoni del girato originale, immagini di repertorio, dietro le quinte e interviste legate allo spettacolo creato e voluto dall’artista, scomparsa dieci anni fa, come tributo al capoluogo siciliano.

Si tratta di un progetto fortemente voluto dal sindaco di Palermo e dalla direttrice del Teatro Biondo, Pamela Villoresi, che già da Aprile, hanno preso direttamente contatto con la fondazione Pina Bausch, presso Wuppertal, per organizzare questo evento, la cui W del nome è un ringraziamento proprio verso la cittadina Tedesca nella quale sorgerà presto una prestigiosa scuola di danza internazionale, intitolata proprio alla grande artista. «Mi permetto di affermare questo progetto non appartenga né al Comune né al teatro Biondo, bensì all’intera città», afferma il sindaco di Palermo aprendo la conferenza stampa presso palazzo delle aquile.

«Avendo apprezzato molto Pina Bausch quando passò quaranta giorni qui in città per preparare Palermo Palermo, per me era molto importante ricordarla, a dieci anni dalla sua scomparsa ed a trenta dalla sua opera», commenta Orlando ricordando di essere stato tra i promotori di quell’evento. «Abbiamo avviato un progetto straordinario, carico di futuro, che cerca di fare rivivere la Bausch coinvolgendo giovani italiani e tedeschi per ricreare Palermo Palermo reinterpretando oggi lo spettacolo originale, una messa in scena quasi profetica rispetto al crollo del muro di Berlino, avventuro poco dopo la versione teatrale da lei portata sul palco» conclude il sindaco Orlando ricordando come il nome dello spettacolo sia nato quasi per caso, trent’anni fa, davanti a una birra in un locale di Wupperton.

«Quando mi sono insediata ho fatto delle promesse, ho parlato di sogni che adesso stiamo rendendo reali e questo progetto è tra questi. Posso dire di avere un legame con questo spettacolo perché mia madre era tedesca e viveva al di là del muro, quindi so cosa ha rappresentato quest’opera. Inoltre ho iniziato a calcare le scene palermitane a quindici anni, in una Palermo molto diversa, richiusa da muri di omertà ormai quasi del tutto caduti e penso che questo lavoro, Palermo W Palermo, o forse sarebbe meglio dire Palermo Wupperton andata e ritorno, sia un progetto utile per proiettarci nel futuro, tutti quanti», interviene la direttrice Villoresi illustrandoci i cambiamenti cui il teatro biondo sta andando incontro.

Subito dopo è Giovanni Puglisi, presidente del Teatro Biondo, a prendere la parola tendendo invece a precisare come, «iniziative come questa rendono Palermo una capitale della cultura senza tempo, capace di dare spazio ad una figura come la Bausch, che è stata il simbolo della diplomazia culturale di quegli anni, un movimento incisivo nella propria trasversalità di tendenze culturali e artistiche, capace di influenzare gli eventi che condussero alla caduta del muro di Berlino. La corporeità del suo linguaggio ha scritto una pagina importante sul libro della pace e sul superamento delle differenze o dei limiti fisici e geografici. Per questo in un periodo di nuovi scambi e superamenti culturali, è importante mettere a confronto i nostri giovani con coloro che lavorarono sotto la direzione di Pina Bausch».

«Palermo è una città aperta, i cui muri continuano a cadere e sono felice di avere coloro personalmente, ieri notte al porto di Palermo, la Open Arms. Questo per sottolineare la nostra vicinanza a chi va avanti nonostante i muri ed a chi quei muri fa di tutto per superarli», interviene nuovamente il sindaco Orlando ricordando come quello del 3 novembre sarà proiettato un film che parlerà anche e soprattutto di Palermo, di una diversa Palermo e del suo rapporto con l’arte, la danza e lo spettacolo in generale.

«Inoltre, a seguire la proiezione, il 4-5-6 novembre si terrà presso il treatro Biondo un laboratorio, condotto da alcuni danzatori della fondazione Baush, previsto per i ragazzi della scuola dei mestieri del biondo, la nostra officina teatrale, diretta da Emma Dante. Questo in preparazione del bando, previsto ad aprile, con una chiamata per l’audizione di giovani ballerini, provenienti sia da Palermo che ds Wuppertal, in maniera da poter costruire una compagnia mista, in collaborazione con la fondazione ed il centro di Wuppertal, per la costruzione di un nuovo Palermo Palermo, rinnovando così la memoria di Pina Bausch», prosegue la direttrice Villoresi, sostenendo come il teatro Biondo miri a diventare una casa internazionale della danza contemporanea.

Questo nell’ottica di una progettualità che punta a raccogliere l’eredità di Strehler, «la cui opera arriva Palermo tramite spettacoli quali l’Arlecchino e l’Isola degli Schiavi, non solo perché io sono figlia d’arte del grande maestro, ma perché Giorgio è uno dei maggiori rappresentanti del teatro mondiale», prosegue la direttrice Villoresi specificando come il Biondo miri a due progetti principali. Il primo è la trasformazione dello stabile cittadino in un punto di attrattività per il teatro nazionale. Il secondo invece è la creazione di una rete tra i teatri siciliani, cui hanno già aderito Enna, Caltanissetta e Marsala, con una formula per la quale il teatro stabile diventa mobile promuovendo concerti e due spettacoli presso enti che restano intendenti, presso cui esportiamo l’esperienza laboratoriale del Biondo», conclude Pamela Villoresi in chiusura della conferenza stampa.

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Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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