Sequestrata l’ex villa liberty Deliella, era un autolavaggio M5s: «Dopo 60 anni la legalità ha preso il sopravvento»

«Per la prima volta in 60 anni la legalità sembra avere il sopravvento sul degrado». Il commento del M5s Palermo giunge dopo la notizia di questo pomeriggio con la quale si è appreso del sequestro dell’ex villa Deliella, diventata negli anni un autolavaggio abusivo. Fino al 1959 al suo posto c’era uno dei gioielli liberty di Palermo, abbattuto in una notte con l’avallo del Comune. Fu uno degli episodi più emblematici del sacco di Palermo. Al posto della villa è poi nato un autolavaggio: conosciuto da tanti soprattutto per il parcheggio attinente. Anche per questa attività mancavano le autorizzazioni.

Il sequestro sia penale che amministrativo è stato eseguito dai nuclei tutela patrimonio artistico e di protezione ambientale della polizia municipale. A un controllo il titolare ha esibito certificazioni scadute. Non aveva neppure la cosiddetta Aua, cioè l’autorizzazione unica ambientale, indispensabile per l’autolavaggio. L’area, estesa circa 1.700 metri quadrati, si trova tra via delle Croci e via Castriota. Malgrado l’abbattimento della villa, progettata da Ernesto Basile nel 1898 e completata tra il 1907 e il 1908, nell’area è presente un fabbricato storico residuo a due piani che costituiva verosimilmente la casa del custode del vecchio edificio. I tecnici della soprintendenza ai Beni culturali hanno trovato tratti originali della cancellata in ferro battuto decorato, tratti di muratura perimetrale che presenta la rifinitura sommitale, elementi lapidei posti alla base sul lato esterno, due piloni angolari, tre ficus e due palme compatibili con l’epoca di impianto del giardino. Dentro l’area erano custoditi circa quaranta veicoli privati che saranno restituiti ai proprietari. L’abbattimento di villa Deliella venne deciso in poche ore e suscitò durissime polemiche politiche che presero di mira soprattutto l’indirizzo dell’espansione edilizia di Palermo adottato dall’assessorato comunale guidato da Vito Ciancimino. Del caso di villa Deliella si occupò anche la prima Commissione antimafia.

Esulta soprattutto il gruppo consiliare pentastellato, che aveva inoltrato lo scorso 28 novembre due richieste di accesso gli atti. «La prima – rende noto il M5s Palermo – era indirizzata agli uffici tecnici, per conoscere i documenti relativi agli eventi del 1959 e al progetto commissionato nel 1989, dall’amministrazione Orlando, all’architetto Mario Botta e rispetto alla quale, nonostante siano abbondantemente trascorsi i termini di legge per fornire le risposte, non abbiamo ricevuto alcun riscontro. La seconda richiesta è stata indirizzata allo Sportello Unico delle Attività Produttive. Si chiedeva la documentazione che autorizzi il parcheggio, che dovrebbe essere annualmente rinnovata, in deroga alla previsione urbanistica che destina l’area a “attività museale, culturale e espositiva”. Dall’analisi della documentazione ricevuta in riscontro alla nostra richiesta è emerso che l’ultima autorizzazione per il parcheggio autolavaggio scadeva a giugno del 2017 e il 7 dicembre il gruppo ha inoltrato richiesta di verifica alla polizia municipale».


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