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Fase II sistema tram, pronto il progetto definitivo
Adesso l’obiettivo si sposta sul bando per i lavori

Terminato il second step progettuale, la palla passa ad uffici regionali e Consiglio superiore dei lavori pubblici, che dovrà verificare la validità della documentazione. Dopo l’ok da Roma si lavorerà alla gara per l’assegnazione dell’appalto

Massimo Gucciardo

Nuovo passo avanti nel lungo iter per la realizzazione della Fase II del sistema tram di Palermo. È stato completato e presentato alla stampa il progetto definitivo, redatto dal raggruppamento Rgm di Palermo-Rpa di Perugia-Technital di Verona (coordinato dallo studio ingegneristico Cassata), relativo alle tre linee che hanno priorità alta, cioè le tratte “A-B-C” (Balsamo-Croce Rossa, Stazione Notarbartolo-Duca della Verdura, Calatafimi-Stazione Centrale). Il costo per realizzare questi itinerari, che serviranno principalmente per attraversare il centro e per razionalizzare le linee già esistenti, è di 198 milioni di euro, coperti interamente dai finanziamenti governativi del Patto per Palermo del 2016.

Adesso, come spiega il Rup dell’opera, l’ingegnere Marco Ciralli, «entro novembre l’amministrazione comunale invierà la documentazione agli uffici regionali per i pareri necessari. Successivamente tutto sarà inviato al Consiglio superiore dei lavori pubblici per il parere ambientale obbligatorio» che dovrà essere espresso entro 90 giorni. Successivamente al “Sì” o al silenzio-assenso, potrà essere predisposto il bando a contraente generale (progetto esecutivo e realizzazione opera) per affidare i lavori, che Palazzo delle Aquile conta di pubblicare nel 2020 e di assegnare nella prima metà del 2021, e da quel momento partiranno i circa 3 anni per la costruzione delle linee, che quindi dovrebbero essere ultimate nel 2024. E nel frattempo il Comune ha in corso un bando per affidare la verifica della progettazione definitiva ed esecutiva delle prime tre linee (compresa la necessaria variante di via del Carabiniere da utilizzare nei giorni delle partite allo Stadio Renzo Barbera, che dovrebbe essere realizzata con eventuali economie di progetto) e dei parcheggi.

Ricordiamo che per le rimanenti tratte della Fase II del sistema tram, ovvero le linee “D-E-F-G” (Orleans-Bonagia, Stadio-Mondello, Stazione Centrale-Duca della Verdura, Strasburgo-Sferracavallo), è stato già approntato dal medesimo raggruppamento di imprese lo studio di fattibilità tecnico-economica e si attende l’ottenimento del finanziamento per procedere con gli step successivi della progettazione. I fondi necessari ammontano a circa 460 milioni di euro, per ottenere i quali il Comune sta partecipando ad un bando nazionale del Ministero dei Trasporti (le istanze potranno essere presentate fin al 31 dicembre 2019) rivolto a Città metropolitane e Comuni, relativo a sistemi di trasporto rapido di massa, e che mette a disposizione complessivamente 1,334 miliardi di euro.

Similmente sono stati fatti gli studi di fattibilità tecnico-economica per i 14 parcheggi scambiatori a servizio delle nuove linee, quattro dei quali saranno finanziati dalla Regione. «Missione compiuta - dichiara il sindaco Leoluca Orlando – ma non completa. Col progetto definitivo si ultimano gli atti del Comune relativi alla fase progettuale e si può andare in gara. L’aver già i depositi costruiti permetterà di rimodulare i costi, destinandoli alla rigenerazione urbana, nell'ottica del tram come controllo sociale, che riqualifica i quartieri che attraversa, aumenta il valore e la vivibilità».

Il team composto da oltre 50 professionisti ha prodotto in questi mesi circa 1200 elaborati, e ha consentito di aggiustare il tiro rispetto alle previsioni precedenti, acquisendo i pareri di vari uffici comunali e della Sovrintendenza, pianificando – tra le altre cose - la razionalizzazione dei sottopassi Einstein, Calatafimi e Basile, lo spostamento dei terminal Balsamo e Notarbartolo, e stabilendo gli interventi di rigenerazione urbana: «Ci sarà – sottolinea Ruggero Cassata, capo dello studio ingegneristico – la pedonalizzazione e ripavimentazione della via Roma (tratto Stazione-Cavour), con la visualizzazione delle impronte dei vecchi edifici demoliti in seguito al piano Giarrusso (lo sventramento ottocentesco per la prosecuzione della via, n.d.r.), verranno eliminate barriere e catenaria in via Leonardo da Vinci bassa (Einstein-Ziino). Inoltre si pedonalizzeranno via Libertà (Croci-Politeama) e via Ruggero Settimo, si posizionerà una copertura a prato tra i binari in corso Tukory e piazza Giulio Cesare, e verranno costruiti 17 chilometri di nuove piste ciclabili. Il tutto con cantieri snelli, larghi tra 4 e 7 metri e profondi 70 cm», che saranno quindi meno impattanti come spazi e tempi. I circa 24 chilometri di nuove linee saranno a raso e quasi interamente senza barriere e catenaria, ad eccezione di viale Regione Siciliana, e saranno previsti sistemi di sicurezza e segnalamento (acustici, frenatura) per le interferenze dei veicoli sulla sede del tram.

«Abbiamo rispettato - spiega l’assessore alla mobilità urbana Giusto Catania – i tempi di presentazione del progetto. Le nuove linee fanno parte dell’attuazione del Piano urbano della Mobilità sostenibile, e tutto è indirizzato verso i nostri obiettivi che sono la riduzione delle emissioni inquinanti e togliere 100mila vetture private dalle strade entro il 2030. Ad esempio, via Roma passerà da auto a doppio senso, a tram a doppio senso e zero vetture. Relativamente alle critiche su possibili mezzi alternativi (vedi bus elettrici), ricordo che solo il tram (250 passeggeri per volta) può assorbire il numero di persone derivante dagli autobus e dall'eliminazione del traffico privato».

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