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Blutec, sindacati scrivono lettera a Musumeci 
Giunta: «Ci sarà incontro nei prossimi giorni»

A otto anni dall’addio del Lingotto, oggi Fca, è cambiato poco o nulla e ora i sindacati chiedono al più presto un incontro al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore Mimmo Turano

Antonio Mercurio

Non scema la tensione sulla vertenza Blutec. Dopo le rassicurazioni del governo nazionale, ora gli operai dell’ex stabilimento Fiat a Termini Imerese pretendono certezze sul piano di riconversione, mai realmente decollato, e sulla cig per il 2019. A otto anni dall’addio del Lingotto, oggi Fca, è cambiato poco o nulla e ora i sindacati chiedono al più presto un incontro al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore Mimmo Turano. «In riferimento alle problematiche inerenti la vertenza Blutec - scrivono nella missiva indirizzata al governatore Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm-Uil - non abbiamo certezze sia sull’avanzamento del piano industriale sia sul finanziamento della cig per tutto il 2019, così come sul piano di rientro degli operai che già è in ritardo. L’azienda, inoltre, avrebbe dovuto già restituire le somme del prestito a Invitalia: anche su questo non abbiamo risposte». 

«Gli operai non avrebbero ancora ricevuto le spettanze di dicembre - scrivono ancora i sindacati -, e cresce la preoccupazione sul futuro. Bisogna, inoltre, pensare a soluzioni occupazionali e sostegno al reddito per l’indotto, intere famiglie non hanno alcuna certezza sul ritorno al lavoro. In merito a quanto sopra comunicato, chiedono urgente incontro per discutere sulle problematiche dei lavoratori della Blutec ex stabilimento di Termini imerese». Proprio ieri, i lavoratori si sono riuniti in assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento palermitano: un incontro molto partecipato, da cui è emersa grande preoccupazione per il futuro di tutti i 694 lavoratori, a cui si aggiungono i 300 dell'indotto

Tanti i nodi ancora irrisolti: dal ritardo del pagamento degli stipendi entro il 15 gennaio per i 130 lavoratori in fabbrica, al rientro di tutti i colleghi in stabilimento come promesso nell’ultimo incontro al ministero. Secondo la direzione aziendale, infatti, su un totale di 692 dipendenti, 480 verrebbero riassorbiti entro il 2019. L'azienda, inoltre, non sembra aver versato la prima rata a Invitalia di 4,5 milioni di euro, dei 21 milioni in totale da restituire. Il rischio è che possa saltare tutto il percorso di reindustrializzazione e di rioccupazione che riguarda complessivamente mille lavoratori. Ad esacerbare ancora di più gli animi, la notizia della convocazione di Blutec, per il 24 gennaio al ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro per altri stabilimenti, ma non sul caso Termini. I sindacati ieri hanno annunciato di essere pronti a scendere in piazza sotto la sede della Regione Siciliana.

Al fianco dei lavoratori, è da sempre schierato il sindaco di Termini Imerese che annuncia: «Lo ripetiamo da mesi, il Mise non consideri la vertenza Termini Imerese chiusa - scrive il primo cittadino termitano Francesco Giunta - Sarebbe l'ennesimo errore, questa volta irreparabile. È trascorso troppo tempo dalla visita del ministro Di Maio, che ha promesso impegno e determinazione nella risoluzione della, oramai drammatica, vicenda che vede coinvolte centinaia di famiglie. Unica soluzione concreta, il coinvolgimento di Fca, a sostegno di una seria industrializzazione. Oggi stesso, ho avuto modo di contattare, seppur telefonicamente, il Presidente della Regione, al quale ho chiesto un incontro, che si terrà nei prossimi giorni, probabilmente entro la settimana corrente».

Aggiornamento

Il sindaco Francesco Giunta ha scirtto anche al Prefetto, al Mise anche al presidente della Città Metropolitana per mettere al centro dell'attenzione la vertenza degli operai termitani e chiedere al Mise l'attivazione nuovo tavolo tecnico.

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