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Verso Palermo-Livorno, Mutti avvisa i rosa
«I toscani stanno recuperando autostima»

Il tecnico ha guidato per due volte i rosa e più recentemente ha allenato i toscani: «Sarà un testacoda e la squadra di Stellone parte favorita, ma le partite poi bisogna giocarle e vincerle». Sulla corsa alla serie A: «Il Palermo può essere la candidata numero uno»

Luca Di Noto

«Il Palermo parte sicuramente favorito, soprattutto in virtù di quello che sta facendo, ma le partite non sono mai facili e bisogna vincerle in campo». Doppio ex per aver guidato entrambe le squadre dalla panchina, mister Bortolo Mutti presenta così a MeridioNews la sfida di oggi al Barbera tra Palermo e Livorno, valevole per la 16esima giornata del campionato di serie B. La sfida mette di fronte la prima della classe contro l’ultima in classifica: «Sarà effettivamente un testacoda. Comunque mi aspetto una bella sfida anche perché il Livorno è reduce dalla bella vittoria contro il Foggia ed è una squadra che sta recuperando autostima e voglia di battersi. Dall’altra parte il Palermo è sicuro delle sue capacità e delle sue risorse. In serie B però si sa, a volte i valori si appiattiscono se manca la determinazione giusta». Con mister Stellone in panchina, finora, soltanto risultati positivi, tanto che i rosa hanno accumulato un discreto margine su avversarie come Verona e Benevento. E il Palermo, da molti, è indicato come la favorita numero uno per la promozione in serie A: «Sono d’accordo – prosegue Mutti – perché questa squadra sta dimostrando grande personalità e continuità, cose che Verona e Benevento hanno perso per strada. È pur vero che però gli scaligeri hanno vinto in Campania, mentre i giallorossi stanno faticando. Il Palermo ha un organico tale da poter essere protagonista assoluta del campionato di serie B».

Proprio sul tecnico romano che siede sulla panchina rosanero si sofferma l’allenatore nativo di Trescore Balneario, località del bergamasco: «Il lavoro del mister è fondamentale. Con il cambio di allenatore si è avuto un cambio di risultati, personalità ed espressione di gioco. La mano dell’allenatore è significativa, senza togliere nulla a chi lo ha preceduto. Stellone sta portando avanti il suo credo calcistico pur in una squadra che partiva con i favori del pronostico. Ma se questi non sai farli rispettare, rischi di perderli per strada». La sfida tra rosanero e amaranto sarà anche l’occasione per vedere, uno di fronte all'altro, Stellone e Breda, due tecnici che conoscono bene la categoria: «Stellone non è più tanto giovane (ride, ndr), anche lui ha ormai diverse esperienze alle spalle. Lui e Breda hanno avuto dei momenti buoni e di difficoltà come tutti gli allenatori. Sono comunque due ottimi tecnici. Breda deve fare un miracolo a Livorno perché al momento credo ci siano squadre più attrezzate per salvarsi. Anche Stellone dovrà fare un grande lavoro, nonostante la grande squadra di cui dispone». Una delle capacità che Mutti riconosce al tecnico rosanero è quella di saper fare un turnover efficiente e di rendere tutti protagonisti: «Coinvolgere tutto il gruppo è importante, perché in questo modo fai sentire tutti partecipi non solo quando ci sono situazioni di emergenza. Questa capacità di fare delle buone rotazioni ti ripaga, perché poi i ragazzi si sentono partecipi e hanno possibilità di giocare di frequente. Quando invece sei un po’ escluso, ti senti in difficoltà e magari ne puoi risentire in campo. Credo che da questo punto di vista, Stellone stia facendo benissimo». Una battuta anche sul pubblico, negli ultimi anni definibile come il grande assente al Barbera: «Spero che ritorni il pubblico delle grandi occasioni, anche perché lo stadio e i tifosi possono trascinare questa squadra verso il raggiungimento dell’obiettivo».

Capitolo ricordi. Mutti si sofferma con piacere a parlare della sua doppia esperienza siciliana: «A Palermo sono state due annate molto belle. Sono arrivato in B che i rosa erano una neopromossa, facendo un campionato importante, raggiungendo la metà della classifica. In serie A invece ho sostituito Mangia e abbiamo fatto un girone di ritorno molto positivo. Per me sono stati due anni molto prolifici. Palermo è una città che ti ammalia e che ti coinvolge, posso solo ricordarla positivamente». Meno ricordi positivi sono invece quelli evocati dalla sua esperienza toscana: «Livorno è stata una situazione un po’ più tribolata. In società Spinelli era un po’ più in confusione e c’erano delle situazioni non chiare per cui abbiamo sofferto un po’. Per me si tratta di due esperienze molto diverse, quella in Toscana non è paragonabile a quella di Palermo». Inevitabile che si passi a parlare anche delle novità societarie, con il club che dovrebbe passare a breve da Zamparini agli inglesi, ma Mutti a tal proposito non si esprime: «Non sono riuscito a farmi un’idea (ride, ndr). Ancora non ci ho capito niente e non ho messo a fuoco la situazione. Magari – conclude mister Mutti – mi puoi dare tu qualche dettaglio …».

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