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L'hashtag #Orlando ora è trend topic su Twitter
Salvini: «Per sindaci come lui è finita la pacchia»

A 71 anni il primo cittadino si ritrova in cima alla classifica del social, dopo la decisione di sospendere l'applicazione del decreto sicurezza. In diretta Facebook il ministro degli Interni torna ad attaccarlo: «Vigilerò che non metta immigrati nelle ville confiscati»

Andrea Turco

La decisione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando di sospendere l'applicazione del decreto sicurezza è solo l'ennesima puntata dello scontro in atto tra il primo cittadino e il ministro degli Interni Matteo SalviniA dare manforte a Orlando interviene ora anche il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché: un assist che negli ultimi tempi non sorprende e che crea un possibile fronte comune contro la Lega in Sicilia, partendo dal tema dei diritti umani. 

«La presa di posizione di Orlando - scrive Micciché - di fronte all'applicazione del decreto sicurezza pone la politica tutta di fronte ad un dibattito che è divenuto assolutamente necessario. Proporrò al Parlamento siciliano una giornata di dibattito sull'argomento. Nel frattempo ho già provveduto a sentire il presidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, per l’istituzione di una subcomissione sul fenomeno migratorio e sulla legislazione attinente». Un appello subito raccolto da Fava, che parla di «un segnale importante e atteso. Gli abbiamo già chiesto, con una lettera, di convocare al più presto l'Ars per discutere di un tema che chiama in causa la Sicilia e le sue istituzioni per ragioni storiche, geografiche, politiche e per il ruolo di ponte culturale e civile nel Mediterraneo. Anche la Commissione farà la propria parte: ne parleremo alla ripresa dei nostri lavori l'8 gennaio».

Intanto l'hashtag #Orlando è balzato in testa alla classifica dei trend topics del momento su Twitter. Chissà se a 71 anni  l'eterno sinnaco si aspettava un successo simile. Tantissime le reazioni alla decisione del primo cittadino di Palermo. Da chi parla di «coraggio» e si dice «orgoglioso di essere palermitano», a chi addirittura cita Martin Luther King: «Si ha la responsabilità morale di disobbedire a leggi ingiuste». Qualcuno risponde anche all'attacco di Salvini riprendendo proprio le parole del ministro: «"Coi problemi che ci sono pensa a fare disobbedienza". Detto da uno che pensa a mangiare Nutella». E non mancano anche le reazioni critiche: da chi fa notare l'emergenza rifiuti imperante in città a chi è ancora più severo: «Un sindaco deve obbedire alle leggi dello Stato - scrive una utente - Se non lo fa o si dimette o deve essere arrestato».

Dai partiti poi non mancano le prese di posizione. Scontato l'appoggio di Sinistra Comune, che si rivolge poi direttamente a Salvini. «Il ministro degli Interni, se veramente ha a cuore il bene dei palermitani come ha pubblicamente affermato - scrive il coordinamento di Sc - cancelli l'articolo 5 del Decreto Lupi che impedisce a migliaia di nostri concittadini l'ottenimento della residenza». E altrettanto ovvio l'attacco al primo cittadino da parte della Lega. «Orlando strumentalizza la questione dei migranti e della sicurezza - afferma il deputato leghista all'Ars Tony Rizzotto - solo con l'obiettivo di distogliere l'attenzione dai problemi della città che non riesce e non sa risolvere. Mentre Palermo vive la peggiore emergenza rifiuti degli ultimi anni, il sindaco non ha niente di meglio da fare che disporre la violazione della legge nazionale da parte degli uffici. Una vergogna che richiede un intervento sanzionatorio, se non la decadenza del sindaco».

Intanto Salvini si difende da sè. E lo fa attaccando direttamente Orlando in una delle tante dirette Facebook a cui il ministro ci ha abituato. «Sarò il prima possibile a Palermo - afferma il segretario della Lega - dove ci sono tre ville sequestrate ai mafiosi che verranno restituite ai cittadini. Vigilerò che in queste ville il prode sindaco di Palermo non ci piazzi degli immigrati senza diritti o senza averne titolo. È finita la pacchia - torna a dire il ministro - E se qualche sindaco rimpiange quei bei tempi andati se ne faccia una ragione, ha trovato il governo sbagliato e ha trovato il ministro sbagliato».

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