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Scuola comunale Strauss, sit-in delle famiglie per le maestre
Marano: «Proroga già firmata». Mamme: «Non è la soluzione»

La manifestazione si è svolta davanti al plesso di via La Rosa per chiedere risposte più concrete rispetto al destino delle insegnanti. «Questa è una vicenda che si ripropone ogni anno, sempre la stessa». Mentre la dirigente scolastica si nega a ogni confronto

Silvia Buffa

Foto di: silvia buffa

Foto di: silvia buffa

Una scuola totalmente vuota, fatto salvo per le maestre regolarmente in servizio nelle loro classi. Si è svegliata così questa mattina la scuola comunale Strauss di via La Rosa. I circa cento piccoli alunni infatti non hanno messo piede in classe, e una parte di loro è rimasta fuori dai cancelli dell’istituto insieme alle famiglie per manifestare solidarietà verso quattro insegnanti della scuola a cui il 2 marzo scade la proroga di cinque anni sul contratto a tempo determinato part time. Insegnanti che avrebbero dovuto passare a tempo indeterminato full time a gennaio 2018, ma la cui pratica è stata prima bloccata a causa della mancata approvazione del bilancio e poi, sembra, dimenticata dall’amministrazione comunale, complice anche la relazione del Mef che bacchetta il Comun per il personale in sovrannumero. «Vogliamo le maestre! Vogliamo le maestre!» gridano in coro i bambini, armati di cartelloni colorati e vestiti tutti con un mini gilet giallo, alla maniera dei manifestanti francesi.

Un coro comprensibile, specie dopo l’allarmismo sollevato dalla situazione che, almeno fino a ieri, vedeva le quattro docenti della Strauss e altre dieci in servizio in altrettante scuole comunali in bilico, senza alcuna certezza riguardo il destino del proprio contratto di lavoro. «Che ne sarà delle maestre? E se loro vanno via, che ne sarà delle classi e dei bambini?», sono i dubbi che si sono rincorsi nei giorni scorsi. Repentina la replica dell’assessora alla Scuola Giovanna Marano, che ha subito fatto pervenire delle lettere alle mamme per chiarire la situazione e smorzare il clima: «Come per tutti gli altri precari, c’è la garanzia che alle lavoratrici verrà prorogato intanto il contratto e il servizio non verrà sospeso - spiega -. Queste lavoratrici erano state sottoposte ad una procedura di selezione concorsuale per avere l’aumento delle ore e passare definitivamente al tempo indeterminato. Rispetto a questo, alcune condizione che vengono desunte da alcune argomentazioni del Mef sul nostro bilancio non hanno consentito questo passaggio. Ci vorrà qualche tempo in più, non posso entrare nel dettaglio, ma il contratto di queste lavoratrici è già firmato e nel tempo appunto cambierà nella forma e nel numero delle ore. C’è anche una lettera a mia firma e della dirigente di settore inviata, visto l’allarme tra i genitori».

«Sembra quasi una comunicazione dovuta, solo per scongiurare un’eventuale sommossa, chiamiamola così», replica intanto una mamma presente al sit-in, rispetto alla lettera inviata dall’assessora Marano. «Un’iniziativa fatta per calmarci e per scoraggiare l’idea di piazzarci qui stamattina a manifestare davanti alla scuola - le fa eco un’altra giovane mamma -, ci volevano dare il contentino in modo che ci tirassimo indietro. Ma per noi non è tutto apposto, questa lettera non dà risposte in realtà, serve solo a prendere tempo». Per le famiglie, insomma, l’amministrazione comunale starebbe tergiversando, a dispetto di una situazione che a sentire loro torna puntuale a ripresentarsi di anno in anno. «Abbiamo bambini che stanno in questa scuola già da tre anni e ogni anno sentiamo sempre l’esigenza di questa rivolta, insomma l’esigenza di fare delle domande, di esternare i nostri dubbi, perché la situazione non cambia e rimane costante la possibilità che l’anno venga interrotto in corso e che le insegnanti vadano a casa».

Tutte ragioni che non hanno affatto scoraggiato l’idea di manifestare oggi, al contrario. Un’iniziativa che prende spontaneamente le mosse direttamente dalle famiglie dei piccoli studenti della Strauss, mentre le maestre sono rimaste nelle loro classi. «Non ci interessa cosa ci suggerisce la scuola, a noi e alle insegnanti anche, è un nostro diritto manifestare un disagio e fare domande. Per noi è doveroso comportarci così, per amore di queste insegnanti, di quello che fanno e di come lo fanno, e per amore di questa scuola, che consigliamo vivamente a tutti - dice una mamma -. Non ci aspettavamo certo questa reazione proprio dalla scuola, che forse teme di non uscire bene da questa vicenda, a vedere queste mamme e questi bambini che non entrano a scuola». Ci si aspettava, insomma, oggi come nei giorni scorsi una solidarietà più manifesta e dichiarata da parte dell’istituto comunale che, al contrario, sembra invece abbia bacchettato l’iniziativa delle famiglie e la disponibilità di alcune docenti a raccontare pubblicamente la situazione in cui si ritrovano.

«Per la scuola forse questa è solo una cattiva pubblicità, ma in realtà è un’ottima pubblicità perché se siamo qui fuori al freddo e al gelo coi nostri bambini vuol dire che queste maestre lo meritano e che quindi questa scuola vale molto». Ci sono mamme, infatti, che hanno già iscritto il figlio per il prossimo anno e altre ancora che si stanno interessando per il futuro. È una polemica, insomma, dai toni in realtà piuttosto positivi, oltre che civili e contenuti. Una polemica che dalla via La Rosa si è a un certo punto trasferita qualche metro più avanti, in via Galileo Galilei, davanti alla sede dell’omonimo plesso, per chiedere un incontro con la dirigente Merendino. Ma «lei è impegnata tutto il giorno in una riunione piuttosto lunga», dice un’insegnante che riceve, sulla soglia dell’istituto, i genitori e i piccoli alunni dello Strauss. Quando prendere un appuntamento, allora? Quando tornare? «Mai» a sentire la docente che liquida le mamme. «Noi siamo dalla parte vostra e delle maestre, però abbiamo un regolamento e lo rispettiamo. Abbiamo detto quello che dovevamo dire nelle missive inviate di concerto con l’assessore». Fine, si chiude tutto così. La docente fa ritorno nella sua classe e i genitori vengono gentilmente condotti fuori dal plesso. E la possibilità di incontrare una dirigente che non hanno ancora mai incontrato (si trova presso l'istituto da gennaio) sembra allontanarsi sempre di più. Resta l’amarezza di queste famiglie a dispetto dell’irremovibile scelta di una preside di negarsi a tempo, almeno questo, indeterminato. E la promessa, però, che continueranno ad alzare la voce per pretendere un confronto e delle risposte.

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