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Depistaggio Borsellino, parla il ministro Bonafede
«Presto ci sarà ampliamento di organico mai visto»

L'esponente del governo Conte oggi in città. A margine del convegno Costruire il futuro della convenzione di Palermo ha parlato anche della prescrizione: «Per come era applicata in Italia rappresentava una vergogna unica al mondo»

Gaetano Càfici

«Dissento dalle opinioni sulla prescrizione e ribadisco che lo slittamento a gennaio 2020 dell’entrata in vigore della norma si è reso necessario proprio per fare la riforma del processo penale, che stiamo scrivendo». Ad affermarlo, questa mattina, a Palermo, è stato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a margine del convegno Costruire il futuro della convenzione di Palermo sulla vicenda relativa al depistaggio sulla strage di via D'Amelio in cui morì il giudice Paolo Borsellino. «I cittadini hanno diritto alla verità - ha affermato l'esponente pentastellato del governo - Io non posso intervenire su fatti che sono ancora oggetto di indagine, ma posso dire che il ministero monitorerà gli esiti dei processi che si occupano di fare chiarezza su episodi gravi come la strage di via D'Amelio e che se verranno ravvisate lacune nell'azione giudiziaria, interverremo anche con procedimenti disciplinari».

«La scorsa settimana  - ha detto ancora il ministro della Giustizia - c'è stato un incontro con il ministro Bongiorno, esperta in materia. Ci stiamo confrontando. Sono d’accordo che la riforma della prescrizione vada accompagnata alla riforma del processo penale. Ed è proprio questo che stiamo facendo. La prescrizione per come era applicata in Italia rappresentava una vergogna unica al mondo». Il ministro ha anche annunciato che «presto, grazie alla manovra, porterò avanti un ampliamento di organico, di magistrati e di cancellieri, che non si è mai visto nella storia della Repubblica».

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