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Joe e gli altri, il teaser girato alla Vucciria va a Cannes 
«Dimostra che si può essere vincenti senza la mafia»

Il 16 maggio sarà presentato al festival del cinema il lavoro del regista Luca Fortino ispirato a una storia vera, «abbastanza attinente a ciò che è realmente successo a un mio caro amico, che ho perso a 32 anni»

Stefania Brusca

Una storia vera, che spera di gettare un seme in una terra che può dare molto di più ai suoi figli. Una terra che a volte sembra segnarti al punto da credere di non avere via d'uscita. Il teaser di Joe e gli altri è stato girato dal regista Luca Fortino alla Vucciria, un quartiere che vive immerso nelle sue contraddizioni, dove spesso si mischiano realtà diverse, di povertà e benessere, di coraggio e rassegnazione. Il 16 maggio sarà presentato al Festival internazionale del cinema di Cannes. 

«La storia raccontata nel film è abbastanza attinente a ciò che è realmente successo a un mio caro amico, che ho perso a 32 anni - spiega Fortino - All'interno di questa storia vera, in qualche modo compare il tema della mafia, perché il protagonista si avvicina a dei personaggi che lo fanno cadere in errore. In realtà poi si discosta quasi subito dal tema non appartiene al genere mafia, non c'è nessuna sparatoria». Il regista sottolinea che nascere in un quartiere difficile, non significa che non sia un quartiere dove non farebbe piacere vivere. «Il film infatti racconta di un posto che poi per tutti è bellissimo, dove c'è gente sicuramente in difficoltà, anche perché se vogliamo è abbandonata dallo Stato, ma che conserva e vuole portare avanti i valori di dignità e di etica. Il protagonista dimostra che si può essere vincenti anche senza la mafia. Una persona buona che per una questione di reazione contro un destino che ritiene sia stato crudele nei suoi confronti, pensa di avvicinarsi a una famiglia mafiosa. Poi si rende conto di sbagliare e si allontana». Il regista confessa di essersi «innamorato della Vucciria, che ha una sua storia, le sue contraddizioni e le sue sfumature. Una realtà che forse la gente non prende in considerazione e che invece merita di essere raccontata». 

Un'altra figura chiave è quella di un bambino, che dopo essere stato salvato da alcuni balordi che vogliono fargli del male, si affeziona a Joe, considerandolo un fratello maggiore. Fra di loro si crea un legame speciale: il bambino chiede continuamente consigli a Joe e lui fa lo stesso con lui. «Alla fine si scoprirà che mentre Joe tenta di apparire come una persona saggia - aggiunge Fortino - in realtà è lui a seguire i consigli del piccolo, già più saggio di lui. C'è una trasformazione del personaggio di Joe che avviene attraverso il bambino come catalizzatore». 

Il messaggio che il regista vuole mandare va anche al di là dei cittadini di Palermo e in particolare è rivolto alle persone che abitano quartieri meno fortunati, dove a volte la figura del mafioso viene vista quasi come un eroe. «Secondo me nella serie del Capo dei capi la figura di Riina è stata rappresentata in modo troppo positivo. Noi vogliamo dire completamente l'opposto ai giovani: avvicinarsi a quel tipo dei fenomeno non consente nessuna possibilità di successo o di sviluppo futuro e si può essere vincenti in situazioni anche poco fortunate puntando sulle cose buone positive e giuste che ti può dare la tua terra». Un messaggio che a breve potrà essere diffuso attraverso una vetrina internazionale come quella del Festival di Cannes: «Siamo soddisfatti e consapevoli del fatto che il film, quei luoghi e la storia che vogliamo raccontare meritano di essere lì - dice Fortino -  e sono contento che anche i responsabili di Cinecittà abbiano ritenuto la storia meritevole di essere presentata a Cannes». E poi conclude: «Unendo le energie si può creare un progetto a seguito del teaser, che abbia tutti i numeri per essere presentato, sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista etico e narrativo, per cui sono felice di essere là e assolutamente sicuro di poterci ritornare con il film».

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