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Ufficio anagrafe, seduta lampo a Sala delle Lapidi
Assenti Pedicone e Orlando: resta clima incertezza

Tutto rinviato a domani in attesa di ulteriori chiarimenti del primo cittadino e del capo area. Al momento i dipendenti, infatti, non protocollano né istruiscono le pratiche dei migranti, per evitare di disattendere una legge ed esporsi all'accusa di abuso di ufficio

Antonio Mercurio

Foto di: antonio mercurio

Foto di: antonio mercurio

Nulla di fatto a Sala delle Lapidi con una seduta lampo, aperta e subito rinviata a domani, a causa dell'assenza del capo area Maurizio Pedicone. La presenza del funzionario, che avrebbe dovuto partecipare ai lavori assieme a Orlando, era necessaria per fare luce sul clima di incertezza che regna in questi giorni negli uffici dell'anagrafe, in viale Lazio. Qui, infatti, i funzionari resistono alla disposizione del sindaco con cui ha sospeso nei giorni scorsi il decreto Sicurezza. In attesa di ulteriori chiarimenti del primo cittadino, al momento non protocollano né istruiscono le pratiche dei migranti, fino ad oggi un «numero consistente», per evitare di disattendere una legge dello Stato ed esporsi all'accusa di abuso di ufficio.

«Non è un problema di ordine di servizio - spiega l'assessore Gaspare Nicotri -. Se viene presentata una richiesta deve essere protocollata e istruita per un eventuale accoglimento o rigetto. Dopo di che, il provvedimento finale lo firmerà il sindaco, e la loro istruzione non significa un'assunzione di responsabilità per i funzionari». Per Nicotri, quindi, i funzionari non correrebbero alcun pericolo: «Per quanto riguarda le richieste, i funzionari per ora stanno fissando le prenotazioni - spiega - Dopo di che, faremo formalizzare le richieste così come prevede l'articolo 38 del Dpr 445/2000, per poi essere protocollate in modo che loro provvedano all'istruttoria. II sindaco, quindi, si determinerà, così come ha dichiarato, nell'accoglimento delle istanze». Secondo alcuni, tuttavia, l'ultima parola sull'applicazione o meno del decreto Salvini da parte degli uffici spetterebbe alle prefettura: «Il sindaco è un ufficiale di governo - aggiunge l'assessore - e come tale tutti gli atti che farà di accoglimento eventualmente potranno essere accolti o annullati dal prefetto».

Sono in tre gli ufficiali d'anagrafe del Comune di Palermo che hanno spedito una lettera al capo area Maurizio Pedicone per chiedere chiarimenti sulla sospensiva delle procedure previste dal decreto sicurezza. E Orlando, oggi a Roma per alcuni incontri istituzionali, ha confermato che «a tutela dei dipendenti comunali dell'Ufficio anagrafe» sarà lui a sottoscrivere i documenti di iscrizione anagrafica legati a permessi di soggiorno per protezione umanitaria. 

Ad avere chiesto la convocazione, del Sindaco e del capo area, anche il leader de I coraggiosi, Fabrizio Ferrandelli, proprio «per individuare insieme le procedure amministrative e le iniziative giuridiche e politiche da intraprendere affinché nessun diritto umano e civile possa essere leso nella nostra città" ha detto il consigliere comunale che ha aggiunto:«Pertanto ritengo che il nostro contributo politico, in Consiglio Comunale, possa essere determinante anche nella produzione di atti deliberativi e di indirizzo amministrativo che non scarichino responsabilità su terzi ma che, invece, individuino percorsi comuni e non «solitari e fragili» a rafforzamento degli uffici affinché venga pienamente attuata la posizione di chi sta dalla parte di chi si batte per l’accoglienza, l’integrazione e per il pieno rispetto dei trattati internazionali e della carta universale dei diritti umani».

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