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Crisi Ucraina: i Paesi Baltici preparano resistenza a Putin

Con notizie su nuove tensioni ai confini d’europa tra russia e occidente, e’ ospite della nostra pagina cosmopolis l’autore del libro “la democrazia arancione. Storia politica dell’ucraina dall’indipendenza alle presidenziali del 2010”, corrispondente da kiev negli anni del processo-tymoschenko

Gabriele Bonafede

CON NOTIZIE SU NUOVE TENSIONI AI CONFINI D’EUROPA TRA RUSSIA E OCCIDENTE, E’ OSPITE DELLA NOSTRA PAGINA COSMOPOLIS L’AUTORE DEL LIBRO “LA DEMOCRAZIA ARANCIONE. STORIA POLITICA DELL’UCRAINA DALL’INDIPENDENZA ALLE PRESIDENZIALI DEL 2010”, CORRISPONDENTE DA KIEV NEGLI ANNI DEL PROCESSO-TYMOSCHENKO

 

di Matteo Cazzulani

Il Ministro degli Interni lettone e quello lituano, con l’appoggio del loro collega estone, varano una Commissione deputata alla garanzia della sicurezza nazionale interna dei tre Paesi del Baltico. Le provocazioni del Presidente russo sono alla base del documento.

Una misura per garantire la sicurezza nazionale, prima che le provocazioni del Presidente russo, Vladimir Putin, destabilizzino il “ventre molle” dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 16 Settembre, Lettonia, Lituania ed Estonia hanno varato un accordo per la creazione di una Commissione per la Sicurezza Interna dei tre Paesi del Baltico.

Come riportato dal portale Delfi (link: http://rus.delfi.lv/news/daily/latvia/strany-baltii-skoordiniruyut-dejstviya-pri-vneshnih-ugrozah.d?id=44981166), l’accordo è stato già siglato dal Ministro degli Interni lettone, Rihards Kozlovskis, e dal suo collega lituano, Alfonsas Barakausas, in attesa che anche il titolare degli Interni estone, Hanno Pevkur, apporti la propria firma, dopo avere tuttavia dichiarato il suo sostegno all’iniziativa.

[caption id="attachment_104984" align="alignright" width="266"] Rihards Kozlovskis, Ministro dell'interno della Lettonia[/caption]

Nello specifico, la Commissione sarà composta da esperti e veterani in materia di sicurezza chiamati a sorvegliare la situazione interna ai tre Paesi Baltici e ad adottare misure di reazione immediata in caso di minacce e provocazioni provenienti dall’estero.

L’accordo tra i tre Paesi del Baltico è motivato dalla crescente insicurezza legata alle recenti provocazioni di carattere politico-militare che la Russia sta attuando in Lettonia, Lituania ed Estonia.

Dopo avere sostenuto apertamente le manifestazioni della minoranza russofona in territorio lettone, Mosca ha preteso l’estradizione di alcuni “disertori” lituani che hanno rifiutato di servire nell’Armata Rossa dopo il crollo dell’URSS.

Per quanto riguarda l’Estonia, le forze speciali russe hanno rapito in territorio estone l’agente dei Servizi Segreti Eston Rahvan, subito deportato in Russia, processato e condannato al carcere per presunte azioni di spionaggio nei confronti di Mosca.

Ad accrescere il timore dei Paesi Baltici è anche la rivelazione di alcuni dossier di molti esperti, come l’inglese Edward Lucas, che hanno riportato come, dopo l’aggressione militare all’Ucraina, il vero obiettivo di Putin sia quello di attaccare l’Europa.

Pur essendo membri della NATO, e parte dell’UE, Lettonia, Lituania ed Estonia sono tuttavia territori privi di barriere naturali, e, soprattutto, Stati notevolmente dipendenti dalla Russia sul piano economico ed energetico.

[caption id="attachment_104985" align="alignleft" width="300"] Matteo Cazzulani[/caption]

La Russia rompe la tregua in Crimea, con i miliziani pro-russi nel Donbass

A conferma dell’aggressività di Putin è l’intenzione di rafforzare la presenza dell’esercito russo in Crimea: regione ucraina che la Russia ha annesso militarmente lo scorso Marzo, in piena violazione degli accordi internazionali.

Come dichiarato dal Ministro della Difesa russo, Sergey Shoygu, la Russia è pronta a dislocare reparti dell’esercito aggiuntivi in Crimea.

Pronta è stata la risposta della NATO che, come riportato dall’autorevole Reuters (http://af.reuters.com/article/commoditiesNews/idAFL6N0RH51S20140916), ha ritenuto le intenzioni della Russia destabilizzanti della regione e ulteriore prova delle reali intenzioni aggressive di Mosca.

Sul medesimo livello è la notizia della violazione della tregua con l’Ucraina nel Donbass da parte dei miliziani pro-russi, supportati politicamente e logisticamente dalla Russia.

Come riportato da numerose fonti internazionali (ad esempio la polacca Wiadomosci Gazeta (http://wiadomosci.gazeta.pl/wiadomosci/1,114881,16661290,_Bandycki_ostrzal___Prorosyjscy_separatysci_lamia.html), i miliziani pro-russi hanno attaccato l’aeroporto di Donetsk e i quartieri circostanti, nonostante il Governo ucraino abbia concesso la tregua, l’amnistia per i colpevoli di reati e lo Statuto Speciale al Donbas e alla Oblast di Luhansk.

 

Matteo Cazzulani è Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale, questo articolo è stato pubblicato nel suo il suo blog “matteocazzulani.wordpress.com” all’indirizzo: http://matteocazzulani.wordpress.com/2014/09/18/ucraina-lettonia-lituania-ed-estonia-preparano-la-resistenza-a-putin/

 

 

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