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Punto nascita, i sindaci in Prefettura
De Miro: «Serve un tavolo di dialogo»

Amministratori e cittadini da tutte le Madonie sono arrivati con oltre cento auto per una protesta definita da loro stessi al di sopra di ogni partito e di ogni convinzione. Il primo cittadino di Petralia Sottana: «Chiediamo la riapertura, ma in sicurezza. Nessun rimpallo, ognuno si assuma le proprie responsabilità». Positiva la risposta della prefetta

Gabriele Ruggieri

Le Madonie si muovono per il punto nascite. La prima auto a giungere di fronte ai cancelli della Prefettura è stata un mezzo della polizia municipale da cui sventolava un tricolore, poi sono sfilate le oltre cento auto del corteo con sindaci, amministratori, sindacalisti e anche semplici cittadini e c'è anche chi, come il Comune di Bompietro, ha messo a disposizione un pulmino. I gonfaloni dei paesi madoniti sono stati esposti in fila lungo l'inferriata del palazzo di via Cavour, a Palermo, in attesa dell'incontro con la prefetta De Miro, che all'alba del suo mandato nel capoluogo, deve già affrontare una situazione delicata come quella della chiusura del punto nascite situato presso l'ospedale di Petralia. 

«Siamo qui per rivendicare un diritto - Dice Santo Inguaggiato, sindaco di Petralia Sottana, circondato dai colleghi dei paesi limitrofi - Abitiamo a mille metri di altitudine e ci sono grosse difficoltà di collegamento, soprattutto d'inverno, quando c'è la neve ed è complicatissimo raggiungere i presidi ai quali siamo stati assegnati. Qualche giorno fa - racconta - una donna pronta per il parto è stata trasferita a Termini Imerese. L'ambulanza in condizioni climatiche ottimali ha impiegato un'ora e mezza. Se ci fosse stata la neve quella donna avrebbe avuto serie difficoltà. Noi siamo qui per evitare l'irreparabile, che può sempre accadare». 

Ma è proprio la sicurezza una delle principali ragioni che hanno portato il Ministero a disporre la chiusura delle sale parto in diversi ospedali di provincia. Un problema che, stando alle parole del primo cittadino madonita, non riguarda la struttura petralese. «Noi chiediamo la riapertura del punto nascita - continua Inguaggiato - ma in sicurezza. In questo senso l'ospedale di Petralia ha le dotazioni necessarie, occorre soltanto potenziare gli organici. Disponiamo anche di una sala operatoria dedicata, cosa che manca agli altri presidi a cui è stata concessa la deroga». 

«Ringrazio la prefetta per la tempestività con cui ha accolto la nostra richiesta di incontro - conclude il sindaco - A lei chiediamo di istituire in tavolo tecnico con il Ministero, l'Assessorato l'Azienda sanitaria provinciale e i sindaci. Vogliamo evitare il rimpallo di responsabilità, desideriamo che ognuno si assuma le proprie e che si faccia, insieme, il possibile per riaprire il nostro punto nascite». 

Positiva la risposta della prefetta: «Ho ascoltato con grande attenzione i sindaci e i parlamentari e ho assicurato loro il mio impegno per promuovere un tavolo di dialogo con gli altri livelli istituzionali per arrivare a un possibile superamento degli aspetti di criticità manifestati».

Il clima è disteso e nonostante la partecipazione massiccia al corteo i manifestanti sono attenti a non arrecare disturbi al traffico cittadino, ma non mancano le polemiche. Bersaglio delle critiche accese di un cittadino è stato il deputato regionale Ncd, Pietro Alongi, accorso, insieme a diversi altri colleghi, a supporto dell'iniziativa e preso di mira in quanto compagno di partito della ministra Lorenzin. Polemiche subito sopite da altri manifestanti, che hanno fatto notare la natura apolitica della protesta. 

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