Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Palermo

Caso Mered, in aula il superpentito Atta
«Non lo conosco, non è lui il trafficante»

Tribunale blindato per l'arrivo in aula del primo collaboratore di giustizia eritreo a denunciare il traffico di esseri umani, un ex capo dell'organizzazione che non ha però riconosciuto nell'uomo in carcere il pericoloso boss della tratta Yedhego Medhanie Mered

Silvia Buffa

«Non l'ho mai visto in vita mia». Ne è sicuro Atta Wehabrebi Nuredin, il primo collaboratore di giustizia nella storia del traffico di migranti, che oggi in aula non ha riconosciuto il detenuto accusato di essere il boss della tratta di esseri umani Yedhego Medhanie Mered. Il collaboratore, condannato in via non definitiva per lo stesso reato, ha prima guardato una foto dell'imputato e subito dopo, spostando la tenda che ne nascondeva l'aspetto, ha potuto guardarlo anche dal vivo durante l'udienza. Ma la risposta resta la stessa: «Non lo conosco e non è la persona di cui stiamo parlando». Crede, però, di poter ricollegare l'uomo detenuto al Pagliarelli a un amico conosciuto in un centro accoglienza di Agrigento, che sarebbe tornato in Sudan nel 2013 per un matrimonio combinato: «Questo ragazzo era in una foto di quel matrimonio del mio amico, io l'ho vista su Facebook», sembra ricordare il collaboratore.

Ma ad Atta vengono mostrate anche altre foto nel corso dell'udienza, una in particolare, è la numero 12 del fascicolo depositato dalla Procura: il collaboratore insiste nel dire che l'uomo ritratto è Abdega Asghedom, un altro noto boss della tratta conosciuto nel febbraio del 2014 in un internet point di Catania. Un incontro solo, uno scambio breve di battute e poi basta. Non si incontreranno più Atta e Asghedom. Il collaboratore è certo di questo ricordo. Del boss Mered, invece, non ha molte informazioni e racconta di conoscerne il nome per la notorietà acquisita nell'ambito del traffico di esseri umani, ma di non averlo mai visto di persona: «Non l'ho mai fisicamente incontrato - dice Atta - Non posso dire se quello che si è presentato nel febbraio 2014 come Abdega Asghedom possa avere anche altri nomi, incluso questo. Ribadisco che io lo conosco solo così».

Durante l'udienza con Atta si parla anche di quanto emerso con le operazioni Glauco 1 e 2, partendo dal suo ingresso nell'organizzazione criminale: «Sono di Asmara, ma me ne sono andato a 13 anni - inizia il suo racconto - Sono stato prima in Sudan e infine a Tripoli». Qui rimane dal '98 al 2007. Una parentesi breve,  il discorso si approfondisce subito: «L'organizzazione dei trafficanti sfrutta alcuni magazzini nelle campagne, dove tiene i migranti che vogliono imbarcarsi - continua il collaboratore - Il mio ruolo era quello di intermediario fra i prigionieri e i trafficanti con cui lavoravo a stretto contatto. Le persone venivano controllate con le armi, mentre con delle scope venivano bastonati tutti i giorni e spruzzati con un tubo d'acqua per mantenere il silenzio». Atta conferma altri elementi ormai tristemente noti: se il migrante di turno non aveva la cifra richiesta, il suo sbarco dalle coste libiche veniva ritardato fino a che i soldi non saltavano fuori.

L'unica possibilità era rivolgersi ai familiari, nella speranza che questi riuscissero a mettere insieme la cifra richiesta. E se i parenti si trovavano in qualche località dell'Europa, era possibile prendere accordi direttamente con i referenti dell'organizzazione criminale presenti sul luogo: Monaco, Parigi, Oslo, Stoccolma, Amsterdam. C'è anche l'Italia, il cui referente è stato proprio Atta, fino al momento del suo arresto. Ma per chi non riusciva a mettere insieme la somma necessaria o non aveva alcun familiare a cui rivolgersi, il destino era segnato: «Restavano nei capannoni stipati nella zona del Sinai- dice - Venivano uccisi e i loro organi venduti». Il collaboratore, che ha iniziato a parlare con gli inquirenti nell'aprile del 2015 a nove mesi dall'arresto, racconta tutto quello che sa sui trafficanti con cui ha avuto direttamente a che fare: «Ho deciso di collaborare perché ho visto troppi morti e troppa sofferenza - conclude Atta - Hanno anche isolato e minacciato la mia famiglia, che adesso si trova in Italia sotto protezione». il processo proseguirà con l'udienza di fine gennaio.

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

Elezioni Politiche 2018

Il 4 marzo si vota per il rinnovo di Camera e Senato. In Sicilia possibile testa a testa tra centrodestra e M5s

Elezioni regionali 2017

Un gioco di incastri traballante: senza alleanze e candidature certe, a due mesi dal voto. La possibilità è che la campagna elettorale abbia gli stessi protagonisti di cinque anni fa: Giancarlo Cancelleri (M5s), unico candidato certo; l'uscente Rosario Crocetta, Nello Musumeci e forse anche Claudio ...

Elezioni comunali 2017 in Sicilia

Si vota l'11 giugno 2017 in 132 Comuni in tutta l'Isola, che dovranno eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Tra le sfide più importanti Palermo e Trapani. Nel Messinese occhi puntati su Cesarò e Lipari, nell'Agrigentino su Sciacca, nel Catanese su Paternò e ...

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews