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Strisce blu, dossier Idv a Procura e Corte conti
«Ad Apcoa ricavi per 300 mln di euro in 90 anni»

Il gruppo Italia dei Valori al Consiglio comunale ha presentato un esposto. Chiede alla magistratura contabile e a quella ordinaria di idividuare «eventuali illeciti e relative responsabilità». Ripartirà anche la raccolta firme per l'abolizione. «A fronte di ingenti ricavi, l'investimento per l'azienda è di 15 milioni. Dopo tutte le verifiche e le consulenze necessarie bisogna lavorare per una rescissione o rivisitazione del contratto»

Trecento milioni in 90 anni. Italia dei Valori fa i conti in tasca ad Apcoa, la società mantovana che gestisce circa 2.700 posti auto in città. E chiede alla magistratura contabile e a quella ordinaria, con un esposto presentato venerdì scorso alla Procura e alla Corte dei Conti, di fare luce sulla gestione delle strisce blu a Palermo, individuando «eventuali illeciti e relative responsabilità». L’affidamento ad Apcoa Parking Italia spa risale al 2006. Un affare milionario, ma per i consiglieri di Idv decisamente «antieconomico» per Comune e cittadini. Da qui la decisione di ricorrere ai giudici e di chiedere al Comune la rescissione anticipata, o quanto meno la revisione, del contratto con la società, che per 90 anni gestirà gli stalli in città.

«La costruzione del parcheggio del Tribunale e l’affidamento a privati delle strisce blu a Palermo sono stati una beffa tutta a danno dei palermitani» hanno detto i consiglieri comunali di Idv, Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile. In sostanza il Comune ha assegnato all’azienda gli stalli a fronte della realizzazione del parcheggio del Tribunale, costato appena 15 milioni di euro. I due consiglieri puntano il dito soprattutto sulla durata della concessione: 90 anni. «Credo sia uno dei pochi casi di project financing affidato a un privato per tutto questo tempo – denuncia Caracausi -, perché normalmente i termini variano dai 20 ai 30 anni. Dai nostri calcoli, prudenziali, loro incasseranno circa di 300 milioni di euro».

Ma nell’esposto Italia dei valori contesta anche altri due punti. Innanzitutto il fatto che la concessione sia stata accordata con una delibera della Giunta comunale e non del Consiglio, «violando la legge». In secondo luogo, l'operazione di lease back di 10 milioni di euro, fatta nel 2009 dalla Panormus 2000, «mai stata autorizzata o anche solo comunicata al Comune e che determina – denunciano Occhipinti e Caracausi – un’alterazione del piano finanziario del progetto».

Già nel febbraio 2014 Idv aveva presentato un dossier al sindaco Leoluca Orlando, chiedendo di fare luce su «una vicenda oscura, ma dopo oltre un anno questa amministrazione non ha fatto ancora abbastanza. Ecco perché ci rivolgiamo all’autorità giudiziaria e contabile». Caracausi ed Occhipinti non hanno dubbi. Il contratto poteva e può essere rivisto, «diminuendo gli stalli o la durata, o addirittura rescisso unilateralmente, o in alternativa era possibile ricorrere a un arbitrato per ridiscutere durata e termini economici della convenzione».

Oltre all'esposto i consiglieri di Idv riprenderanno la raccolta firme già iniziata qualche tempo fa per abolire queste strisce blu ed il pagamento del parcheggio che grava sulle tasche dei cittadini palermitani. «In poche ore - continua Caracausi - durante la nostra raccolta firme eravamo arrivati a più di 600 cittadini che con la propria firma erano contrari al servizio offerto dall’Apcoa». Per Idv l'Amat avrebbe «potuto godere di questi ingenti flussi finanziari annui con grande sollievo per le casse comunali e dei palermitani». La richiesta del Comune di avere indietro 1,3 milioni di extragettito è «il frutto delle nostre pressioni, ma non è abbastanza. I palermitani non possono più attendere, serve un atto di coraggio nell’interesse della città».

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