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La V circoscrizione è fascista senza saperlo?
«Temo che non abbiano capito cosa votare»

Uno dei punti all'ordine del giorno di oggi prevedeva di esprimere un voto che, in sostanza, ribadisse quanto già stabilito ampiamente dalla Costituzione. Ma tra sei astenuti, un contrario e solo due favorevoli, la mozione è incredibilmente stata bocciata

Silvia Buffa

«Fascismo dichiarato in V circoscrizione». Non riesce ancora a riprendersi dallo stupore Salvo Altadonna, il consigliere che questa mattina ha proposto ai colleghi di dichiarare l'intera circoscrizione esplicitamente antifascista. Ma il risultato è stato tutt'altro che scontato. Sono solo due, infatti, i voti favorevoli, quello del presidente Fabio Teresi e dello stesso Altadonna. Il vice presidente Andrea Aiello e il consigliere Francesco Stabile (leghisti) votano rispettivamente contrario e astenuto. La consigliera Simona Di Gesù (5 stelle) astenuta, il consigliere Umberto Lo Sardo (Forza Italia) astenuto, i consiglieri Marco Figuccia, Daniele Palazzo e Roberto Lucido (destre alternate) astenuti. «Pensavo di aver chiesto un voto su una questione banale e assodata - osserva Altadonna - Nonostante il regolamento prevedesse un intervento a favore ed uno contro l'atto, nessuno è intervenuto contro ma poi al momento del voto è successo questo».

E ancora non riesce a capacitarsene. «Forse ho sbagliato qualcosa io? - si chiede - Dichiararsi fascisti può avere un principio di ideologia, non condivisa, per carità. Ma credo che banalmente oggi non abbiano capito cosa dovessero votare, che è ancora più grave. Ci dà la visione plastica di quello che è la politica oggi». L'ordine del giorno, tuttavia, era molto semplice, «Si stava discutendo la sottoscrizione che ha chiesto l'Anci rispetto alla reintroduzione nelle scuole dell'Educazione alla cittadinanza - spiega il consigliere -. Visti i fatti accaduti nei giorni scorsi, come l'attacco al dirigente scolastico Vito Pecoraro per la sospensione della presentazione del libro di Marinetti, e visto questo populismo sfrenato privo di contenuti che ormai dilaga, ho presentato un ordine del giorno nel quale ribadiamo una cosa scontata, chiedendo ai cittadini di sottoscrivere la proposta dell'Anci, ma chiedendo anche di sottoscrivere insieme a noi un documento in cui ci dichiariamo antifascisti noi e antifascista la scuola. Era un ribadire semplicemente qualcosa che già dice la Costituzione».

Aveva anche messo in conto possibili contestazione per questa proposta in fondo così scontata. Ma non certo l'esito che ne è venuto fuori. «Pensavo semmai che qualcuno si alzasse per dire "Guarda, stai facendo una cazzata" e io lo avrei anche potuto ritirare. Ma nei cinque minuti consentiti contro l'ordine del giorno sono rimasti tutti zitti». Non si spiega perché, invece, dopo abbiano chiesto il voto per appello nominale, che implica la possibilità di spiegare il motivo del proprio voto, non dichiarando però niente e astenendosi o votando contrari. «Mi sento in un limbo, mi chiedo se sia successa davvero questa cosa. Io e il presidente siamo rimasti scioccati - continua Altadonna -. Capita molte volte che le circoscrizioni votino ordini del giorno per ribadire fatti di legge, ci sta, succede spesso. Si fa per capire a che punto siamo arrivati. Mi aspettavo che al massimo mi dicessero "Non te lo votiamo perché è banale" oppure "Ritiralo perché è un fatto costituzionale", ma bocciarlo è paradossale, mi sento davvero rattristato».

«Cosa dirò domani a scuola ai miei alunni? Che sto tutto il giorno a raccontare una realtà che non esiste?», si chiede perplesso il consigliere, che nella vita fa principalmente l'insegnante. «In questi giorni siamo passati dalle commemorazioni di Di Salvo e Impastato, e riflettevo su una cosa: negli anni '70 si moriva per la propria libertà, oggi chi vuole stabilire quel principio è semplicemente isolato, c'è una maggioranza che stabilisce che sei fuori contesto, è una sensazione molto triste - si sfoga il consigliere -. Penso anche a quando Almirante andò al funerale di Berlinguer, due persone diametralmente opposte, il rispetto politico di due persone di alto profilo nonostante non fossero mai stati d'accordo su nulla. Oggi mi sembra che non ci sia più rispetto di niente». Ironia e riflessioni a parte, il consigliere è sicuro almeno di una cosa: «La quinta circoscrizione non è affatto fascista. Ma evidentemente i suoi rappresentanti non studiano più, non approfondiscono le carte che è un fatto grave, da qualunque punto di vista si guardi. Qual è lo spessore di chi ci rappresenta?», si chiede adesso Altadonna. 

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