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Tensione in città per comizio di Forza Nuova di sabato
Sciolto il giallo sul luogo ma resta nodo autorizzazioni

Dopo l'aggressione al responsabile provinciale di Fn Massimo Ursino, i centri sociali puntano alla manifestazione antifascista in piazza Verdi mentre i forzanovisti si riuniranno in piazza Crispi. Intanto Potere al Popolo chiede a prefettura, questura e Comune di vietare all'estrema destra la concessione degli spazi pubblici

Andrea Turco

Le bacheche Facebook sono piene di appelli alla manifestazione antifascista che si terrà sabato pomeriggio dalle ore 16 a piazza Verdi, per impedire al leader di Forza Nuova Roberto Fiore di tenere il proprio comizio. I forzanovisti si riuniranno a piazza Crispi, come indicato dai divieti di sosta nelle vie limitrofe posti dalla polizia municipale. In città però l'aria è più pesante dopo il pestaggio di Massimo Ursino, responsabile provinciale di Fn e noto picchiatore, avvenuto lo scorso 20 febbraio nella centralissima via Dante. Sotto accusa ci sono i centri sociali palermitani, che hanno scelto di non abbassare i toni nonostante due di loro - Carlo Mancuso e Gianmarco Codraro - si trovino in questo momento in carcere con la gravissima accusa di tentato omicidio

I due ragazzi al momento non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Saranno interrogati oggi alle 09 e 30 per l'udienza di convalida davanti al gip Roberto Riggio. «Quella di sabato sarà la più grande manifestazione antifascista che la città ricordi» rilanciava, nel giorno del fermo, il portavoce Giorgio Martinico. Dopo l'azione di martedì, che ha creato scalpore anche a livello nazionale, in tanti a Palermo sottolineano che l'antifascismo non è sinonimo di violenza, e che le modalità dell'aggressione a Ursino sembrano richiamare proprio il tanto deprecato fascismo. 

E il rischio che il fronte antifascista si spacchi esiste. Mentre è facile prevedere che il dispiegamento di forze dell'ordine sarà considerevole. «Nessuno prenda a pretesto gli accadimenti di questi giorni per tirarsi indietro opportunisticamente - scrive Pietro Milazzo, noto attivista palermitano e candidato al collegio uninominale di Palermo Sud -. Hanno tentato di uccidere l'altra sera a Perugia due attivisti di Potere al popolo usando coltelli e spranghe. Non possiamo accettare che organizzazioni fasciste e criminali che legittimano l'uso delle armi e della violenza omicida abbiano diritto di cittadinanza».

Proprio il movimento di sinistra di Potere al Popolo, che si candida alle elezioni nazionali del prossimo 4 marzo, nei giorni scorsi ha chiesto a questura, prefettura e giunta comunale di impedire lo svolgimento del corteo di Fiore. «Il questore Cortese ci ha detto che non ha ricevuto finora alcuna richiesta da parte dei fascisti di Forza Nuova - dice Angelo Candiloro, portavoce palermitano -. E ci ha poi ricordato, ma questo noi lo sapevamo già, che la richiesta di spazi pubblici in campagna elettorale si fa al Comune. In serata invece ci ha ricevuto il vicario del prefetto e anche qui abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni in merito all'inasprimento del clima dopo i fatti di martedì. Lui ci ha fatto un discorso sulla libertà d'opinione, noi abbiamo ribadito che il fascismo non è un opinione»

Ieri pomeriggio intanto in un comunicato della polizia municipale si indica che giorno 24 è prevista una non meglio precisata «manifestazione politica a piazza Francesco Crispi». A soffiare sul fuoco della tensione ci si mette anche l'altra organizzazione neofascista, Casapound, che finora è rimasta in silenzio sull'aggressione al camerata di Fn. Limitandosi, a parecchie ore di distanza, a ricondividere una insolita presa di posizione moderata del leader Simone Di Stefano. Proprio sabato alle ore 17 e 30 CasaPound presenterà il programma elettorale presso la sede cittadina di cortile Barcellona, non molto distante dal luogo dove Ursino è stato malmenato. 

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