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Ex pip, a rischio il riassorbimento nell'incognita Resais?
«Serve legge paracadute contro conflitto Stato-Regione»

Dopo il conflitto adesso passato alla Corte costituzionale, i sindacati spingono per fare chiarezza rispetto alle modalità di transito e riassorbimento dei precari nella società partecipata. Tanti i nodi ancora da sciogliere e che domani verranno sottoposti in Commissione Bilancio. «Che tipo di contratto verrà fatto e a chi?»

Silvia Buffa

«Non si è presentato nessuno, in pratica c'erano soltanto i tecnici. Ma confidiamo nell'incontro di domani». A raccontarlo è Giovanni Tarantino, sindacalista di Asud, l'associazione sindacale unità democratica in prima linea nella vicenda che riguarda gli ex pip e il loro eventuale transito all'interno della Resais, la società partecipata della Regione. Un passaggio, quello previsto dall'ultima Finanziaria e dall'art.68 che, però, lascia aperti ancora numerosi interrogativi rispetto all'eventuale riassorbimento dei precari. Soprattutto da quando proprio l'art.68 è stato impugnato dal governo nazionale e si aspetta adesso la sentenza della Corte costituzionale. La Regione, intanto, dato il conflitto sopraggiunto con la Corte costituzionale, deve applicare la legge. Succede quindi che oggi avviene la prima riunione per iniziare a colmare gli interrogativi ancora in sospeso riguardo alle effettive modalità di questo transito. 

«L'articolo dice che gli ex pip entro 60 giorni devono decidere se aderire alla Resais o se restare ex pip e prendere il sussidio - spiega Tarantino -. Un dirigente dell'assessorato oggi voleva appunto che si procedesse già in questa direzione, avviando il bando di adesione o meno per gli ex lavoratori. Come sindacati però abbiamo chiesto una procedura differente, e per questo abbiamo chiesto innanzitutto di incontrare la Resais per capire che tipologia di contratto verrà proposta alle persone». Ma a preoccupare è anche l'incognita legata proprio al conflitto Stato-Regione attualmente alla Corte costituzionale: «Abbiamo intenzione di chiedere al Parlamento una legge paracadute, in modo tale che se domani lo Stato avesse ragione e quindi la stabilizzazione non fosse più possibile da parte della Regione, allora loro procederebbero con un'alternativa senza lasciare questi lavoratori in un vulnus legislativo atroce, senza stipendio e senza contratto».

Queste le richieste principali avanzate già questa mattina dal sindacato, che però non hanno trovato l'ascolto di tutti gli interlocutori chiamati all'appello dall'assessore alla Famiglia e al Lavoro Ippolito all'assessore al Bilancio Armao. Richieste ragionate anche sulla base delle liste con i nomi di quei precari cui potrebbe essere sottoposta, appunto, la scelta Resais/sussidio. Ma persino su chi potrebbe ritrovarsi davanti a questo bivio persistono le incognite: «Anche su questo punto chiediamo maggiore chiarezza - insiste Tarantino -, specie rispetto a chi, degli ex pip, potrà effettivamente decidere se aderire o meno: potranno firmare tutti, se lo vorranno, il nuovo contratto di lavoro? E in che termini?». Domande che al momento restano in standby. Almeno fino a domani, giorno in cui è previsto un secondo incontro, questa volta in Commissione Bilancio, per discutere in maniera diretta dell'aspetta strettamente economico della vicenda. 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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