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I militanti No Muos hanno occupato la base militare di Niscemi

Il 'blitz' dei pacifisti e' andato in scena ieri sera. E' solo l' 'antipasto' della grande manifestazione contro la guerra e contro la militarizzazione della sicilia prevista sabato prossimo, 9 agosto

Daniela Giuffrida

IL 'BLITZ' DEI PACIFISTI E' ANDATO IN SCENA IERI SERA. E' SOLO L' 'ANTIPASTO' DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO LA GUERRA E CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA SICILIA PREVISTA SABATO PROSSIMO, 9 AGOSTO

E' cominciata ieri sera la lunga marcia per la pace e contro la guerra. E quindi contro il Muos di Niscemi. Così, nel nome della pace, ieri sera è stata occupata la base NRTF-8 di contrada Ulmo.

Se qualcuno credeva di avere spaventato o fermato gli attivisti per la pace devastando il loro presidio o vietando l’ingresso nel niscemese a 29 di loro, si sbagliava di grosso. Ieri sera, intorno alle 22.00, alcUni attivisti No Muos, dopo aver tagliato un tratto delle reti di protezione che corrono

[caption id="attachment_78820" align="alignright" width="280"] Coordinamento Regionale e dei Comitati No Muos[/caption]

lungo tutto il perimetro della base americana, sita all’interno della sughereta di Niscemi, si sono arrampicati sulle stesse antenne che, il 9 agosto dello scorso anno, li hanno visti protagonisti della prima “violazione” di una base militare statunitense nella storia della U.S.Navy.

La base americana da vent’anni ospita 44 antenne radiotrasmittenti. Di recente sono terminati i lavori di installazione delle tre parabole del MUOS, il mega-radar voluto dai militari americani che è il simbolo della guerra. Un 'mostro elettromagnetico che rischia di compromettere l'ambiente siciliano e la salute dei cittadini della nostra Isola.

Ebbene, a soli due giorni dalla grande manifestazione nazionale - prevista, come già ricordato, per sabato prossimo 9 agosto - la base è stata occupata.

Una sorta di 'antipasto' che annuncia l'arrivo a Niscemi di attivisti provenienti da tutte le parti della Sicilia e d’Italia, insieme con artisti, rappresentanti delle istituzioni, sindacati, dirigenti e militanti di partiti politici, intellettuali, scienziati, associazioni e cittadini comuni, così come dichiarano in un comunicato ufficiale i Comitati del Coordinamento Regionale.

Gli attivisti hanno portato con loro, sulle antenne, uno striscione che illustra tutto il loro disappunto contro il Muos, ma anche contro l’acquisto degli F35 e non ultimo, esprimono piena solidarietà con il popolo palestinese e con quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.

Non conosciamo l’identità dei sette attivisti, ma conosciamo il contenuto di un loro comunicato, lo riportiamo di seguito:

QUESTA VOLTA VOGLIAMO TUTTO IL DIRITTO DI VIVERE IN PACE

Dall'alto di queste antenne contempliamo la bellezza della sughereta, dell'alba e del tramonto, la luna e l'abbondanza della natura. La vista delle parabole, delle antenne e l'aridità della base ci fa percepire tutta la bruttezza della guerra. Si tratta di strumenti orribili che servono a uccidere, bombardare, creare sofferenza, mutilazione, paura, morte.

Noi oggi decidiamo di restare a oltranza su queste antenne diaboliche e maligne, perché vogliamo liberare il pianeta, la Sicilia, la sughereta da un pezzo importante di questo incubo. Amiamo la libertà, ma siamo disposti ad affrontare l'orrore del carcere pur di ottenere una vera liberazione dalla logica e dalla logistica della guerra. Soprattutto questa volta siamo determinati a ottenere tutto.

1. Lo smantellamento della base e la sua riconversione in centro internazionale per l'accoglienza, la solidarietà e la pace.

2. Il trasferimento del denaro per gli F-35 per progetti sociali ed ecologici elaborati dal basso.

3. La fine della collaborazione militare e commerciale con Israele, da poco condannato per violazione dei diritti umani, fino a quando si arrivi a una soluzione giusta e condivisa tra Israele e Palestina. Il bloccco delle vendite di aerei e armi da combattimento da parte delle nostre fabbriche a tutti i paesi violatori di diritti umani.

4. La conversione del denaro e degli sforzi militari e polizieschi (Marenostrum, Cie, Cara) usati per solo per rinchiudere migranti e deportarli, creando e rendendo operativo da subito un piano di accoglienza solidale e diffuso che preveda il salvacondotto consolare europeo per i migranti che scappano da guerre e dittature, dando l'esempio agli altri paesi.

Questo è fare politica. Il Movimento No Muos crede in soluzioni pratiche, umane e solidali per il benessere collettivo e per la salute di madre terra (come la chiamano gli indigeni delle Americhe). Fino ad adesso il Parlamento, il Governo e la Presidenza della Repubblica hanno ignorato il problema della guerra e si sono rifiutati di interloquire con il Movimento. Noi oggi chiediamo un cambiamento e lo domandiamo a partire da richieste precise e concrete. Ai compagni e alle compagne, ad amici e parenti, a tutte le persone che amano la pace, la libertà e la terra domandiamo: vogliamo veramente mettercela tutta per fermare l'orrore e creare la bellezza?

Gaza brucia, bambini e grandi vivono e muoiono nella disperazione della guerra. Militari di tutto il mondo giocano e interpretano il ruolo dei boia perdendo l'umanità nelle loro divise. In solidarietà al popolo palestinese abbiamo colorato simbolicamente il nostro corpo di rosso.

Per liberarci dalla rassegnazione e ribellarci alla guerra, se lo vogliamo, il momento è ora. Il momento è qui: a Niscemi. Siamo qui a riprenderci la terra per terminare questo stupro fatto alla sughereta e rifertilizzarla con alberi e allegria. Ora è il momento di ottenere tutto. Ora vogliamo il diritto di vivere in pace.

Ai giudici e ai magistrati che vogliono veramente esercitare un'azione di giustizia, chiediamo di appoggiare quest'azione e tutte le azioni di liberazione della sughereta e della terra dalla guerra. Chiediamo di desistere dalla bieca applicazione di leggi lontane dal rendere giustizia nei confronti di popoli oppressi che vogliono una libertà vera.

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