Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Palermo

Appello trattativa, accusa d'accordo a sentire Berlusconi
«Occasione per chiedergli se fu minacciato da Cosa nostra»

Il pg, e con lui le parti civili, si associa alla richiesta avanzata dalla difesa dell'ex senatore Dell'Utri, e chiede di ascoltare l'ex premier in qualità di persona offesa. Ma potrebbe essere l'occasione per chiedergli anche del presunto incontro con Giuseppe Graviano

Silvia Buffa

«Magari non vorrà nemmeno rispondere, ma intanto sarebbe giusto sentirlo in quanto parte offesa». È il motivo principale che ha spinto il procuratore generale a non rigettare ma, al contrario, ad associarsi alla richiesta avanzata nelle scorse settimane dalla difesa di Marcello Dell'Utri. Quella, cioè, di sentire come testimone l'ex premier Silvio Berlusconi. «Sarà l'occasione per chiedergli se fu davvero minacciato da Cosa nostra», sottolinea il pg Giuseppe Fici, che si è pronunciato nel corso dell'udienza di questa mattina nell'ambito del processo di appello sulla presunta trattativa fra Stato e mafia. Ascoltarlo in quanto «vittima» della minaccia stragista esercitata da Cosa nostra nei confronti delle istituzioni, per il tramite dell'ex senatore Dell'Utri, condannato a 12 anni in primo grado nell'ambito dello stesso processo. Tuttavia, il leader di Forza Italia non è mai stato ascoltato in nessuna aula di tribunale, né in alcuna altra fase investigativa. Qualora la corte accolga la richiesta, potrebbe essere anche l'occasione ideale per chiedere al Cavaliere chiarimenti anche su altre circostanze che lo tirano direttamente in ballo. 

Una fra tutte, quella del presunto incontro faccia a faccia che ci sarebbe stato tra lui e Giuseppe Graviano. Circostanza che l'ex boss di Brancaccio avrebbe in seguito rivelato, nel 1995, a Matteo Messina Denaro, che l'avrebbe poi raccontata a sua volta al pentito Giovanni Brusca, rimasto particolarmente colpito da un dettaglio di quell'episodio: il fatto che, per il resoconto di Graviano stesso, Berlusconi in quell'occasione avrebbe sfoggiato al polso un orologio di particolare valore. Quello dell'ex premier è un nome che ritorna spesso proprio nelle conversazioni tra Graviano e un altro detenuto, con cui condivideva le passeggiate durante l'ora d'aria, Umberto Adinolfi. Conversazioni che il pg adesso chiede di trascrivere e far entrare a processo. Specie quelle in cui l'ex boss racconta di un trattamento di favore dopo l'arresto nel '94 e delle confidenze riguardanti il concepimento del figlio, avvenuto con buona probabilità mentre lui si trovava già in regime di 41 bis.

«Certo non potevo dirgli la verità». Parlava così, intercettato, Giuseppe Graviano durante un colloquio con la moglie. È il 23 aprile 2016 quando le spiega di aver mentito agli inquirenti: «Ho detto loro che il mio rapporto sessuale risaliva a quando ero ancora latitante, di certo non potevo dirgli la verità», insisteva. «Otto mesi che non l’ho fatta venire a colloquio e non le scrivevo, mia madre si stava buttando dal balcone. Finché le ho scritto “fai le cose che ci sposiamo” - confidava poi al compagno di carcere - Le ho detto che per me poteva organizzare, “però mi devi dare delle date…che io posso muovermi”». Un fatto gravissimo che, secondo già in passato per il sostituto procuratore Nino Di Matteo testimonierebbe la genuinità sull'inconsapevolezza di Graviano di essere intercettato. «Malgrado da alcune conversazioni si intuisca che i due avessero qualche sospetto di essere intercettati, ci sono tuttavia momenti in cui alcune informazioni, per tutta una serie di contingenze, possono comunque sfuggire loro - spiega oggi il pg -. Il giudice di primo grado ne è consapevole: siamo di fronte a momenti particolari per l'abbassamento della voce e l'oggetto dei temi trattati che fanno pensare che alcune confidenze prescindano questo loro timore di essere intercettati».

«Riteniamo doveroso approfondire alcuni aspetti relativi alla detenzione dei fratelli Graviano», ribadisce il procuratore generale, chiedendo di acquisire intercettazioni nel carcere di San Vittore avvenute il 19 e 20 maggio '94 dei due fratelli coi rispettivi legali,e altri invece con famigliari e parenti. Oltre a sette documenti del Dap che avrebbero fornito ulteriori spunti investigativi e alla documentazione dell'ufficio legislativo del ministero per l'acquisizione di più idonei elementi sulle iniziative di natura parlamentare che di interlocuzione ministeriale del primo governo Berlusconi. Per il pg, inoltre, sarebbe utile riprendere anche il filone mafia-appalti che, secondo lui, «non è vero che venne frettolosamente archiviato a nemmeno un mese dalla strage di via d'Amelio. L'archiviazione, che era stata chiesta il 13 luglio '92, riguarda esclusivamente alcuni soggetti politici, non tutti». 

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

Elezioni Politiche 2018

Il 4 marzo si vota per il rinnovo di Camera e Senato. In Sicilia possibile testa a testa tra centrodestra e M5s

Elezioni regionali 2017

Un gioco di incastri traballante: senza alleanze e candidature certe, a due mesi dal voto. La possibilità è che la campagna elettorale abbia gli stessi protagonisti di cinque anni fa: Giancarlo Cancelleri (M5s), unico candidato certo; l'uscente Rosario Crocetta, Nello Musumeci e forse anche Claudio ...

Elezioni comunali 2017 in Sicilia

Si vota l'11 giugno 2017 in 132 Comuni in tutta l'Isola, che dovranno eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Tra le sfide più importanti Palermo e Trapani. Nel Messinese occhi puntati su Cesarò e Lipari, nell'Agrigentino su Sciacca, nel Catanese su Paternò e ...

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.