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Formazione, dallo Snals Confsal la proposta di un'Agenzia del personale

Nella terra delle contraddizioni, della mafia e dell’antimafia, dei diversi dialetti e dei tanti popoli, dei poeti, musicisti, scrittori, pittori, registi, pescatori e scalpellini, delle pietre che respirano la cultura millenaria di siculi e sicani, accade che determinati diritti in capo al cittadino vengano calpestati con la complicità della pubblica istituzione. È quello che succede nel settore della formazione professionale dove da oltre 20 anni i lavoratori subiscono il sopruso del mancato pagamento, con carattere mensile, della retribuzione.

Giuseppe Messina

Nella terra delle contraddizioni, della mafia e dell’antimafia, dei diversi dialetti e dei tanti popoli, dei poeti, musicisti, scrittori, pittori, registi, pescatori e scalpellini, delle pietre che respirano la cultura millenaria di siculi e sicani, accade che determinati diritti in capo al cittadino vengano calpestati con la complicità della pubblica istituzione. È quello che succede nel settore della formazione professionale dove da oltre 20 anni i lavoratori subiscono il sopruso del mancato pagamento, con carattere mensile, della retribuzione.

A rilevarlo, in una nota trasmessa nei giorni scorsi al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e all’assessore al ramo, Nelli Scilabra, è lo Snals/Confsal. Attraverso il coordinatore per il settore della formazione professionale, Giuseppe Milazzo, il sindacato, tra i firmatari del Contratto collettivo di lavoro della categoria, chiede a gran voce garanzie sulla futura assegnazione dei servizi formativi e orientativi, entrambi in scadenza.

A parere dello Snals, l’amministrazione regionale, in sede di programmazione dei bandi pubblici per l’assegnazione dell’attività formativa, che verrà dopo la definitiva chiusura dell’Avviso 20/2011 prevista per il prossimo 31 luglio, dovrebbe indirizzare il servizio formativo verso strutture in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese in favore dei lavoratori oltre che applicare in tutte le sue parti il Contratto collettivo di lavoro della categoria.

Rintracciato telefonicamente, abbiamo chiesto a Giuseppe Milazzo il senso della lettera trasmessa al Governo regionale, dopo la conferenza stampa-shock del presidente della Regione dello scorso 22 marzo.

“Abbiamo rappresentato al presidente Crocetta la necessità di una struttura snella - ci dice Milazzo - capace cioè di operare in maniera fluida evitando, lungaggini burocratiche. Una struttura che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi di mettersi in regola con il Documento unico di regolarità contributiva (Durc)”.

“Quello che avviene adesso non è più accettabile - aggiunge il sindacalista -. Oggi vige un perverso meccanismo che, di fatto, penalizza il lavoratore per via dei finanziamenti erogati a singhiozzo che impongono agli Enti di trattenere diverse mensilità destinate ai lavoratori per garantire il Durc in regola ogni mese, pena la chiusura dell’attività”.

Insomma, per essere in regola con il Durc non si pagano gli stipendi. La questione evidenziata dal dirigente sindacale non è di poco conto, proprio perché richiama la vicenda dell’inadempienza dell’amministrazione regionale sui ritardati pagamenti che ha pregiudicato gli equilibri del sistema formativo regionale.

E’ indubbio che l’erogazione a singhiozzo delle quote di finanziamento assegnate attraverso un bando pubblico a soggetti privati, obbligati all’erogazione quotidiana del servizio formativo e orientativo, ha creato disfunzioni a mai finire, pregiudicando la stessa permanenza dei soggetti gestori.

Più volte abbiamo sottolineato come sia stata maldestra la gestione degli ultimi anni del settore. Dapprima l’impronta LAC (Lombardo, Albert, Centorrino) che ha inquinato il mondo della formazione professionale con inutili e contraddittorie norme secondarie (decreti, circolari, provvedimenti dirigenziali, delibere di giunta, memorandum) volte a ingessare ogni cosa per alzare l’attenzione clientelare sui partiti di governo (Mpa, Udc, Fli, Pd, Api).

Poi è arrivato Rosario Crocetta, appassionato di conferenze stampa, antimafia, antipolitica e denunce. In cinque mesi abbiamo registrato nel settore della formazione professionale proclami, annunci, slogan ad effetto, ma non raccogliamo alcun provvedimento incisivo per il miglioramento del settore. almeno fino ad oggi.

Dal suo insediamento, nei circa 150 giorni di governo, il presidente della Regione si è distinto, oltre che per dichiarazioni al “vetriolo” come quelle rilasciate lo scorso 22 marzo alla stampa, per avere punito 60 dipendenti regionali, rei di essere troppo competenti nel settore della formazione professionale.

Ha obbligato gli operatori della formazione professionale, i dipendenti del dipartimento regionale Istruzione e Formazione professionale e i presidenti degli Enti formativi ad autocertificare l’assenza di vincoli con politici e parlamentari. Ha inasprito i controlli e le ispezioni fino ad annunciare che 235 Enti formativi erano prossimi alla chiusura, senza rendersi conto che si trattava solamente di un elenco preparatogli dalla dottoressa Corsello e riguardante Enti destinatari di verifiche, delle quali ancora non si conoscono gli esiti accertativi.

Uno stato di confusione mediatica che alimenta tensione, dissapori e razioni spropositate. Ad oggi l’impegno del governo Crocetta nel settore della formazione professionale è fallimentare e, per certi versi, un bluff. E pensare che Crocetta per primo aveva promesso regole certe, burocrazia snella e tutele per i lavoratori del settore.

A nostro avviso la tutela inizia proprio con il pagamento con cadenza mensile delle retribuzioni al personale, così come con forza ribadito dal sindacato di Giuseppe Milazzo.

Interessante, poi, la proposta avanzata, nella citata nota, dallo Snals e che riportiamo attraverso le parole del coordinatore regionale del comparto formativo. “La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti - precisa Milazzo -. Siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una Agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione”.

"Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non passa carte - aggiunge il dirigente dello Snals - agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e di politiche attive del lavoro, altrimenti continueremo a creare carrozzoni clientelari e mangiasoldi che non saranno per niente utili alla Sicilia ed ai siciliani”.

Lo Snals infine ha deciso di non aderire allo sciopero proclamato dal Comitato spontaneo dei lavoratori della formazione professionale per i giorni 26, 27 e 28 marzo prossimi. È lo stesso Milazzo a chiarirci la decisione. “Siamo convinti - dice - che il presidente Crocetta ci convocherà per illustrarci i contenuti di una possibile riforma del settore. Ci conforta il convincimento del Governo di salvaguardare e tutelare i lavoratori assunti a tempo indeterminato dagli Enti formativi entro il 31 dicembre 2008 ed è per tale ragione che attendiamo fiduciosi un’imminente chiamata, rinviando al futuro ogni eventuale azione di protesta se necessaria”.

 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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