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Rotoli, pronto il bando per il nuovo forno crematorio
«Nel 2019 è ancora tutto sulla carta, tutto troppo lento»

Dopo una comparsa-scomparsa dal piano annuale e il passaggio del progetto da appalto integrato a ordinaria opera pubblica, la situazione sembra sbloccarsi. Ma restano «salme che attendono da ottobre 2018» e un vecchio tempio sovraccaricato

Silvia Buffa

Foto di: Silvia Buffa

Foto di: Silvia Buffa

Ci sono voluti quasi quattro anni, ma alla fine il bando per realizzare il nuovo forno crematorio all’interno del cimitero dei Rotoli a Vergine Maria è pronto. Era infatti il 30 dicembre del 2015 quando il Comune approvava il progetto preliminare del nuovo impianto, pensato sin da subito come supporto all’unico forno presente in città, quello attuale, notoriamente obsoleto e inadatto alla questa funzione (nasce infatti come inceneritore di rifiuti), e ultimamente stressato da un numero di richieste di cremazioni che è recentemente lievitato. Soprattutto per la mai sopita emergenza che riguarda la mancanza di fosse. Circostanza che sta adesso spingendo sempre più famiglie a prendere in considerazione l’opzione della cremazione per i propri defunti, per scongiurare mesi di attesa nei depositi dei cimiteri. Il nuovo impianto, che costerà due milioni e 750mila euro, potrebbe quindi risolvere non pochi problemi. Il bando di gara intanto spazza via anche le preoccupazioni recenti per la comparsa-scomparsa del progetto nel piano annuale.

«C’è stata la possibilità, per una finestra temporale molto breve, di realizzare questo tipo di opera come appalto integrato. Ma ci sarebbe voluto un tempo non indifferente per preparare lo studio di fattibilità e tutto il resto, non ci saremmo rientrati con i tempi - spiega l’assessore alla Rigenerazione urbana Emilio Arcuri -. Per cui, chiusa quella finestra, siamo rientrati nell’ordinario dell’opera pubblica. Ecco perché il progetto è, per così dire, comparso e poi scomparso, adesso stiamo facendo l’appalto per la progettazione», conferma infine. Appalto di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, per assegnare la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza in fase preliminare di progettazione, e per l’effettiva realizzazione del nuovo impianto. L’affidamento avverrà mediante procedura aperta e con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il nuovo forno verrà costruito nell’area adiacente al tempio crematorio già esistente, di cui costituirà il sostanziale ampliamento. Il tempo stimato è di 190 giorni, da ripartire in 90 per la progettazione definitiva dalla sottoscrizione della stipulazione del contratto, una volta approvato il progetto se ne contano invece 60 per preparare quello esecutivo e per redigere il piano di sicurezza e di coordinamento. A collaudo avvenuto, poi, sono circa venti i giorni previsti per le pratiche catastali e altrettanti per le pratiche di presentazione dei documenti necessari. Anche se «la durata effettiva dell’appalto sarà determinata sulla base dei tempi indicati dall’aggiudicatario in sede di offerta», recita il bando. Che è un po’ come lasciare carta bianca a chi, alla fine, vincerà la gara e dovrà realizzazione l’impianto. Una formula che smorza un po’ l’entusiasmo, se considerati anche gli anni che già ci sono voluti solo per arrivare alla direttiva che autorizzava il progetto e poi, da quella, per preparare il bando per l’appalto.

«Di fronte ad un’emergenza che dura ormai da almeno 10 anni un’amministrazione meno distratta e superficiale avrebbe fatto il possibile per assicurare alla città in tempi brevi un nuovo cimitero e un nuovo forno - commenta, non a caso, il consigliere comunale Cinque Stelle Antonino Randazzo -. Nel 2019 è ancora tutto sulla carta e ci sono salme che attendono da ottobre 2018 e depositi stracolmi. Un disagio intollerabile che si unisce al dolore per la perdita dei propri cari». Ma è di pochi giorni fa l’incontro fra l’assessore Arcuri e la quarta commissione consiliare, in cui si è parlato non solo del nuovo forno dei Rotoli ma anche della realizzazione del nuovo cimitero cittadino, che dovrebbe sorgere a Ciaculli, un progetto da 41milioni fermo, anche questo, da anni. Ma all’amministrazione occorrerà darsi una mossa, visto che adesso è sfumata anche la possibilità di fare ospitare le salme di altri defunti nelle cappelle gentilizie o nei loculi liberi di altre tombe, soluzione con cui il Comune aveva obbligato i cittadini a fare la propria parte. Ma il Tar ha dato ragione a questi ultimi e adesso oltre cinquanta bare ospiti dovranno essere spostate e interrate. Aggiungendosi a quelle in stanby nel deposito del camposanto di Vergine Maria.

Ed è dal Comune, infatti, che arriva anche l'ultimatum ai privati per presentare entro un mese i progetti per il nuovo camposanto. «Non ci sono più posti liberi nei cimiteri di Palermo- sottolinea pubblicamente, infatti, anche il capogruppo di Palermo 2022 Tony Sala -, come purtroppo sa bene chi in questi ultimi anni ha subito un lutto in famiglia. Una situazione insostenibile, per la quale il Comune sta studiando alcune possibili soluzioni: 800 loculi in più ai Rotoli, altri 800 ai Cappuccini ma soprattutto due progetti per l’ampliamento di Santa Maria di Gesù e il nuovo impianto di Ciaculli, che potrebbero rappresentare una concreta svolta. Il Comune ha perso fin troppo tempo. Speriamo non si debba ricominciare da capo».

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