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Consiglio, passa ordine del giorno contro decreto Salvini
Il M5s si spacca, Gelarda: «Non hanno a cuore sicurezza»

Con un copione simile a quanto accaduto oggi in Senato, anche a Sala della Lapidi il gruppo di consiglieri pentastellati si spacca sul provvedimento presentato dal capogruppo di Sinistra Comune Giusto Catania: «L'attuazione del dl rischia di rendere più insicure le nostre città». Favorevole Forello: «Nella vita e in politica bisogna scegliere da che parte stare»

Antonio Mercurio

Con 14 voti favorevoli, 7 contrari e due astenuti è stato approvato oggi pomeriggio in Consiglio comunale un ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Sinistra Comune Giusto Catania, con il quale si impegna il sindaco di Palermo a chiedere al ministro dell'Interno e al governo di sospendere, in via transitoria fino alla conclusione dell'iter parlamentare. Nel testo si chiede così anche di aprire un confronto con la Città metropolitana e il Comune di Palermo e in generale con le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale decreto legge, votato oggi al Senato, sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori.

Nell'area metropolitana di Palermo, si legge nel testo approvato, risultano accolte 1700 persone di cui 700 adulti nei CAS, circa 400 fra adulti e minori inseriti nei progetti Sprar, 600 minori stranieri non accompagnati nei centri di accoglienza. Nella città di Palermo sono 300 i minori accolti nelle strutture e 84 hanno il prosieguo amministrativo disposto dal Tribunale dei Minori. Con le nuove disposizioni del Decreto Legge, moltissimi dei minori attualmente ospiti in tutta l’area metropolitana, al compimento del 18esimo anno di età rischiano di uscire dai percorsi di accoglienza e di finire in strada «È evidente - sottolinea Catania - che l’attuazione di questo decreto rischia di rendere più insicure le nostre città, per questa ragione è importante che da Palermo, città dell’accoglienza, giunga un messaggio forte al governo nazionale».

Parallelamente a quanto successo oggi al Senato tra i colleghi romani del Movimento, anche i consiglieri pentastellati a Sala della Lapidi si sono spaccati, andando al voto in maniera scomposta. Solo tre, infatti, hanno dato parere contrario, un solo astenuto, Giulia Argiroffi, mentre il capogruppo Ugo Forello ha votato a favore manifestando chiaramente il proprio dissenso anche con un post polemico su Facebook al termine del voto, nonostante la Lega sia alleato di governo: «La fiducia sul decreto Sicurezza e Immigrazione e la sua approvazione da parte del Senato è una sconfitta per il Movimento 5 stelle e per il Paese» scrive Forello, che già in passato avevo espresso perplessità sulla linea del governo giallo-verde, per il quale la legge produrrà «nuovi clandestini e la violazione dei più elementari diritti umani, e il depotenziamento dello Sprar. Nella vita e in politica, soprattutto, bisogna scegliere da che parte stare, con coerenza e determinazione - aggiunge - Niente e nessuno dovrebbe limitare il libero confronto su temi così importanti».

A stretto giro di posta, arriva il commento a caldo del consigliere della Lega Igor Gelarda: «Sono un po’ scioccato dal fatto che in Consiglio comunale è stato appena approvato un ordine del giorno in cui si chiede che il dl Sicurezza non diventi esecutivo fino a quando non sarà legge. Lo choc sta nel fatto che i consiglieri del M5s forse non hanno compreso bene il testo». E poi conclude: «Un segnale di sicurezza e di giustizia nei confronti dei cittadini questo decreto sicurezza lo ha dato. Chi è contrario, evidentemente, ha poco a cuore tanto la giustizia quanto la sicurezza dei cittadini». 

«Nel rispetto del contratto di governo nazionale il movimento 5 stelle a Palermo ha votato contro in modo convinto e responsabile - affermano Tony Randazzo, Viviana Lo Monaco e Concetta Amella - Siamo l'unico gruppo che sta facendo seria opposizione alle scelte scriteriate della gestione Orlando. Avremmo piacere di avere il gruppo della Lega a nostro fianco in questa fase difficile in consiglio comunale, ma dobbiamo prendere atto della loro poca presenza in consiglio nell'ultimo periodo anche in presenza di atti particolarmente importanti per il futuro della nostra città. Ricordiamo al consigliere Gelarda che se oggi si trova in consiglio lo deve ai voti degli elettori del Movimento che meritano rispetto come lo merita il Movimento e i suoi portavoce».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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