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Ztl, scompare la scritta varco attivo sui display
«Entro la prima metà del 2020 ci adegueremo»

Le linee guida del ministero dei Trasporti chiedono di sostituire i pannelli della discordia, oggetto di ricorsi e dichiarati dal Tar poco chiari. Critica la consigliera comunale Giulia Argiroffi: «La giunta Orlando si è finora rifatta sulle tasche dei cittadini»

Andrea Turco

Un mantra della comunicazione è che questa deve essere chiara e non ambigua. La scritta varco attivo, che fino a questo momento sul display di rilevamento automatico ha segnalato che il passaggio delle auto era vietato all'interno di una Zona a Traffico Limitato (Ztl), ha creato invece confusione tra gli automobilisti di tutta Italia. Dando poi vita a una lunga serie di esposti contro i Comuni che hanno installato i cartelli digitali di segnalazioni delle Ztl. Ora finalmente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene attraverso le linee guida per la regolamentazione della circolazione stradale e segnaletica nelle zone a traffico limitato. E chiede di sostituire i pannelli della discordia con i più chiari, diretti ed efficaci ztl attiva (quando il divieto di transito è in vigore) o non attiva (quando il divieto non è in vigore).

Rivolgendosi «a tutte le amministrazioni comunali che, nell’ambito dei rispettivi centri abitati, intendono istituire o modificare le rispettive zone a traffico limitato», sulla regolamentazione stradale il governo prova a fare chiarezza. E auspica anche una maggiore collaborazione tra gli stessi Comuni, affinché l'istituzione della ztl non costituisca «deviazioni ingiustificate dei flussi di attraversamento da un centro abitato a un altro o comunque su viabilità di enti diversi». Il punto centrale, però, è proprio la sostituzione dei pannelli a messaggio variabile.

Una questione che anche a Palermo nel corso degli anni ha creato parecchi malumori tra gli automobilisti, che sin dall'istituzione della ztl nel centro storico nel 2016 si sono visti subissati di multe quando hanno infranto il divieto di transito. Con la giunta Orlando che ha sempre difeso il provvedimento, definendolo una «misura ambientale che contribuirà a migliorare la vivibilità della nostra città e a tutelare la salute dei palermitani, abbattendo i tassi d'inquinamento e limitando la pressione veicolare privata nella zona centrale». 

A giugno il Comune ha annunciato l'attivazione delle telecamere in altri 23 varchi della Ztl, che si aggiungeranno agli attuali cinque (piazza Verdi, via Gagini, via Porto Salvo, Porta Felice, via Roma), nell'ambito del Piano Operativo del Pon Metro 2014-2020. L'intero intervento avrà un costo di 600mila euro, mentre la realizzazione del sistema di controllo dei varchi è stata affidata alla Sispi, la società in house che cura i sistemi informatici. «Finalmente il governo si adopera per rendere più comprensibili i messaggi - commenta l'assessore alla Mobilità Giusto Catania -  L'indicazione ministeriale risponde a esigenze di chiarezza che condividiamo. Siamo in fase di realizzazione del progetto di completamento dei varchi elettronici ai confini della Ztl, che dovremmo completare nel primo semestre del 2020, e ci adegueremo alle nuove indicazioni ministeriali».

Una ricostruzione che la consigliera comunale Giulia Argiroffi, che fa parte della seconda commissione (che si occupa proprio di traffico), respinge. «C'è una sentenza del Tar che ha dichiarato illegittime tutte le multe date a livello nazionale - ricorda l'ex componente del M5s - perché le comunicazioni dei varchi non sono chiare, né in termini di lessico né in termini di posizionamento dei cartelli (per cui dovresti avere la possibilità di svoltare se ti accorgi che la Ztl è attiva). Fa impressione che a Palermo il sindaco che è a favore dell'accoglienza e della giustizia si rifà poi sulle tasche dei cittadini, anche quando un provvedimento è stato dichiarato illegittimo. Voglio ricordare poi che l'assessore Catania, appena insediato, si è vantato dei segnali luminosi che adesso il ministero indica di togliere. E dire che lui è un professore di lettere, se riteneva il messaggio ambiguo avrebbe potuto agire prima».

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