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Grande marcia per la pace in Russia censurata dai giornali italiani

Da 50 000 a 100 000 manifestanti ieri a mosca per dire no alla guerra. Eppure un silenzio quasi assoluto in italia. Quando si parla di guerra, i giornali italiani sono pronti a piombare sulle notizie come avvoltoi sui morti. Quando si parla di pace, si voltano dall’altro lato. Ignorando un giorno di grande coraggio da parte di decine di migliaia di russi. In un paese dove i giornalisti e i parlamentari del dissenso sono picchiati e assassinati e i manifestanti intimiditi. Perche’?

Gabriele Bonafede

DA 50 000 A 100 000 MANIFESTANTI IERI A MOSCA PER DIRE NO ALLA GUERRA. EPPURE UN SILENZIO QUASI ASSOLUTO IN ITALIA.  QUANDO SI PARLA DI GUERRA, I GIORNALI ITALIANI SONO PRONTI A PIOMBARE SULLE NOTIZIE COME AVVOLTOI SUI MORTI. QUANDO SI PARLA DI PACE, SI VOLTANO DALL’ALTRO LATO. IGNORANDO UN GIORNO DI GRANDE CORAGGIO DA PARTE DI DECINE DI MIGLIAIA DI RUSSI. IN UN PAESE DOVE I GIORNALISTI E I PARLAMENTARI DEL DISSENSO SONO PICCHIATI E ASSASSINATI E I MANIFESTANTI INTIMIDITI. PERCHE’?

 

di Gabriele Bonafede

Secondo gli organizzatori della marcia della pace a Mosca di ieri 21 Settembre, ci sono stati dai 50 000 ai 100 000 manifestanti a sfidare le dure leggi contro le manifestazioni in Russia. E a sfidare soprattutto un’informazione chiaramente pilotata dal governo russo a favore del nazionalismo estremo e della guerra in Ucraina e altrove.

La marcia è stata indetta in tutto il mondo, con manifestazioni in decine di città, anche se non così partecipate come a Mosca. Dall’Italia alla Svezia, dal Canada alla Turchia, decine e centinaia di attivisti per la pace hanno manifestato con bandiere colorate, russe e ucraine assieme, e senza incidenti nemmeno a Mosca nonostante alcuni piccoli cortei che hanno duramente provocato i pacifisti con insulti e altro.

Eppure, nonostante una mobilitazione così grande, soprattutto in una Russia dove l’informazione costa anche vite umane, la più famosa delle quali la grande giornalista russa Anna Politkovskaja, i giornali italiani hanno taciuto un’impresa che è stata definita “una sconfitta del partito della guerra” dal più noto oppositore al regime di Putin, Boris Nemtsov, tra gli organizzatori della marcia insieme a decine di sigle e partiti d’opposizione russi.

All’ombra della censura russa, è iniziata anche la solita guerra dei numeri negli organi d’informazione. La polizia russa ha diramato la solita ridicola dichiarazione: “I manifestati erano  5 000” (sic!). Numeri smentiti già dalle fotografie che pubblichiamo. Persino la TV di stato RT (Russia Today), notoriamente bugiarda e unilateralmente schierata per il governo di Putin che la finanzia, ha ammesso che i manifestanti erano almeno 20 000. Il che vuol dire che dovevano essere almeno il doppio se non il quadruplo.

[caption id="attachment_105225" align="alignleft" width="360"] "Il mondo non sarà distrutto da quelli che fanno del male, ma da coloro che li guardano senza fare nulla" Albert Einstein[/caption]

I principali giornali italiani hanno dispensato negli ultimi mesi copiose notizie, sia pure distorte e spesso schierate a favore del capitalismo monopolistico russo diretto da Putin, sulla guerra in Ucraina. Si sono buttati sulle notizie di morte come avvoltoi, spesso con le più strampalate elucubrazioni “geopolitiche” per giustificare una guerra d’invasione non dichiarata, ma fortemente propagandata dalla Russia e da chi, per interesse o per ignoranza in Italia e all’estero, ne tiene le fila.

Ma nel momento in cui i maggiori giornali italiani avrebbero potuto contribuire a parlare di pace, a informare sul grande e coraggioso dissenso alla guerra evidentemente presente e in crescita in Russia, si sono voltati dall’altra parte. E hanno censurato la marcia della pace. prima, durante e dopo la sua attuazione.

Ci si chiede perché. Un perché che pesa molto: quanto il sangue versato di almeno 3000 persone e bambini di decine di nazionalità del mondo, se si considera anche l’abbattimento del volo malese H17 lo scorso luglio.

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