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Servizi disabili, protesta Cobas. Arriva la polizia
«Denunciateci tutti, le nostre ragioni legittime»

Questa mattina si dovevano svolgere i lavori della commissione per l'esame delle offerte delle cooperative, ma un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione a palazzo Belvedere. Il presidio si è poi spostato al Comune. Il segretario generale della Città Metropolitana Currao: «Impedito di fatto il prosieguo dei lavori»

Manlio Melluso

Protesta e interruzione dei lavori della commissione che si sta occupando della gara d'appalto per l'assegnazione alle cooperative dei servizi igienico sanitari rivolti agli studenti disabili della Città metropolitana di Palermo. Questa mattina si dovevano svolgere, infatti, i lavori della commissione, ma un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione a palazzo Belvedere, ha superato il portone ed è entrato fin dentro l'ufficio. Sono intervenuti agenti della polizia e della Digos, prendendo poi i dati anagrafici dei partecipanti alla manifestazione. 

A spiegare a MeridioNews le ragioni della protesta è Donatella Anello della Slai Cobas: «Questa gara è illegittima - dice - perché questo bando toglie una parte delle figure specializzate che hanno la qualifica, che lavorano lì da 20 anni e che sono formati per questo. Vengono inseriti illegittimamente i collaboratori scolastici delle scuole: si tratta di assistenza specializzata ai ragazzi disabili gravi». 

Un'altra questione riguarda le cifre in organico necessarie all'espletamento del servizio «L''Ufficio scolastico regionale a seguito di una ricognizione delle scuole di Palermo e provincia ha comunicato dei dati sia alla Città metropolitana che all'Assessorato regionale alla Famiglia - dice ancora Anello - Nelle scuole superiori cittadine e in provincia l'Usr stabilisce che il fabbisogno è di 186 assistenti. Questi dati sono stati mandati sia alla Città metropolitana che alla Regione. La prima però - dice ancora Anello - sta continuando con questa gara, e non ha esteso il bando». Intanto, riferisce la sindacalista, le famiglie non mandano a scuola i ragazzi perché non ci sono gli assistenti formati. E sui documenti raccolti dalla polizia dice: «Possono denunciarci tutti, le nostre ragioni sono legittime».

Sulla protesta di oggi è intervenuto il segretario generale della Città Metropolitana Salvatore Currao: «Questa mattina alcuni rappresentanti dei Cobas hanno tentato di forzare il portone di ingresso di Palazzo Belvedere di via Bosco, sede della direzione contratti e appalti della Città Metropolitana di Palermo - è il resoconto del dirigente - spingendosi fino all'interno dell'ufficio e impedendo di fatto il prosieguo dei lavori da parte della commissione di gara che stava esaminando le offerte per l'affidamento del Servizio Igienico Sanitario per gli studenti con disabilità. Sono state prontamente informate le forze dell'ordine - riferisce Currao - per consentire la prosecuzione dell'attività, senza la quale non potrà essere affidato il servizio alla cooperativa che si aggiudicherà la gara, creando così uno slittamento dei tempi di attivazione  e soprattutto arrecando gravi disagi agli studenti e alle loro famiglie». 

Dalla Città Metropolitana, intanto, spiegano che in tutta Italia il servizio igienico sanitario viene svolto dal personale Ata formato, fuorché in Sicilia, ma è un'anomalia che è all'ultimo anno. «Poiché dobbiamo entrare nel regime ministeriale - dicono dall'Ente - per quest'anno si è fatto una cosa a metà, con una richiesta alle scuole per capire quali fossero gli istituti che avessero avuto il personale già formato in servizio. A quelli che avrebbero risposto si sarebbe fatto svolgere questo servizio, negli altri istituti il servizio si sarebbe fatto svolgere alle cooperative». Su 52 istituti superiori - tanti sono quelli che dipendono dalla Città Metropolitana - 26 hanno detto che avevano il personale formato «per poi dire, in corso d'opera, che non c'era più», è la versione della Città Metropolitana.  

Dopo l'episodio di Palazzo Belvedere, nel pomeriggio la protesta si è spostata a piazza Pretoria. «Siamo arrivati per chiedere conto e ragione a Orlando», dice Anello. La situazione, però, si è infiammata: «I vigili hanno chiuso il portone, si è creata confusione con una lavoratrice che si è sentita male - riferisce Anello - A quel punto è venuto il 118. A seguito di questo episodio abbiamo incontrato il segretario particolare di Orlando, Diego Bellia, che ci ha riferito di avere parlato con il dottore Currao e ci ha riportato che ci sarebbe l'intenzione di ampliare il bacino, ma ci dicono che è un problema di risorse. Noi - dice ancora la snndacalista - abbiamo notizie diverse dall'Assessorato regionale alla Famiglia, che ci  ha detto che i soldi ci sono». 

Prevista per domani una nuova manifestazione a Palazzo Comitini, dalle 10 fino a sera. Alle 11 una delegazione si separerà per partecipare a un incontro con Bellia. Alle 15 ci sarà un'assemblea davanti a Palazzo Comitini, sede della città Metropolitana. «Saremo in presidio permanente», chiosa Donatella Anello.  

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