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Di che pasta è fatto il Palermo di Pergolizzi?
Gara con il Roccella come un test della verità

Trasferta in terra calabrese per i rosanero consapevoli che dovranno sudare parecchio per imporsi su avversario ostico e particolarmente motivato. Si giocherà allo stadio Macrì di Locri. Il tecnico tentato dal tridente con Felici al posto di Santana. Seconda esclusione di fila in campionato per Rizzo Pinna

Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

Rimasta in panne mercoledì in occasione della gara di Coppa Italia con il Biancavilla, la macchina rosanero si prepara a tornare subito in carreggiata e a proseguire il tour nei meandri del Girone I del campionato di serie D. Prossima tappa Locri, teatro della sfida con il Roccella in programma domani alle ore 15 e valida per la terza giornata. Locri, appunto, e non Roccella. Per motivi logistici e anche in funzione del prevedibile mini-esodo dei tifosi rosanero (riempiranno il settore ospiti oltre 400 sostenitori ai quali vanno aggiunti i fans ospiti presenti in altre zone dello stadio in virtù dell’assenza di limitazioni) la Lega Nazionale Dilettanti nei giorni scorsi ha autorizzato lo spostamento dell’incontro. Che non si giocherà allo stadio Ninetto Muscolo ma al Macrì di Locri - comune distante circa dieci chilometri da Roccella - che ha una capienza superiore con poco meno di 5 mila spettatori.

La vettura guidata da Pergolizzi darà garanzie di affidabilità? Dopo avere lavorato in officina per eliminare qualche anomalia emersa mercoledì, il tecnico riuscirà a mantenere equilibrio e stabilità su una strada che si preannuncia tortuosa e piena di buche? Abbordabile ma con tante curve, riconducibili metaforicamente alle trappole provenienti da un avversario tradizionalmente ostico in D per le big (nel 2015 la Reggina ha perso 3-1 e nella scorsa stagione i calabresi tra andata e ritorno hanno ottenuto contro la corazzata Bari una vittoria e un pareggio) e che, pur consapevole di essere tecnicamente inferiore al Palermo, non ha alcuna intenzione di rassegnarsi al ruolo di vittima sacrificale. Come sottolineato al Barbera da Orazio Pidatella, tecnico del Biancavilla che domenica ha superato il Roccella 1-0 tra le mura amiche, i rosa (a punteggio pieno dopo due turni e a caccia della terza affermazione consecutiva) dovranno affrontare la classica partita di serie D. Match nel quale la squadra accompagnata dai favori del pronostico sarà chiamata a sacrificarsi con umiltà e a sudare parecchio per imporsi su un avversario che, nonostante il clima di festa alimentato dalle parole al miele del presidente Misiti nell’ambito di una giornata organizzata ad hoc dagli addetti ai lavori locali all’insegna dell’amicizia e dell’ospitalità (con, oltretutto, sconti e agevolazioni per i tifosi rosanero in alcuni alberghi e ristoranti), scenderà in campo con il coltello tra i denti.

Sono venti i convocati per la trasferta in terra calabrese. Nella lista, per la seconda volta di fila in campionato, non figura Rizzo Pinna, jolly offensivo bacchettato ieri da Pergolizzi per la mancanza di intensità e soprattutto di killer-instinct sotto porta. La squadra interpreterà domani il solito copione tattico alternando il 4-3-1-2 e il 4-3-3, modulo che il tecnico potrebbe proporre dal primo minuto affidandosi in avanti al tridente composto da Ficarrotta, Ricciardo («È il nostro terminale offensivo e per noi è un punto di riferimento» – ha sottolineato ieri allo stadio l’allenatore palermitano) e dal 2001 Felici, in campo al posto di Santana destinato alla panchina dopo due presenze consecutive da titolare. Da valutare le condizioni di Lancini, alle prese con un problema ad una caviglia, e di Martinelli ma sia il centrale difensivo (in una linea a quattro in cui molto probabilmente verrà sacrificato Accardi a causa delle regole legate al numero di Under) sia il centrocampista, in una batteria completata da Martin e Kraja, sembrano arruolabili.

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