Palermo, mano pesante da parte della Procura Rosa rischiano ultimo posto e retrocessione in C

La richiesta è pesantissima: si tratta di ultimo posto in classifica e conseguente retrocessione in serie C. Sono queste le sanzioni richiesta dalla Procura Federale e in particolare dal procuratore Giuseppe Pecoraro nei confronti del Palermo. Il club di viale del Fante, dunque, rischia nel giro di pochi giorni di centrare l’obiettivo serie A e di dover poi accettare una sentenza amara (l’esito arriverà comunque nei prossimi giorni) con la retrocessione in serie C. All’udienza ammesso anche il Benevento come parte interessata, mentre i legali del Palermo continuano a insistere sull’inammissibilità del procedimento. Il club siciliano è accusato per responsabilità diretta e oggettiva di illeciti amministrativi per il comportamento dei propri rappresentanti, tra cui in particolare l’ex patron Maurizio Zamparini. Al Palermo, insomma, la Procura contesta di aver taroccato i bilanci dal 2014 al 2017, in modo da ottenere l’iscrizione ai campionati di competenza.

Il team di avvocati rosanero è composto da Francesco Pantaleone, Francesca Trinchera, Gaetano Terracchio e Antonino Gottuso. La loro memoria difensiva si basa anche su un difetto di giurisdizione, perché per questo tipo di reati la competenza dovrebbe spettare al TAR del Lazio, non al Tribunale Federale. Inoltre si punta anche sull’incongruenza delle date di produzione di alcuni atti, sulla parzialità nell’acquisizione di documenti utilizzati per sostenere essenzialmente le ragioni dell’accusa e la violazione di alcuni principi fondamentali del Codice di Giustizia Sportiva. Punto focale della linea difensiva scelto dai legali dei rosanero è l’istanza di fallimento rigettata dal Tribunale di Palermo nel marzo del 2018 e in riferimento a ciò si punta al rispetto del diritto degli imputati a non essere sottoposti a più processi per il medesimo fatto. Zamparini andrà a processo il prossimo 2 luglio e gli avvocati del Palermo chiederanno dunque la sospensione del deferimento in attesa dell’esito del processo penale in cui l’ex patron è imputato.


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