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Bernava (Cisl): "Il presidente Ardizzone ieri ha fatto male a non mettere in discussione la mozione di censura all'assessore Scilabra"

Il leader del'organizzazione sindacale attacca anche il titolare dell lavoro, giuseppe bruno: "ha totalmente fallito sulle politiche del lavoro. Deve andarsene come la titolare della formazione". La sicilia resta fanalino di coda nella lotta alla disoccupazione ed al fenomeno dei neet, che nell’isola superano i 500 mila giovani

Giuseppe Messina

IL LEADER DEL'ORGANIZZAZIONE SINDACALE ATTACCA ANCHE IL TITOLARE DELL LAVORO, GIUSEPPE BRUNO: "HA TOTALMENTE FALLITO SULLE POLITICHE DEL LAVORO. DEVE ANDARSENE COME LA TITOLARE DELLA FORMAZIONE". LA SICILIA RESTA FANALINO DI CODA NELLA LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE ED AL FENOMENO DEI NEET, CHE NELL’ISOLA SUPERANO I 500 MILA GIOVANI

“L’assessore al Lavoro, Giuseppe Bruno, è scomparso dopo avere ignorato per mesi le principali priorità dipendenti dalla sua delega di governo. Dall'urgenza di strutturare nuovi Servizi per il Lavoro al riordino degli ammortizzatori sociali in deroga, dal rilancio di nuove politiche sociali ad una svolta nei programmi di utilizzo del Fondo sociale europea. Fuggito mentre divampa l'emergenza sociale. Imbarazzante la sua assenza e scomparsa dalla scena delle principali vertenze. Sembra un ‘desaparecido’, lo si rintracci per spiegargli cosa siano i Servizi per il Lavoro”.

Affermazioni pungenti e non solo polemiche, quelle del segretario regionale della Cisl in Sicilia, Maurizio Bernava, intervenuto sull’ennesima ‘pupiata’ e teatrino in corso messo in scena da una politica che ignora le macerie economiche, sociale in cui affonda la Sicilia.

Analizzando con nostro giornale la nuova fase politica dovuta all’azzeramento della Giunta regionale che toglierà tempo alla soluzione dei problemi che angustiano la Sicilia ed i siciliani, il leader del sindacato nell’Isola si sofferma sui temi politici, sindacali e sul tema occupazionale, vera emergenza sociale che vede sul banco degli imputati non solo gli assessori al Lavoro, Giuseppe Bruno, e alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, ma il presidente della Regione, Rosario Crocetta.

“Ormai siamo ad una degenerazione etica - commenta Bernava - a Sala d'Ercole (sede del Parlamento siciliano) non si possono ignorare i fallimenti e le emergenze sociali determinate dalle scelte distruttive dell'assessore alla Formazione professionale e dall'irresponsabile assenza di operato dell'assessore al Lavoro".

“In una Regione normale - aggiunge il segretario generale della Cisl in Sicilia - altro che mozioni di sfiducia, giochetti tattici e rinvii per salvare equilibri e poltrone politiche. Sarebbero già fuori sia gli assessori che lo stesso Governo”.

Per Bernava, “quanto avvenuto ieri all'Ars, purtroppo, conferma abuso e mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini siciliani, oltre che la totale mancanza di attenzione e consapevolezza di gran parte dei deputati su quanto si sia aggravata il livello di emergenza sociale anche per i gravi errori degli assessori Scilabra e Bruno. Solo per questo motivo - aggiunge - il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, avrebbe dovuto consentire la discussione in Aula della mozione di censura”.

Per la Cisl siciliana, non si può ignorare che uno dei maggiori fallimenti del Governo Crocetta si è consumato nelle politiche del mercato del lavoro, oltre che nella Formazione professionale.

