Carini, la differenziata va bene ma il conferimento no Il sindaco contro la Regione: «Servono nuovi impianti»

Una lettera ai «cittadini e ai villeggianti di Carini» per spiegare perché, nonostante il positivo dato della raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti continua a latitare. Con la scelta di rendere pubblica la nota scritta agli enti competenti: dalla società per la regolamentazione dei rifiuti all’area metropolitana di Palermo, fino ad arrivare al dipartimento e all’assessorato regionale. A scegliere questa diretta forma di comunicazione è il sindaco Giovì Monteleone, a tre settimane dallo spostamento del conferimento dei rifiuti indifferenziati da Bellolampo ad Alcamo.

Il primo cittadino parte da un dato importante, ovvero il 57 per cento di differenziata che il Comune ha recentemente raggiunto. «Si tratta di un risultato che per una città di medie dimensioni come il nostro, che d’estate raddoppia il proprio numero di abitanti, è veramente notevole – fa notare – Da qualche tempo però la Regione ha spostato la sede di conferimento: pur essendo Carini vicini a Palermo e dunque alla discarica pubblica di Bellolampo siamo invece costretti a portare i rifiuti nel trapanese. E martedì, quando c’è il turno dell’indifferenziata, noi facciamo arrivare cinque autocompattatori. La scorsa settimana però un autocompattatore è dovuto tornare indietro perché lì non riescono a smaltire tutto. Più in generale abbiamo sempre problemi e rallentamenti e ciò si ripercuote a catena, perché bisogna recuperare. Ho cercato di interloquire con il dipartimento e con la ssr, ma finora senza esito, per questo ho scritto una lettera ai cittadini».

Monteleone sottolinea poi come i disagi si ripercuotano sempre sull’ente più prossimo. «Per questa grave situazione – scrive il sindaco – le amministrazioni comunali devono subire le sonore proteste dei cittadini che trovano incomprensibile il mancato servizio, incompatibile con l’alto costo della Tari che i Comuni non possono diminuire nonostante la buona percentuale di raccolta differenziata. Perché quelle somme servono per coprire i costi dello smaltimento, sempre in continuo aumento, e per il mantenimento di organi sovracomunali». 

Sin dal suo insediamento, comunque, il governo Musumeci ha promesso massimo impegno proprio per risolvere la perenne emergenza dei rifiuti. Finora però i risultati, almeno per il palermitano, latitano ad arrivare. Per Monteleone c’è poi un rischio ulteriore. «Il disegno di legge che in questo momento è all’ordine del giorno all’Ars porterà secondo me alla situazione dei vecchi Ato – osserva – Il vero nodo cruciale non viene risolto, cioè la creazione di un numero adeguato di impianti di smaltimento. Noi come sindaci in provincia siamo riusciti a fare una raccolta virtuosa (tranne Palermo, che fa storia a parte) ma poi non veniamo neanche ascoltati. Mi riferisco al fatto che è mancato il confronto proprio coi primi cittadini che meglio conoscono le esigenze del territorio. La futura legge è stata scritta dagli accademici, che sono certamente bravi, ma stando così le cose ci si avvia a un altro fallimento nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti».

Intanto sul lungomare Cristoforo Colombo tornano a vedersi le ruspe, con altre due abitazioni demolite. Quello dell’abusivismo edilizio è un altro tema su cui più volte i sindaci hanno lamentato solitudine. «Abbiamo aperto altre due brecce nel muro che impedisce il mare – commenta il primo cittadino – Nell’ultimo mese, tra maggio e giugno, abbiamo proceduto con altre demolizioni. Rimane purtroppo la discarica all’aperto, nonostante le multe e le telecamere permane la maleducazione, per non dire le azioni criminali».


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