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Tennis Nadal sconfitto in finale, primo titolo per Wawrinka

Alla fine pete sampras ha dovuto fare un viaggio a vuoto. Convocato dall'organizzazione per premiare rafa nadal, che si pensava dovesse raggiungere lo strepitoso record di 14 slam, appartenente a pistol pete, l'americano ha di buon grado data la coppa allo svizzero che - sorpresa sorpresa - non era roger federer ma il meno noto stan the man wawrinka. Vissuto all'ombra di sua maestà, lo svizzero numero due ha trovato una settimana pazzesca, in cui ha messo in fila il serbo novak djokovic (numero 2 del mondo), il ceco thomas berdych (numero 5) e alla fine anche rafael nadal appunto, numero 1 del mondo e giustiziere in semifinale di uno intontito federer. La nota storta del match è purtroppo rappresentata da un atteggiamento troppe volte visto da parte del campione spagnolo per non dare adito a sospetti. Sotto di un set e di un break, nadal è uscito dal campo facendo infuriare sia il pubblico - che lo ha sonoramente fischiato al rientro in campo - sia un uomo mite come wawrinka che ha protestato vivacemente contro il giudice di sedia chiedendogli se fosse mai possibile uscire così dal campo senza spiegarne i motivi. Tornato tra noi, nadal mostrava dei fastidi al servizio abbastanza seri, con la velocità della prima palla che ad un certo punto è precipitata a 120 km/h, roba che persino voi lettori riuscireste a fare. Come mille volte è accaduto nei campi da tennis, il povero svizzero ne usciva destabilizzato, forse cominciava a realizzare di poter vincere il santo graal di uno slam, uno che si è fatto tatuare una cosa come "ho fallito. Non importa. Riproverò. Fallirò meglio" (beckett, mica si parla di calcio qui. . . ) non l'aveva certo messo nel conto e insomma stan diventava pavido, non metteva più una palla dall'altra parte, perdeva in modo incredibile il terzo set e nel quarto, al momento di allungare sul 5 al 2, il braccio gli ridiventava rigido, subiva il break a zero e davvero si entrava nello psicodramma. Ma stavolta nadal non ne aveva più, cedeva un'altra volta la battuta e stan the man poteva finalmente chiudere.

Roberto Salerno

Alla fine Pete Sampras ha dovuto fare un viaggio a vuoto. Convocato dall'organizzazione per premiare Rafa Nadal, che si pensava dovesse raggiungere lo strepitoso record di 14 slam, appartenente a Pistol Pete, l'americano ha di buon grado data la coppa allo svizzero che - sorpresa sorpresa - non era Roger Federer ma il meno noto Stan the Man Wawrinka. Vissuto all'ombra di Sua Maestà, lo svizzero numero due ha trovato una settimana pazzesca, in cui ha messo in fila il serbo Novak Djokovic (numero 2 del mondo), il ceco Thomas Berdych (numero 5) e alla fine anche Rafael Nadal appunto, numero 1 del mondo e giustiziere in semifinale di uno intontito Federer. La nota storta del match è purtroppo rappresentata da un atteggiamento troppe volte visto da parte del campione spagnolo per non dare adito a sospetti. Sotto di un set e di un break, Nadal è uscito dal campo facendo infuriare sia il pubblico - che lo ha sonoramente fischiato al rientro in campo - sia un uomo mite come Wawrinka che ha protestato vivacemente contro il giudice di sedia chiedendogli se fosse mai possibile uscire così dal campo senza spiegarne i motivi. Tornato tra noi, Nadal mostrava dei fastidi al servizio abbastanza seri, con la velocità della prima palla che ad un certo punto è precipitata a 120 km/h, roba che persino voi lettori riuscireste a fare. Come mille volte è accaduto nei campi da tennis, il povero svizzero ne usciva destabilizzato, forse cominciava a realizzare di poter vincere il santo graal di uno slam, uno che si è fatto tatuare una cosa come "Ho fallito. Non importa. Riproverò. Fallirò meglio" (Beckett, mica si parla di calcio qui...) non l'aveva certo messo nel conto e insomma Stan diventava pavido, non metteva più una palla dall'altra parte, perdeva in modo incredibile il terzo set e nel quarto, al momento di allungare sul 5 al 2, il braccio gli ridiventava rigido, subiva il break a zero e davvero si entrava nello psicodramma. Ma stavolta Nadal non ne aveva più, cedeva un'altra volta la battuta e Stan the Man poteva finalmente chiudere.

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