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Orlando attacca duramente il governo nazionale
«Con taglio fondi ai Comuni si rischia fallimento»

Un sindaco furioso che si rivolge ancora a Salvini con toni forti, ma apre al dialogo nei confronti di Conte: «Un segno certamente positivo la posizione del premier, cui però ha fatto da immediato contraltare la volgarità espressiva e istituzionale del ministro dell'Interno»

Gaetano Càfici

Foto di: fanpage.it

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Continua senza tregua il duro attacco del sindaco di Palermo, Leuloca Orlando, contro il governo nazionale. E questa volta il tema è quello che riguarda le risorse destinate dallo Stato ai Comuni. Un messaggio chiaro, quello del primo cittadino di Palermo, come a dire: «ci vogliono togliere l'ossigeno, tagliandoci le risorse economiche».

«I tagli per centinaia di milioni di euro ai fondi destinati alle amministrazioni locali decisi dal governo nazionale - dice Orlando - avranno una ricaduta pesantissima sui servizi ai cittadini e, in tantissimi casi, sulla tenuta finanziaria degli enti locali». E non lesina parole dure a Salvini contro il quale ha avviato, da settimane, una vera e proprio guerra mediatica, in modo particolare sulle politiche attuate dall'esponente leghista in tema di diritti umani e dei migranti. Una sorta di ring che abbiamo abbiamo ampiamente documentato sulle nostre pagine. 

«Da parte del governo nazionale - continua Orlando - è in corso un incredibile, e per certi aspetti inspiegabile, tentativo di strangolare letteralmente le finanze dei Comuni, che rappresentano la prima linea del rapporto fra Stato e cittadini. Non si spiega altrimenti il taglio di 110 milioni di euro al fondo di compensazione imu-tasi, quello del fondo di solidarietà comunale e l'abbassamento della possibilità che i Comuni possano ricorrere all'anticipazione di tesoreria (cioè alla scopertura dei propri conti correnti) dai cinque dodicesimi del bilancio ai quattro».

«Come ho sempre sostenuto - aggiunge il professore - nelle politiche del governo a trazione leghista tutto è collegato e l'attacco ai diritti dei migranti, altro non è che la punta dell'iceberg dell'attacco ai diritti sociali di tutti, prima di tutto il diritto degli italiani ad avere amministrazioni comunali in grado di dare servizi e risposte ai bisogni della gente».

Infine, Orlando dà un assist al primo ministro italiano, parlando di un coro unanime «oggi all'ANCI contro i provvedimenti del governo e l'apertura al dialogo del presidente del consiglio Conte come segno certamente positivo, cui però ha fatto da immediato contraltare la volgarità espressiva ed istituzionale del ministro dell'Interno. Come ho già detto, vedremo se il presidente del Consiglio è a rimorchio del suo vice oppure no». 

Quindi Orlando, oltre ad essere riuscito a rientrare nel dibattito politico nazionale (forse non ne era mai uscito), nel suo essere «animale politico», con un voto in pagella a Salvini da numero algebrico, ha preferito dare la sufficienza a Conte. Perchè non si sa mai, avrà pensato in tipico stile democristiano, una sponda serve sempre.   

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