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Brancaccio, volontari salvano le case degli indigenti
«Alcune famiglie vivono così ai limiti della decenza» 

Il colosso francese Leroy Merlin, esperto nell’edilizia e nel fai da te, si occuperà della manodopera, mentre il Centro di accoglienza Padre Nostro acquisterà i materiali necessari per le ristrutturazioni. «Alcune sono malmesse, con i tetti pericolanti e hanno così tanta umidità che chi ci abita rischia infezioni polmonari»

Silvia Buffa

Foto di: Centro Padre nostro

Foto di: Centro Padre nostro

Qualcuno ha problemi di muffa e umidità, qualcun altro molto peggio e si ritrova con i tetti a rischio crollo. Sono tante le case che avrebbero bisogno di una ristrutturazione a Brancaccio, ma sono poche le famiglie che possono permetterselo. Ecco perché il Centro di accoglienza Padre Nostro, fondato dal beato Puglisi, ha pensato a un rimedio con il progetto Agorà dell’abitare: «Leroy Merlin mette la manodopera, mentre noi del Centro acquistiamo i materiali per la ristrutturazione delle case per renderle più vivibili», racconta a MeridioNews Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro. «Ci sono famiglie che non hanno le condizioni economiche necessarie per rifarsi un bagno o una cucina, malgrado ce ne sia una forte esigenza - spiega - Alcuni hanno così tanta umidità che chi ci abita rischia addirittura infezioni polmonari. Quindi interveniamo noi per dargli la possibilità di sistemare le loro abitazioni».

Destinatarie del progetto sono le famiglie più indigenti di Brancaccio, non esiste quindi una vera e propria selezione: «Quando prepariamo le schede relative alle famiglie del quartiere facciamo anche delle visite domiciliari, per conoscerle e per renderci conto da vicino delle loro condizioni e capire in cosa possiamo renderci utili», continua Artale, che aggiunge: «Ci sono famiglie con bambini che vivono in condizioni veramente ai limiti della decenza, ed è proprio in questi casi che interveniamo noi». E le reazioni, finora, sono state delle migliori. Il progetto, infatti, partito l’anno scorso a ottobre è stato accolto con entusiasmo. «Le famiglie sono molto contente, la maggior parte di queste si rivolgono al Centro proprio per ricevere degli aiuti, e noi cerchiamo di capire i loro reali bisogni e il modo in cui potere rispondere».

Proprio questa mattina verrà riconsegnata la casa alla seconda famiglia coinvolta nel progetto. E già si pensa alla terza abitazione sulla quale intervenire. Cinque in tutto saranno le case che verranno rimesse a posto nell’arco di quest’anno. «In questo secondo caso siamo intervenuti in più stanze, dalla cucina alla camera da letto dove è addirittura crollato il tetto sul letto - dice Artale - A breve cominceremo i lavori in un’altra abitazione». Oltre a questo progetto, il Centro si fregia di altre simili iniziative tutte volte ad arginare i disagi del quartiere: «Abbiamo anche messo a disposizione della gente il cosiddetto Emporio Fai da noi, un vero e proprio emporio della legalità», racconta ancora il presidente. Sono in molti, infatti, nella zona ad aver dato prova di possedere una buona manualità o di essere portati per il fai da te e i lavoretti domestici, ma in pochi hanno la possibilità di acquistare il materiale necessario per realizzare qualcosa.

Ed è qui che interviene, ancora, il Centro Padre Nostro: «Dal trapano alla scala al flex: noi li prestiamo alle famiglie per fare in modo che possano mettersi all’opera anche da soli, e una volta terminato il lavoro ci restituiscono tutto». In alcuni casi, addirittura, qualcosa viene anche regalato: «Leroy Merlin e un circuito a cui hanno aderito anche altri imprenditori ci forniscono i materiali residui rimasti invenduti: lampade, guarnizioni, tubi, rubinetti, che noi regaliamo a chi ne ha più bisogno - conclude Artale - Sono tutte esperienze bellissime, che ci avvicinano sempre più alla gente e ci fa essere utili in qualche modo ai loro problemi».

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