“La mancata strutturazione dei Servizi per il Lavoro - sottolinea Bernava - è la madre di tutti i guasti che aggrava i ritardi in nuove politiche occupazionali, di tutela e di orientamento a nuovo impiego. Un vero disastro colpevolmente ignorato abbattutosi sull’Isola - puntualizza il leader della Cisl siciliana - che detiene la più alta percentuale di disoccupati della Penisola ed il primato per ‘Neet’, giovani che non studiano, non lavorano e non cercano il lavoro. Ne abbiamo oltre 500 mila”.

“Farebbero bene i deputati dell'Ars a concentrarsi con iniziative di censura e di impegno concreto per rimuovere tale situazione che determina pericolosi focolai sociali ed enormi sprechi di risorse disponibili - rimarca Bernava -. Ci sembra davvero strano che la deputazione non abbia affrontato tale emergenza oggetto di dure lotte e denunce sindacali e dei lavoratori”

“In tal senso anche l’assessore Bruno - precisa il leader della Cisl siciliana - si sarebbe ampiamente meritata anche la sua mozione di censura. Sulle emergenze sociali ignorate dagli assessori al Lavoro e alla Formazione professionale il Parlamento aumenti la sua pressione sul Governo e non si faccia distrarre dalle strategie del presidente della Regione che prende tempo promettendo l’ennesimo rimpasto di Giunta”.

Per la Cisl, “nessuno può ignorare di conoscere l'emergenza sociale degli ex lavoratori degli Sportelli Multifunzionali. Niente servizi ai cittadini e 1753 lavoratori senza lavoro per i ritardi e le scelte del Governo regionale".

“La Cisl è da tre anni che lotta a viso aperto per spingere i vari governi verso il percorso di strutturazione di nuovi Servizi del Lavoro - sottolinea Bernava -. Sono decine le iniziative sindacali che promuovo dal 2009 e sono stufo di proposte ed argomentazioni banali e fuori dalla realtà esternati da chi non sa di cosa parla. Giudizi pronunciati peggio ancora, da neo aspiranti politicanti, sulle disgrazie dei lavoratori e sulle macerie della distruzione voluta da Crocetta ed assecondata da tanta politica regionale”.

Su ex Sportelli multifunzionali e Servizi per il Lavoro non ho nulla da rimproverarmi - chiarisce il segretario della Cisl siciliana - anzi la Cisl si è messa di traverso in tempi non sospetti, contrastando senza indugi il Governo Crocetta per evitare quello che poi è accaduto. Chi ha determinato tale sfascio si affretti a recuperare in fretta il grave danno con scelte anche straordinarie”.

“Anche per questa vicenda - conclude Bernava - il nostro giudizio sull'operato dell'assessore Bruno è chiaro e senza appello: ha fallito, si metta da parte”.

Nota a margine

Non possiamo che dare ragione al segretario generale della Cisl siciliana, Maurizio Bernava. Ieri il presidente dell'Ars, onorevole Giovanni Ardizzone, si è reso protagonista di un atto di grande scorrettezza istituzionale, cambiando il calendario dei lavori parlamentari sulla base di una lettera del presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Per giustificare un atto parlamentare così importante il presidente Ardizzone avrebbe dovuto esibire il decreto di revoca dei dodici assessori e non la 'letterina' di un governatore politicamente screditato.

Ci aspettavamo che a dire questo fossero gli esponenti del centrodestra, che invece, divisi sulla questione della vice presidenza dell'Ars, hanno avallato - se non sollecitato - questo squallore. Dobbiamo dire che anche quello che dovrebbe essere il rappresentante dell'opposizione - l'on. Nello Musumeci, - ha avallato l'operato del presidente Ardizzone.

La verità è che il livello politico delle opposizioni di centrodestra di Sala d'Ercole è uguale a quello del presidente Crocetta.

In ogni caso, aspettiamo 'fiduciosi' che oggi il presidente Ardizzone mostri all'Aula il decreto di revoca dei dodici assessori regionali.

Se ciò non avverrà, dovremo prendere atto che l'on. Ardizzone confonde il ruolo di presidente dell'Assemblea regionale con quello di 'capo' dell'Assemblea crocettiana...
g.a.

 

 

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