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Palermo, il calcio scomparso in città
Ed esplode la rabbia dei tifosi rosa

Sui social rassegnazione e tristezza, in città cassonetti bruciati. E tanti striscioni appesi in giro con gli ultras, CNI e Curva Nord 12 che testimoniano il loro amore per i colori rosanero. Intanto Arkus annuncia che andrà avanti nella sua battaglia legale

Luca Di Noto

Foto di: Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

La notizia è senz’altro la morte calcistica del Palermo, ma dopo il bando pubblicato nella giornata di ieri è tempo di reazioni da parte della piazza. E se sui social di parole grosse ce ne sono state poche e i sentimenti predominanti sono stati quelli di rassegnazione e tristezza (curioso il caso della pagina Facebook Amarcord Rosanero che negli ultimi giorni ha pubblicato dei video con i successi più prestigiosi del Palermo, soprattutto negli anni della serie A), la reazione della piazza è stata leggermente più vivace. E non è un caso se i focolai di rabbia, in alcuni casi, si sono trasformati in veri e propri fuochi appiccati contro alcuni cassonetti dell’immondizia (da notare la scritta alle spalle dei tifosi, Arkus merda).

Oltre a tutto ciò, sono apparsi degli striscioni firmati CNI (Curva Nord Inferiore) con la scritta Oltre la categoria e apparsi in diversi punti della città. Proprio la Curva Nord Inferiore nei giorni scorsi, in varie zone del centro città, aveva anche scritto sui muri dei messaggi di “un certo peso” contro Tuttolomondo, Albanese e Pistilli. L’altra anima del tifo rosanero, la Curva Nord 12, ha invece appeso uno striscione davanti la recinzione dello stadio: «Nella buona, cattiva sorte io ti amerò fino alla morte», prendendo a prestito le parole di un recente tormentone estivo. E la stessa Curva Nord 12 ha anche pubblicato un lunghissimo post sulla propria pagina Facebook: «Forse c'era bisogno proprio di questo per resettare questa città! Per farla tornare umile, per risvegliare l'orgoglio di dire... "Eccomi, vedete? Anche all'inferno rimango accanto a te!" È già successo e siamo tornati più forti di prima, sta succedendo ancora... ripartiremo nuovamente!», questo l’incipit del loro comunicato, in cui si parla più volte di nuova alba e di ritorno in scenari più prestigiosi. La ripartenza dal basso dovrà essere presa come una sfida.

Intanto, però, la Arkus non si arrende: l’ormai vecchia proprietà ha infatti annunciato che non si fermerà. Questi i prossimi step, prima il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva. Dopodiché si passerà invece alla giustizia ordinaria, con l’eventuale ricorso successivo al Tar del Lazio. A confermare tutto ciò ci ha pensato proprio Salvatore Tuttolomondo: «Proseguiamo con i ricorsi nei successivi gradi e, da ultimo, in sede amministrativa. Attendiamo l’ufficialità del provvedimento non ancora notificato, per opportune valutazioni e motivi».

Infine, già il giorno dopo la pubblicazione dell'avviso per le manifestazioni d'interesse nei confronti del Palermo, l'attuale presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, si è già chiamato fuori. Queste le sue parole rilasciate all'Ansa: «Mi è parso che le condizioni proposte abbiano a che vedere più con un aspetto politico territoriale che non prettamente calcistico. Il sindaco Orlando sta svolgendo al meglio il suo ruolo di primo cittadino in questa direzione. Il mio interesse per il Palermo Calcio non è di questo tipo: è passionale, manageriale, strutturale. Il mio obiettivo sarebbe stato quello di dare a questa squadra un ampio respiro sportivo nazionale, come racconta la sua stessa storia, oltre che locale».

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