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Festino, all'Ucciardone via ai lavori del carro trionfale
Coinvolti detenuti catanesi: «Rivalità? Sciocchezze»

Sono dieci le persone coinvolte nella realizzazione della struttura che porterà in giro per le strade del centro la patrona santa Rosalia. La direttrice Re: «È simbolo di pace, di riconciliazione e di riscatto. Sono chiamati a compiere un’opera a favore della collettività»

Stefania Brusca

Sono al lavoro i detenuti del carcere Ucciardone Calogero di Bona per realizzare il carro trionfale di Santa Rosalia. Ora è stato spostato all'interno dell'istituto per consentire a tutti i detenuti, che si sono offerti volontari, di lavorare sfruttando al meglio tempi e risorse a disposizione. «Il motivo è stato dettato dall'obiettivo di questo progetto -  dice il direttore organizzativo Vincenzo Montanelli - per il quale ci auguriamo un eccezionale risultato, ovvero quello di coinvolgere tutti i detenuti selezionati e non soltanto alcuni».

In dieci saranno guidati da due esperti, un falegname e un mastro fabbro ferraio, già collaboratori storici di Fabrizio Lupo, scenografo nonché progettista del carro trionfale di questa edizione. Si spera così che questa occasione possa contribuire a far uscire fuori dalle mura dell’Ucciardone il frutto del lavoro dei detenuti, affinché diventi una concreta attività lavorativa. Presto saranno distribuiti i compiti. «Saremo divisi in gruppi a seconda delle nostre abilità - spiega uno dei detenuti -  ad esempio ci sarà chi farà il falegname o chi aiuterà a carteggiare o ancora chi si occuperà di dipingere. Da palermitani per noi è un onore lavorare al carro della nostra patrona». Ma non ci sono solo loro coinvolti nell'opera: «Anche se siamo di Catania - dice un altro - e la nostra patrona è sant'Agata, ci siamo misurati con questa nuova sfida: rendere nostro qualcosa che non ci appartiene. La rivalità tra Catania e Palermo? Sono tutte sciocchezze». E non si fa attendere la conferma: «Siamo rivali solo sul campo di calcio, nella vita di tutti i giorni andiamo davvero d'accordo». 

Un testimone che passa anche attraverso l'avvicendamento ai vertici dell'istituto di pena: «Ho sposato l’idea lanciata dalla direttrice Barbera mio predecessore con emozione -  afferma Giovanna Re Direttrice, protempore della casa di reclusione Ucciardone - Questo progetto realizza a pieno l’obiettivo della rieducazione perché la città offre una importate opportunità ai detenuti, quella di contribuire alla realizzazione del carro di santa Rosalia per il Festino. Il carro, simbolo di pace di riconciliazione e di riscatto, investe i detenuti di un impegno carico di responsabilità e, loro stessi, sono chiamati a compiere un’attività a favore della società civile e della collettività». Un concetto ribadito dalle parole del sindaco. «Stiamo seguendo la tradizione e ringrazio tutti i palermitani che concorrono a questa grande festa - ha detto Leoluca Orlando - la festa della città alla quale inviterò il ministro della Giustizia affinché possa anche lui mettersi in corteo e partecipare al festino di santa Rosalia, perché chi sta all’Ucciardone è palermitano tanto quanto chi sta fuori». 

Ad essere coinvolti nel progetto sono anche gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti coordinati dalla tutor Alessia D’Amico: dopo aver già realizzato il modellino del carro in scala 1 a 10,  adesso passeranno alla fase di costruzione. Lo spunto per l’idea è arrivato dal lavoro degli studenti di uno dei corsi del CIPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) Palermo 1, condotto dal professor Vincenzo Merlo, che da cinque anni realizzano, tra le altre cose, gli sgabelli artistici attraverso il recupero di arredi dismessi del carcere. Due di questi sono stati già donati a papa Francesco e all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. «Realizzare il carro qui  - conclude il direttore artistico del festino Lollo Franco - non è solo un gesto di accoglienza ma di grande apertura, un’opera di solidarietà non solo a frutto della città ma soprattutto per i detenuti che qui scontano la loro pena».

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