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Palermo, ufficiale il «no» di Dario Mirri
«Non eserciteremo l'opzione d'acquisto»

In un comunicato l'imprenditore spiega i motivi per i quali ha deciso di non far valere la prelazione strappata in occasione dell'accordo stipulato il mese scorso con Foschi. E adesso scatta il piano B con il pallino che torna in mano al presidente-ponte rosanero

Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

Foto di: Antonio La Rosa

Dario Mirri non eserciterà l’opzione per l’acquisto delle quote societarie. La notizia, nell’aria già da qualche giorno alla luce soprattutto del nulla di fatto con cui si sono conclusi gli ultimi incontri, è stata ufficializzata dal titolare della Damir in un comunicato. La famiglia Mirri, dopo avere preso atto delle difficoltà legate alla creazione di un consorzio di imprenditori italiani coordinato dal presidente del Genoa, Preziosi, fa un passo indietro: «Daniele e Dario Mirri comunicano di aver deciso di non esercitare, per sé o per altri, il diritto di opzione (strappato in occasione dell'accordo stipulato con Foschi, ndr) per l’acquisto del pacchetto azionario della società Palermo Calcio. Dopo aver impegnato, senza alcuna certezza sul futuro, le risorse della propria azienda per consentire al Palermo di fronteggiare una situazione critica - recita la nota - si è cercato, con passione e dedizione, a prezzo di grandi sacrifici personali e familiari, di trovare soluzioni credibili e affidabili, ma nessuna delle proposte vagliate in queste settimane - anche quelle di coloro che avevano fin dall’inizio assicurato la loro intenzione di comprare - avrebbe realisticamente potuto garantire le certezze che i tifosi del Palermo meritano».

Riavvolgendo il nastro di una vicenda che va avanti da febbraio, Mirri preme il tasto 'play' anche sull’immagine che corrisponde al crowdfunding, progetto di raccolta fondi stoppato bruscamente da Foschi e, in ogni caso, di difficile attuazione perché in contrasto con le normative vigenti: «La nostra tifoseria rappresenta l’unico autentico patrimonio da preservare, un valore che va oltre le stagioni e le proprietà. Con questa convinzione si era anche avviato, sostenendone integralmente i costi, un processo di crowdfunding mediante il quale responsabilizzare le forze produttive della città, sviluppare il senso di appartenenza dei tifosi e cementare ulteriormente il rapporto tra squadra e città». Al di là di tutto, quattro punti in classifica del Palermo appartengono di diritto a Dario Mirri che, investendo 2,8 milioni in cambio della gestione quadriennale della pubblicità allo stadio, il mese scorso ha consentito al club di scongiurare il rischio di una penalizzazione: «Rimane la gioia, da tifosi, di aver aiutato la nostra squadra in un momento cruciale del campionato, insieme alla consapevolezza, da cittadini, di aver con senso civico speso tutte le nostre energie per costruire il Palermo del futuro sui valori della lealtà e della trasparenza. Grazie a tutti i tifosi e a tutte le persone comuni che avendo compreso il nostro sforzo ci hanno incoraggiato con partecipazione e spontaneo entusiasmo. Il nostro posto rimane allo stadio accanto a loro».

E adesso? Scaduta la prelazione a favore di Mirri, il pallino passa in mano al presidente-ponte Foschi chiamato ad attuare in tempi brevi un piano B. Il dirigente romagnolo, nel frattempo, ha ribadito la propria tranquillità rassicurando tutti in merito al pagamento degli stipendi entro lunedì. Per ostentare questa sicurezza significa che Foschi ha un asso nella manica. Resta da capire qual è il suo jolly (non va dimenticato, ad esempio, che il club rosanero vanta un credito di 22,8 milioni da parte di Alyssa, la holding lussemburghese a cui era stata ceduta la società detentrice del marchio) e come verrà utilizzato. Della vicenda societaria, intanto, è tornato a parlare anche il sindaco Leoluca Orlando: «È necessario che arrivi al più presto un soggetto credibile, che sia a conoscenza della reale situazione debitoria del Palermo e che sia poi pronto a gestire la società – ha dichiarato il primo cittadino come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport - perché non si può acquistare una società a zero per poi scoprire che ci sono debiti per decine di milioni, su questo aspetto serve chiarezza. Deve essere un nuovo proprietario certificato dalla Lega Calcio, con la quale sono in costante contatto. Proprio per questa ragione, per quello che è il mio ruolo istituzionale, io incontrerò il nuovo proprietario che mi verrà indicato dal presidente della Lega Mauro Balata».

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