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Formazione/ Sui prepensionamenti nuova presa in giro del Governo Crocetta

Numeri che non rispondono alla realta’ e che confermano l’estrema confusione sul settore del governatore. Un diritto che non si capisce chi potra’ far valere. Tanto per cambiare e’ caos

Giuseppe Messina

NUMERI CHE NON RISPONDONO ALLA REALTA’ E CHE CONFERMANO L’ESTREMA CONFUSIONE SUL SETTORE DEL GOVERNATORE. UN DIRITTO CHE NON SI CAPISCE CHI POTRA’ FAR VALERE. TANTO PER CAMBIARE E’ CAOS

Per garantire l’accesso alla quiescenza anticipata ed incentivata in favore di 1400 lavoratori della Formazione professionale occorrono almeno 120 milioni di euro e non 35 come ha annunciato più volte negli ultimi due giorni il presidente della Regione, Rosario Crocetta. I conti non tornano e la confusione, invece, aumenta.

Con 45 milioni di euro, la cifra che era stata individuata dal precedente Governo regionale dell’allora presidente Raffaele Lombardo, si potevano avviare al pensionamento anticipato circa 400 unità che, per un periodo di circa quattro anni di debito maturato dai beneficiari nei confronti dell’Inps, sarebbero costati, all’anno e cadauno, circa 125 mila euro per un totale di circa 48 milioni di euro.

Purtroppo per il presidente della Regione, Rosario Crocetta, i conti che continua a sciorinare sarebbero errati.

La notizia sui prepensionamenti che interesserebbero 1400 operatori della Formazione professionale non convince affatto gli osservatori e gli esperti del settore.

Secondo quanto abbiamo raccolto dalle indiscrezioni pervenute in redazione, i dati sul numero dei lavoratori interessati al prepensionamento sono già in possesso dell’assessore alla Formazione professionale e del dipartimento regionale al ramo.

Dati raccolti a seguito di un censimento che qualche mese fa è stato commissionato proprio dagli uffici di diretta collaborazione dell’assessore Nelli Scilabra.

Dalle cifre emerse dal citato censimento, riferiscono le indiscrezioni, sarebbero 408 i dipendenti ad avere i requisiti per la quiescenza anticipata ed incentivata con misure di accompagnamento fino a tre anni e mezzo di debito previdenziale.

La cifra comprenderebbe anche l’accesso di un certo numero di lavoratrici che sarebbero andate via con la penalità. Per queste ultime, per ogni anno che passa si riduce la possibilità di accedere all’anticipata pensione, riducendo la platea degli aventi diritto.

E poi, sempre stando alle indiscrezioni raccolte, visto il rischio legato all’incertezza dell’apertura della finestra per il quarto anno, come previsto dalla legge n.92 del 28 giugno 2012, conosciuta come ‘legge Fornero’ dal nome del ministro del Lavoro e della Politiche sociali che insieme ad altre norme implementate durante il governo Monti attuò la riforma del sistema pensionistico pubblico italiano, i lavoratori ci vanno cauti.

Secondo le citate indiscrezioni, prudenzialmente gli operatori hanno già fatto sapere alle organizzazioni sindacali che presenteranno istanza fino a un massimo di tre anni e mezzo in coincidenza col maturare del diritto, non spingendosi oltre ed allo scopo di evitare di diventare ‘esodati’.

Di anno in anno, si stima che l’aumento dei prepensionati potrebbe incidere presumibilmente di circa un quarto, e cioè di circa 80 unità per anno.

E comunque per tornare alle indiscrezioni richiamate sui numeri sballati dichiarati dal presidente Crocetta, emergerebbe che con 45 milioni di euro potrebbero accedere al pensionamento anticipato e incentivato solamente 400 operatori che costerebbero circa 120 mila euro per ciascuno dei quattro anni di riferimento, compreso gli incentivi.

Lo ripetiamo, a conti fatti, per arrivare a 1400 beneficiari, occorrono complessivamente 120 milioni di euro e non 35 come detto dal Governatore della Sicilia. Resta il fatto che il presidente Crocetta queste cifre non le ha riferite. Perché?

Gioco di prestigio oppure il Governatore siciliano è stato informato male? E se i soldi ci sono, i 120 milioni di euro sono nel cassetto, perché non dirlo e spiegare da dove arriveranno? Oppure è stata l’ennesimo colpo ad effetto per declinare la pressione mediatica sulla ‘pupilla’ Nellina?

Chissà. Un dato è certo, con i numeri il presidente Crocetta proprio non c’azzecca. E siccome si tratta di un diritto per i cittadini siciliani, è doveroso che si faccia chiarezza.

I siciliani e non solo gli operatori del settore della Formazione professionale si aspettano dal Governatore della Regione che torni sull’argomento e porti i dati reali e corretti per circoscrivere il fenomeno e comprendere chi e quanti potranno usufruire dell’anticipato pensionamento.

Nota a margine

La storia dei prepensionamenti è un bufala totale. Perché la Regione, in 'cassa', non ha nemmeno un milione di euro da erogare al Ciapi di Priolo. E' solo un modo per prendere altro tempo creando nuove illusioni.
g.a.

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