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La Cina ammassa truppe al confine russo: della serie “amici e guardati”

I motivi della decisione cinese sono abbastanza palesi: essendo anche loro maestri della censura e delle bugie nell’informazione, non si fidano di  putin. Inoltre, i cinesi hanno firmato accordi per enormi forniture di gas e sanno bene come la russia tenda a ricattare e minacciare concretamente i propri partner commerciali: in perfetto stile mafioso

Gabriele Bonafede

I MOTIVI DELLA DECISIONE CINESE SONO ABBASTANZA PALESI: ESSENDO ANCHE LORO MAESTRI DELLA CENSURA E DELLE BUGIE NELL’INFORMAZIONE, NON SI FIDANO DI  PUTIN. INOLTRE, I CINESI HANNO FIRMATO ACCORDI PER ENORMI FORNITURE DI GAS E SANNO BENE COME LA RUSSIA TENDA A RICATTARE E MINACCIARE CONCRETAMENTE I PROPRI PARTNER COMMERCIALI: IN PERFETTO STILE MAFIOSO

 

di Gabriele Bonafede

La notizia è di almeno quattro giorni fa ma, come succede spesso, in Italia non è stata riportata quasi da nessuno, nonostante circoli sul web anche in autorevoli blog specializzati: la Cina ammasserebbe truppe nel distretto della Manciuria e precisamente vicino al confine con la Russia non lontano dall’area di Vladivostok. La fonte originaria è delle più credibili, posto che non abbia alcun interesse a divulgarla:  il servizio russo delle guardie di frontiera, ramo dell'FSB. Precisa anche la regione in cui sono state concentrate le truppe cinesi e la quantità: 12 000 – 15 000 soldati con ingenti materiali da guerra.

Non è la prima volta che Russia e Cina si guardano in cagnesco anche in tempi recenti: nella primavera dello scorso anno la Russia eseguì un’enorme esercitazione militare proprio al confine con la Cina, creando non poche tensioni nell’area, che non è lontana dalle due Coree e quindi anche dal Giappone.

Ci si chiede il perché di questa nuova escalation militare e della decisione di procedere a costose concentrazioni militari vicine alla Russia, teoricamente un paese “amico” alla Cina. Eppure i motivi sono ovvi e molteplici: vengono in mente vari proverbi d’antica saggezza sull’argomento sia in italiano sia in siciliano: “amici e guardati”, “fatti fama e va curcati”, “dagli amici mi guardi Iddio ché dai nemici mi guardo io”, etc., etc.

Se le tragicomiche bugie sparate dal governo russo negli ultimi tempi (come quella di negare la presenza di proprie truppe in Ucraina) le possono bere solo i giornali italiani e i pro-putiniani duri e puri, non se le bevono certo i governanti cinesi che di manipolazione e censura delle informazioni sono maestri non meno dell’attuale governo russo. Per cui i cinesi, evidentemente, non credono a una parola di Putin, ormai sbugiardato in lungo e in largo. E prendono provvedimenti.

Inoltre la Cina ha firmato accordi per forniture di grandi quantità di gas e, avendo osservato come il governo russo tratta i propri partner commerciali, non si fida: dopo le forniture di gas arrivano pericolosi ricatti, come quelli perpetrati da Putin all’Ucraina e all’intera Unione Europea. Ricatti ai quali, come nel caso dell’Ucraina e in definitiva dell’UE, hanno fatto seguito aggressioni su vasta scala.

Ultimo e non meno importante motivo, sono i segnali di escalation nucleare da parte della Russia. E l’eventualità che prendano sopravvento  i “falchi” nella cerchia di Putin che consiglierebbero un “limitato” attacco nucleare preventivo e a sorpresa.

Qui in Sicilia, terra dell’”onorata società” è ovvio che ci siano molti sostenitori di Putin, e non solo per semplice ignoranza o antiamericanismo preconcetto. Infatti, Putin è simpatico alla sottocultura mafiosa e soprattutto ai capi mafiosi perché aiuta le bande di gangster mafiosi della Transdnistria (Moldova), del Donbass (Ucraina), della Cecenia e della Crimea.  L’atteggiamento di Putin sulla scena internazionale è anche in linea con quello degli strozzini di casa nostra (e anche di Cosa Nostra) i quali forniscono soldi (o gas) per poi fare pagare il tutto caro. Molto caro.

Evidentemente i cinesi hanno da tempo “mangiato la foglia” e fanno un poco come farebbe un autorevole e potente boss concorrente, il quale lancia sempre e comunque il proprio “amichevole consiglio” (definito “avvertimento” nel “Continente”)  alla controparte, proprio perché la conosce bene e se ne dichiara “amica” e partner “in affari”.

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